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Crisi Milan, accordi e disaccordi tra proclami e delusioni mentre cresce la protesta dei tifosi

A Casa Milan, le inevitabili contestazioni della tifoseria rossonera post sconfitta nell’ultima partita casalinga di campionato hanno avuto enormi ripercussioni a livello societario, portando a conseguenti epurazioni dirigenziali e tecniche, tant’è che media nazionali e internazionali hanno commentato di un vero e proprio “anno zero”. Un terremoto societario e tecnico, innescato dalla matematica certezza di non essere qualificati alla prossima Champions League (mancato raggiungimento del quarto posto in classifica e conseguente mancato introito finanziario); risultato per cui per la società e la squadra rossonera, ora si aprirà solo la porta secondaria, quella che consente la partecipazione all’Europa League (quinta posizione in classifica).

La proprietà RedBird e il duo Cardinale-Ibrahimovic avevano deciso di “far saltare il banco” azzerando quasi completamente l’organigramma operativo per far partire una rivoluzione legata a un nuovo modello di business. In primis, hanno ufficialmente licenziato i vertici dirigenziali con l’amministratore delegato Giorgio Furlani, il direttore tecnico Geoffrey Moncada, il direttore sportivo Igli Tare e l’allenatore Massimiliano Allegri. Al momento, unico sopravvissuto al comando è Zlatan Ibrahimovic, uomo di fiducia e alter-ego di Gerry Cardinale.

Conclusa negativamente l’avventura di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera, subito è stata caccia aperta per trovare un nuovo allenatore ma, a tutt’oggi, dopo i mancati accordi con i primi profili sondati (i baschi Andoni Iraola e Xabi Alonso), la ricerca sembra essersi ristretta a due: l’austriaco Oliver Glasner (con il quale si sono intrattenuti costruttivi colloqui sul progetto rossonero della prossima stagione) e l’argentino Mauricio Pochettino, attuale CT della nazionale USA (il cui entourage sembra aver ufficiosamente convenuto un accordo economico). Sullo sfondo, dietro le quinte ma non troppo, si staglia l’ombra del tedesco Ralf Rangnick (attuale CT della nazionale austriaca) fautore di uno strategico progetto All-in che lo vedrebbe supervisore/direttore generale di tutta l’Area sportiva (dalla prima squadra alle giovanili), ben predisposto a caldeggiare le quotazioni di Glasner per la panchina rossonera.

Dopo il ciclone, negli ultimi giorni la situazione in casa Milan sembrava viaggiare in accelerazione con promesse di buoni auspici annunciati dal duo Cardinale-Ibrahimovic; tuttavia, alla luce di approcci, contatti e colloqui con vari dirigenti e allenatori, portati avanti con superficialità e senza una programmazione strategica tale da suscitare un valido interesse, i disaccordi tra Cardinale e Ibrahimovic sono aumentati anche in ragione dei vari feedback negativi e perplessità ricevute. In questo periodo così delicato di massima emergenza e ricostruzione societaria alle porte (iscrizione al campionato e strategie di calciomercato), il malcontento dei tifosi si acuisce ancor più per il fatto che Ibrahimovic, per pregressi impegni assunti con Fox Sports, andrà negli Stati Uniti come commentatore al Mondiale di calcio. Inoltre, senza gli introiti e la vetrina della Champions League, l’effetto domino potrebbe ampliarsi anche al mercato estivo, sia per i mancati riscatti dai prestiti di vari calciatori rossoneri di ritorno a Milanello, sia per i malumori di alcuni big come nel caso Mike Maignan, Adrien Rabiot e Christian Pulisic ai quali si sono aggiunte le dichiarazioni di Rafael Leao che, rompendo gli induci dal ritiro portoghese in USA, in sintesi si è così espresso: “Al Milan ho dato tutto, ora desidero una nuova sfida in un nuovo campionato”.

Insomma, lo spogliatoio si svuota con i possibili addii, solo per citarne alcuni, di Modric; di Fulkrug (fine prestito); di Rabiot, Estupinán, Santiago Gimenez, Nkunku, Loftus Cheeck, Fofana, Tomori, Ricci, Jashari (per strategie di calciomercato); di Benassecer, Musah, Chukwueze, Morata, Bondo, Filippo Terraciano, Camarda (per rientro dai prestiti) che potrebbero essere rimessi sul mercato per finanziare le operazioni in entrata del Club.

A Oggi, la durissima contestazione dei tifosi rossoneri che da più parti del mondo giunge anche attraverso la protesta dei Milan Club, è apertamente rivolta contro RedBird che, al di là dei bilanci in ordine ottenuti però con le vendite di alcuni calciatori big, è apertamente accusata di aver ridotto la gestione sportiva a mero algoritmo aziendale privo di scopo, efficacia e identità. Per Il Milanismo e la sua storia, ora il timore è che la guida della società proceda “a fari spenti nella notte” per vedere se è poi così difficile andare a schiantarsi contro un muro di granito. Per questo motivo ma non solo, attraverso un’iniziativa popolare alquanto clamorosa e spettacolare, la protesta organizzata (sono al vaglio i pro e contro sulla privacy e altri eventuali diritti) potrebbe varcare i confini internazionali e approdare in Times Square, a New York, per proiettare su maxischermo delle scritte luminose di contestazione come “Save AC Milan” e “Cardinale Out”, portando così il dissenso rossonero direttamente nel cuore pulsante della Grande Mela, sotto gli occhi della proprietà, a pochi giorni dal Campionato del mondo di calcio per nazioni.

Maurizio Pavani
Author: Maurizio Pavani

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