San Francisco e la corsa all’oro — Lombardi nel Mondo

San Francisco e la corsa all’oro

L’epitaffio sulla lapide di Charles Cora recita : “Dedicato alla memoria di Charles Cora, nato in Italia, morto il 22 maggio 1856 all’età di 40 anni. E anche alla memoria di Arrabella Cora, nata a Baltimora, morta il 18 febbraio 1862 all’età di 35 anni”.

Una lapide come tante, nemmeno molto esplicativa, che nasconde un pezzo di storia del Far West nel vero senso della parola, collocata nel cimitero della missione di Mission Dolores a San Francisco come mi ha confermato il genealogista Jim Seidelman di Los Angeles.

Storia che incomincia proprio al tempo della corsa all’oro del 1849 (Gold Rush) quando Charles Cora, un emigrato ligure  e Arrabella Ryan lasciarono New Orleans per rincorrere i profitti legati l’uno al gioco d’azzardo e l’altra alla prostituzione. Dopo aver girato le disordinate e istantaneamente ricche cittadine del boom minerario si stabilirono a San Francisco, città ormai in espansione e stabilizzazione economica, dove il vizio e la violenza erano ancora poco controllati. Arrabella gestiva il bordello più importante e costoso della città, frequentato anche dai cittadini più in vista, fatto che le garantiva una grande fonte di guadagno, una certa copertura e anche un posto in società, mentre Charles  approfittava invece del vizio del gioco. Insieme i due riuscirono ad accumulare in pochi anni una fortuna stimata allora in oltre 400.000 dollari.

Ma la sorte voltò improvvisamente loro le spalle. La sera del 15 novembre 1855 Charles e Arrabella andarono all’American Theater a vedere “Nicodemo, il pescatore sfortunato” e presero posto nella prima fila del palco più in vista. Durante l’intervallo la signora che sedeva dietro di loro si sentì osservata da parte del pubblico, e fece notare al marito la sfrontatezza di Charles e Belle Cora,  molto noti per la loro vita dissipata o per lo meno discutibile, che anziché prender posto con discrezione facevano bella mostra di sé. In realtà non era lei il centro dell’attenzione, ma il marito, il generale William Richardson chiese ai Cora di andarsene. Al loro netto rifiuto i Richardson abbandonarono il palco.

Ma San Francisco stava cambiando, e se al tempo della corsa all’oro tutto era permesso soprattutto nel mondo dell’illegalità, le cose stavano rapidamente ridisegnando la socialità della città così che la prostituzione e il gioco d’azzardo non erano più tollerati come un tempo, soprattutto dopo l’introduzione della legge del 1854 che li condannava.

Dopo l’incidente a teatro,  Cora e Richardson si incontrarono diverse volte, e dopo diverse bevute sembravano sul punto di riconciliarsi, quando dopo l’ennesima visita a un saloon all’angolo di Clay e Leidesdorff, Charles Cora estrasse la pistola e uccise lo sceriffo Richardson che sembra fosse disarmato. La meccanica del delitto non fu mai chiarita, ma sorprende uno sceriffo disarmato.

I paladini dell’ordine cittadino chiesero giustizia immediata ma Belle Cora mise in campo le sue amicizie e l’avvocato difensore di Charles Cora, il colonnello E. D. Baker riuscì a evitargli una condanna unanime anche se fu costretto a rimanere in carcere in attesa di un nuovo processo ed era pensiero comune che alla fine sarebbe stato rilasciato.

14 maggio 1856, mentre Cora era in attesa di giudizio, James P. Casey, il supervisore della città, uccise James King of William, direttore editore del “Daily Evening Bulletin” un giornale che non risparmiava critiche a nessuno denunciando la corruzione imperante nella città. Ma la città era in fermento e per riportare l’ordine si erano riformate le squadre dei Vigilantes, come già avvenuto nel 1851, forti ora di ben 26 compagnie composte ciascuna di 100 unità. Il 18 maggio 1856 i Vigilantes costrinsero lo sceriffo David Scannel e i suoi scarsi aiutanti a consegnare loro Cora e Casey.

I Vigilantes li processarono sommariamente senza alcuna difesa e li condannarono all’impiccagione, Casey all’unanimità e Cora con un verdetto contrastato. In attesa dell’esecuzione ad Arrabella Cora fu concesso di restare con Charles e di sposarlo.

Il 22 maggio 1856 si svolsero i funerali di James King of William alla presenza di oltre 20.000 persone. Poco dopo la cerimonia la folla si diresse dove i Vigilantes custodivano i due condannati. Mentre il suono delle campane a morto svaniva lentamente nella baia, fu approntato un palco improvvisato. Una palco, una corda da cui poco dopo penzolarono i corpi di Charles Cora e James Casey.

Un linciaggio? Certamente un modo anormale di fare giustizia e di condannare a morte due persone. Ma si era nel far West. Allora. Forse il primo dei molti italiani linciati in terra americana. Charles Cora, giocatore d’azzardo, uomo del male, nato per vincere e perdere..

Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

5 maggio 2012.

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