Lombardia e Medioevo: la Cronaca di Salimbene da Parma ora anche in polacco

Kronika Franciskanska – Recensione

di Matteo Cazzulani @MatteoCazzulani

Cracovia, Polonia – Quasi sicuramente, studiosi, esperti e semplici appassionati di Medioevo concordano sul fatto che, tra tanti altri testi, la Cronaca di Salimbene de Adam da Parma è una lettura necessaria ed imprescindibile se si desidera comprendere appieno l’epoca medievale nella Valle Padana. Oggi, tale documento è disponibile anche presso il pubblico polacco grazie ad una traduzione di Henryk Pietruszczak, commercializzata e distribuita dalla libreria on-line Stara Szuflada.

Se, in merito all’autore, Frate Francescano, teologo e cronista, un noto intervento del Professor Alessandro Barbero già riesce a presentare la figura di Salimbene a 360 gradi (intervento disponibile su Youtube, è opportuno sottolineare (o ripetere, per chi abbia già visto il filmato del Professor Barbero) come la Cronaca riesca a fornire uno spaccato genuino della realtà politica, economica e sociale della Lombardia del XIII secolo (per Lombardia intendendo l’intera Val Padana).

Grazie ad una memoria storica decisamente solida, ed anche alle esperienze di vita che lo hanno visto viaggiare tra Parma, Cremona, Reggio Emilia, Ravenna, Ferrara, Firenze, Genova, Pisa, Troyes e Lione, Salimbene presenta il susseguirsi dei maggiori avvenimenti accaduti in Italia, Europa e Bacino Mediterraneo tra il 1167 (anno della Fondazione di Alessandria) e il 1287 (anno della morte del Sovrano dei Saraceni in Tunisia), con particolare attenzione alle principali battaglie combattute tra le città della Val Padana da un lato e, dall’altro, alle questioni interne all’Ordine dei Francescani.

Sul piano politico, Salimbene guida il lettore attraverso l’epoca dell’Imperatore Federico II di Svevia, caratterizzata dalla lotta tra la Lega Lombarda filopapale (composta prevalentemente da Milano, Bologna, Piacenza e Brescia) ed una confederazione medio-padana filoimperiale (composta da Cremona, Parma, Modena e Reggio Emilia). Tale conflitto vede una prima prevalenza della fazione ghibellina (filoimperiale) a San Cesario e Cortenuova, controbilanciata, poi, dalle vittorie decisive dei guelfi (filopapali) a Parma e Fossalta.

In seguito, l’autore sottolinea come la discesa in Italia degli Angioini, voluta dal Papa per sradicare la casata di Federico II dalla Sicilia, provochi il progressivo passaggio delle città ghibelline allo schieramento guelfo, che raggiunge una posizione di egemonia fino all’ascesa di Ottone Visconti.

Costui fa della finora “guelfissima” Milano la capofila di uno schieramento filoimperiale composto prevalentemente da città dell’ovest della Val Padana (Monferrato, Pavia, Como, Vercelli, Novara, Alessandria) contrapposto alla coalizione filo-angioina, fedele agli interessi del Papato, nella quale confluiscono perlopiù città della parte orientale della Pianura (Bologna, Cremona, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Brescia e Piacenza).

Sul piano economico, Salimbene dedica molti capitoli alla qualità del raccolto, al clima e alle calamità naturali che avvengono in un determinato anno. L’autore è altresì molto attento ad argomentare le motivazioni legate all’economia che stanno alla base dei conflitti tra città.

Ad esempio, Salibene spiega bene come il pluriennale conflitto tra Mantova e l’alleanza Cremona-Reggio Emilia sia legato alla volontà dei virgiliani di controllare i traffici commerciali sul Po, opposto alla decisione dei cremonesi e dei reggiani di bypassare i mantovani aprendo il Canale della Tagliata per diversificare le rotte commerciali sul Grande Fiume e porne una parte consistente sotto il proprio controllo.

Salimbene tratta anche della storica, quanto inspiegabilmente dimenticata vittoria navale di Bologna su Venezia a Primaro. In questa località nei pressi di Ravenna, al tempo ubicata sulla Foce del Po, i veneziani avevano inteso creare un presidio fortificato per incrementare, a proprio profitto, il prezzo delle merci che, dall’Adriatico, erano dirette alla città felsinea, allora tra le più popolose d’Europa.

Sul piano sociale, Salimbene offre un ampio ventaglio di informazioni in merito a personaggi, gruppi sociali e cittadini. Dalla goliardia dei fiorentini all’avidità dei veneziani, senza tralasciare cenni in merito alla rivalità tra Francescani e Domenicani, la Cronaca regala pagine decisamente piacevoli e divertenti.

Accurate annotazioni astronomiche, come la segnalazione puntuale delle Eclissi solari e lunari, la descrizione della posizione di Venere e Giove nel cielo, e soprattutto il passaggio nel quale Salimbene ritiene le comete responsabili di guerre e cambiamenti epocali forniscono una prova di come le stelle siano considerate dagli intellettuali medievali, anche da chi appartiene alla sfera religiosa, soggetti fondamentali della natura e della metafisica.

Una soggettività marcata che non toglie autorevolezza

Oltre agli aspetti positivi, è opportuno tuttavia sottolineare come, al pari di altre fonti dirette, la Cronaca non possa essere considerata un manuale sul quale studiare unicamente la storia d’Italia del XIII secolo.

L’appartenenza di Salimbene all’Ordine dei Francescani, la sua forte personalità ed il suo legame filosofico con Gioacchino da Fiore, portano infatti l’autore a formulare giudizi decisamente parziali su fatti e personaggi menzionati nella Cronaca.

Se Federico II, per via del suo disegno politico atto ad affermare l’autorità centrale dell’Impero su Papato, Baroni e città del Nord Italia, è presentato come l’anticristo reo delle guerre che avvengono in Europa, Carlo d’Angiò, che nella guerra di conquista del Sud Italia assume comportamenti non dissimili a quelli di Federico II, è apertamente incensato per via della sua vicinanza politica al Papa.

Nonostante ciò, e soprattutto per questa ragione, la Cronaca di Salimbene è davvero considerabile una lettura d’obbligo per chi avesse interesse nel cogliere la complessità della storia italiana nel corso del XIII secolo e, più in generale, del Medioevo.

Ora, anche chi dalla Polonia intende ampliare le proprie conoscenze in merito alla storia d’Italia e di Lombardia, può dunque avvalersi di un documento ben tradotto che, sicuramente, non deluderà le proprie aspettative.

Salimbene De Adam da Parma, “Kronika Franciskanska”.

Traduzione di Henryk Pietruszczak.

Edizioni Henryk Pietruszczak.

943 pagine.