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Cuore Amico Mantova: raccolta fondi per una nuova Unita’ Mobile di prevenzione Cardiovascolare

Una iniziativadi raccolta fondi per l’acquisto di un Camper, adibito ad Unita’ Mobile di prevenzione Cardiovascolare, promossa dall’Associazione mantovana Cuore Amico.

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Prevenzione e lotta delle Malattie Cardiovascolari
PROGETTO IGEA

Igea di Gustav Klimt
La dea Igea
Igea è una figura della mitologia greca: figlia di Asclepio e di
Lampeggia, era venerata come dea della salute. Veniva
raffigurata ora sotto l’aspetto di una giovane donna
prosperosa nell’atto di dissetare un serpente, ora seduta con
la mano sinistra appoggiata a un’asta, mentre con l’altra
mano porge una patera a un serpente che, lambendola, si
innalza da un’ara posta davanti a lei.
Il culto era associato a quello del padre e di Panacea, sua
sorellastra. Oltre che dea della salute (o del risanamento in
generale), era la divinità di ogni cosa pulita. A differenza del
padre, direttamente e unicamente associato alla cura delle
malattie, Igea veniva invece associata alla prevenzione dalle
malattie e al mantenimento dello stato di salute.
A cosa è dovuta la presenza del serpente? Gli antichi
attribuivano al rettile intelligenza e sentimenti particolari:
suscitava grande impressione per la vita misteriosa e
sotterranea, per la capacità di secernere veleni mortali, per la
grande velocità, nonché per l’abilità nell’ipnotizzare le prede.
Il serpente è comunque legato da sempre al mondo della
farmacologia: il suo veleno, in minime dosi, rappresentava
spesso l’unico rimedio contro moltissime malattie.
Le malattie cardiovascolari
Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le malattie
cardiovascolari (CV) rappresentano la principale causa di morte e morbilità a livello
globale, e il rischio di sviluppare tali patologie aumenta con l’età. Rientrano in questo
gruppo di malattie, tra le altre, le più frequenti patologie di origine arteriosclerotica, in
particolare le malattie ischemiche del cuore (infarto acuto del miocardio, sindrome
coronarica acuta e angina pectoris), le malattie cerebrovascolari e le arteriopatie
periferiche.
Costi nella sanità in Italia
Occorre considerare che esistono costi diretti di assistenza sanitaria (ad esempio, visite
mediche, farmaci, interventi chirurgici, ecc….) ma anche costi indiretti (ad esempio,
perdita di produttività a causa di malattia e morte prematura).
Per quanto riguarda la spesa sanitaria, le malattie cardiovascolari rappresentano un
costo molto elevato per il sistema sanitario italiano e la maggior parte è destinata alle cure
ospedaliere. Nel 2018 ha superato i 10 miliardi di euro, pari al 6,5% della spesa totale
del Servizio Sanitario Nazionale. Questo rende le malattie cardiovascolari uno dei principali
fattori di impatto sulla spesa complessiva sanitaria italiana.
In Italia, secondo i dati Istat, la prevalenza di cittadini affetti da invalidità cardiovascolare è pari al
4,4 per mille e il 23,5% della spesa farmaceutica italiana è destinata a farmaci per il
sistema cardiovascolare. Tuttavia, l’implementazione di politiche di prevenzione e di
screening precoce delle malattie cardiovascolari potrebbe ridurre l’impatto economico
e sociale di queste patologie, migliorando al contempo la qualità della vita dei pazienti.
Aspetti clinico-epidemiologici
In Italia negli ultimi anni la mortalità e l’incidenza di queste patologie si è progressivamente
ridotta. Tale riduzione è stata favorita dal miglioramento dell’efficacia delle misure
preventive, terapeutiche, assistenziali e riabilitative di queste patologie e dei correlati
fattori di rischio. Tuttavia, l’invecchiamento della popolazione favorisce un incremento
della prevalenza di cronicità cardiovascolari nella popolazione, in particolare con
l’avanzare dell’età, realizzando un’esigenza di salute che richiede notevoli risorse
assistenziali, con un carico per il Sistema Sanitario Nazionale sempre più gravoso.
Tuttavia, anche in giovane età, fattori di rischio come l’obesità, il fumo, la sedentarietà
e un’errata alimentazione possono contribuire allo sviluppo precoce delle lesioni che
anticipano l’espressione clinica. La consapevolezza e la cultura della prevenzione
(corretti stili di vita) insieme alla diagnosi precoce rappresentano le armi principali
da utilizzare per combattere lo svilupparsi di queste malattie, invitando ad adottare
un salutare stili di vita e sottoporsi regolarmente a controlli medici per monitorare
il loro rischio.

Fattori di rischio
I fattori di rischio cardiovascolari sono il punto di partenza per la valutazione del rischio
del singolo individuo. Si suddividono in non modificabili (famigliarità, genere, età,
etnia) e modificabili.
Quest’ultimi intervengono nelle diverse età della vita in rapporto alle abitudini alimentari, all’attività
fisica, a fattori favorenti esterni e sono considerati modificabili con interventi
comportamentali precoci e con terapie mirate. I principali fattori di rischio modificabili per le
malattie cardiovascolari comprendono tabagismo, sedentarietà e inattività fisica, scorretta
alimentazione, sovrappeso e obesità, ipertensione arteriosa, diabete mellito e
ipercolesterolemia.
“La Prevenzione primaria e secondaria”
Le società scientifiche giustamente enfatizzano il ruolo della prevenzione e come agire sui
fattori di rischio. Come detto in precedenza alcuni di essi non sono modificabili: il
rischio cardiovascolare (CV) infatti è maggiore negli uomini che nelle donne (nelle
quali però il rischio aumenta dopo la menopausa) e nei soggetti i cui genitori hanno
avuto eventi precoci (prima dei 55 anni per gli uomini e 65 anni per le donne).
Inoltre, per tutti, il rischio CV aumenta con l’età.
Su altri fattori di rischio è invece possibile intervenire efficacemente, sia prima che
si verifichi qualunque tipo di evento (prevenzione primaria), sia quando il primo evento
si è già verificato (prevenzione secondaria), anche con l’ausilio di un trattamento
farmacologico, agendo a vari livelli sui processi patologici che sono all’origine della sua
espressione clinica (infarto, ictus, ecc…)
Purtroppo la medicina di base sta vivendo un momento di grande difficoltà per agire capillarmente
al fine di identificare efficacemente la popolazione a rischio affidandosi a generici consigli ma
poco incisivi per orientare verso la cultura della salute e quindi della prevenzione.
PROGETTO IGEA

Prevenzione : quando e come agire!
L’età è il fattore di rischio più importante riconosciuto da tutti gli algoritmi impiegati per il
calcolo del rischio cardiovascolare globale. Le persone di età inferiore ai 50 anni sono di
solito considerate a basso rischio indipendentemente dalla presenza di altri fattori;
tuttavia, al di sotto dei 50 anni di età è fondamentale identificare quei soggetti con storia
familiare di malattia cardiovascolare, in particolare precoce, che dovrebbero essere
studiati per eventuali ipercolesterolemie familiari.
Nella fascia di età dai 30 ai 65 anni, inoltre, aumenta la prevalenza dei classici
fattori di rischio, quali ipertensione arteriosa, dislipidemie e diabete mellito.
Il mondo del lavoro sarebbe quindi l’ambiente ideale dove si concentra questa
popolazione e dove intervenire con progetti dedicati alla tutela della salute.
È qui che bisogna agire e massimizzare gli sforzi operativi per un intervento di
identificazione dei soggetti a rischio strutturando un efficace progetto di screening e di
sensibilizzazione.
Attività Cuore Amico Mantova
L’Associazione Cuore Amico da 20 anni si occupa di questi temi sul territorio e tra
le numerose iniziative anche il Cuore in Fabbrica. Qui, con i nostri volontari laici e
insieme a un team di infermieri e medici competenti, viene organizzato un percorso
per ogni singolo dipendente comprensivo di un colloquio, rilievo di dati anamnestici,
antropometrici, bioumorali. Identificati i
soggetti con fattori di rischio, con l’aiuto di tecniche diagnostiche strumentali di I°Livello
in nostro possesso (ecocardiogramma ed ecografie carotidi) vengono ricercati
eventuali lesioni subcliniche come l’ateromasia carotidea, ipertrofia ventricolare sinistra,
ecc..
Tutti i dati vengono raccolti (in forma anonima) in un database dedicato e
successivamente analizzati consigliando poi ai singoli soggetti eventuali approfondimenti.

Momenti dell’attività di screening svolta da Cuore Amico

Proposta Progetto IGEA
Gli attori coinvolti sono, insieme al team di Cuore Amico, il medico del lavoro
aziendale e l’ASST di Mantova, quale struttura sanitaria in grado di soddisfare eventuali
richieste di approfondimenti diagnostici di secondo livello, necessari a un corretto
inquadramento clinico.
Le fasi operative e le modalità organizzative dipendono dalle indicazioni del medico del
lavoro e dal numero di dipendenti da inserire nello screening.
Il team medico-infermieristico di Cuore Amico esegue le attività come precedentemente
descritte e infine, dove si rendesse necessario un approfondimento diagnostico (esami
di II livello), informa il medico del lavoro che a sua volta concorderà il tutto con il
paziente e il medico di medicina generale interessato.
Le conclusioni cliniche dello screening avanzato saranno affidate al medico del lavoro
e al medico di medicina generale con i relativi suggerimenti, se richiesti, del cardiologo
responsabile di Cuore Amico.
L’ASST di Mantova e Cuore Amico definiranno un percorso, descritto in un apposito
piano di lavoro, per facilitare l’accesso dei pazienti agli esami di secondo livello
mediante le Centrali operative territoriali.
Cuore Amico Mantova : Obiettivi
Al fine di rendere agevole l’organizzazione logistica e operativa dell’attività di “Lotta e
prevenzione delle malattie cardiovascolari” e del trasporto della strumentazione
necessaria l’associazione si propone di dotarsi di un mezzo adeguato allo scopo : un
camper attrezzato definita come “UNITÀ MOBILE DELLA PREVENZIONE”.

Prevenzione e lotta delle Malattie Cardiovascolari
PROGETTO IGEA

Igea di Gustav Klimt
La dea Igea
Igea è una figura della mitologia greca: figlia di Asclepio e di
Lampeggia, era venerata come dea della salute. Veniva
raffigurata ora sotto l’aspetto di una giovane donna
prosperosa nell’atto di dissetare un serpente, ora seduta con
la mano sinistra appoggiata a un’asta, mentre con l’altra
mano porge una patera a un serpente che, lambendola, si
innalza da un’ara posta davanti a lei.
Il culto era associato a quello del padre e di Panacea, sua
sorellastra. Oltre che dea della salute (o del risanamento in
generale), era la divinità di ogni cosa pulita. A differenza del
padre, direttamente e unicamente associato alla cura delle
malattie, Igea veniva invece associata alla prevenzione dalle
malattie e al mantenimento dello stato di salute.
A cosa è dovuta la presenza del serpente? Gli antichi
attribuivano al rettile intelligenza e sentimenti particolari:
suscitava grande impressione per la vita misteriosa e
sotterranea, per la capacità di secernere veleni mortali, per la
grande velocità, nonché per l’abilità nell’ipnotizzare le prede.
Il serpente è comunque legato da sempre al mondo della
farmacologia: il suo veleno, in minime dosi, rappresentava
spesso l’unico rimedio contro moltissime malattie.
Le malattie cardiovascolari
Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le malattie
cardiovascolari (CV) rappresentano la principale causa di morte e morbilità a livello
globale, e il rischio di sviluppare tali patologie aumenta con l’età. Rientrano in questo
gruppo di malattie, tra le altre, le più frequenti patologie di origine arteriosclerotica, in
particolare le malattie ischemiche del cuore (infarto acuto del miocardio, sindrome
coronarica acuta e angina pectoris), le malattie cerebrovascolari e le arteriopatie
periferiche.
Costi nella sanità in Italia
Occorre considerare che esistono costi diretti di assistenza sanitaria (ad esempio, visite
mediche, farmaci, interventi chirurgici, ecc….) ma anche costi indiretti (ad esempio,
perdita di produttività a causa di malattia e morte prematura).
Per quanto riguarda la spesa sanitaria, le malattie cardiovascolari rappresentano un
costo molto elevato per il sistema sanitario italiano e la maggior parte è destinata alle cure
ospedaliere. Nel 2018 ha superato i 10 miliardi di euro, pari al 6,5% della spesa totale
del Servizio Sanitario Nazionale. Questo rende le malattie cardiovascolari uno dei principali
fattori di impatto sulla spesa complessiva sanitaria italiana.
In Italia, secondo i dati Istat, la prevalenza di cittadini affetti da invalidità cardiovascolare è pari al
4,4 per mille e il 23,5% della spesa farmaceutica italiana è destinata a farmaci per il
sistema cardiovascolare. Tuttavia, l’implementazione di politiche di prevenzione e di
screening precoce delle malattie cardiovascolari potrebbe ridurre l’impatto economico
e sociale di queste patologie, migliorando al contempo la qualità della vita dei pazienti.
Aspetti clinico-epidemiologici
In Italia negli ultimi anni la mortalità e l’incidenza di queste patologie si è progressivamente
ridotta. Tale riduzione è stata favorita dal miglioramento dell’efficacia delle misure
preventive, terapeutiche, assistenziali e riabilitative di queste patologie e dei correlati
fattori di rischio. Tuttavia, l’invecchiamento della popolazione favorisce un incremento
della prevalenza di cronicità cardiovascolari nella popolazione, in particolare con
l’avanzare dell’età, realizzando un’esigenza di salute che richiede notevoli risorse
assistenziali, con un carico per il Sistema Sanitario Nazionale sempre più gravoso.
Tuttavia, anche in giovane età, fattori di rischio come l’obesità, il fumo, la sedentarietà
e un’errata alimentazione possono contribuire allo sviluppo precoce delle lesioni che
anticipano l’espressione clinica. La consapevolezza e la cultura della prevenzione
(corretti stili di vita) insieme alla diagnosi precoce rappresentano le armi principali
da utilizzare per combattere lo svilupparsi di queste malattie, invitando ad adottare
un salutare stili di vita e sottoporsi regolarmente a controlli medici per monitorare
il loro rischio.

Fattori di rischio
I fattori di rischio cardiovascolari sono il punto di partenza per la valutazione del rischio
del singolo individuo. Si suddividono in non modificabili (famigliarità, genere, età,
etnia) e modificabili.
Quest’ultimi intervengono nelle diverse età della vita in rapporto alle abitudini alimentari, all’attività
fisica, a fattori favorenti esterni e sono considerati modificabili con interventi
comportamentali precoci e con terapie mirate. I principali fattori di rischio modificabili per le
malattie cardiovascolari comprendono tabagismo, sedentarietà e inattività fisica, scorretta
alimentazione, sovrappeso e obesità, ipertensione arteriosa, diabete mellito e
ipercolesterolemia.
“La Prevenzione primaria e secondaria”
Le società scientifiche giustamente enfatizzano il ruolo della prevenzione e come agire sui
fattori di rischio. Come detto in precedenza alcuni di essi non sono modificabili: il
rischio cardiovascolare (CV) infatti è maggiore negli uomini che nelle donne (nelle
quali però il rischio aumenta dopo la menopausa) e nei soggetti i cui genitori hanno
avuto eventi precoci (prima dei 55 anni per gli uomini e 65 anni per le donne).
Inoltre, per tutti, il rischio CV aumenta con l’età.
Su altri fattori di rischio è invece possibile intervenire efficacemente, sia prima che
si verifichi qualunque tipo di evento (prevenzione primaria), sia quando il primo evento
si è già verificato (prevenzione secondaria), anche con l’ausilio di un trattamento
farmacologico, agendo a vari livelli sui processi patologici che sono all’origine della sua
espressione clinica (infarto, ictus, ecc…)
Purtroppo la medicina di base sta vivendo un momento di grande difficoltà per agire capillarmente
al fine di identificare efficacemente la popolazione a rischio affidandosi a generici consigli ma
poco incisivi per orientare verso la cultura della salute e quindi della prevenzione.
PROGETTO IGEA

Prevenzione : quando e come agire!
L’età è il fattore di rischio più importante riconosciuto da tutti gli algoritmi impiegati per il
calcolo del rischio cardiovascolare globale. Le persone di età inferiore ai 50 anni sono di
solito considerate a basso rischio indipendentemente dalla presenza di altri fattori;
tuttavia, al di sotto dei 50 anni di età è fondamentale identificare quei soggetti con storia
familiare di malattia cardiovascolare, in particolare precoce, che dovrebbero essere
studiati per eventuali ipercolesterolemie familiari.
Nella fascia di età dai 30 ai 65 anni, inoltre, aumenta la prevalenza dei classici
fattori di rischio, quali ipertensione arteriosa, dislipidemie e diabete mellito.
Il mondo del lavoro sarebbe quindi l’ambiente ideale dove si concentra questa
popolazione e dove intervenire con progetti dedicati alla tutela della salute.
È qui che bisogna agire e massimizzare gli sforzi operativi per un intervento di
identificazione dei soggetti a rischio strutturando un efficace progetto di screening e di
sensibilizzazione.
Attività Cuore Amico Mantova
L’Associazione Cuore Amico da 20 anni si occupa di questi temi sul territorio e tra
le numerose iniziative anche il Cuore in Fabbrica. Qui, con i nostri volontari laici e
insieme a un team di infermieri e medici competenti, viene organizzato un percorso
per ogni singolo dipendente comprensivo di un colloquio, rilievo di dati anamnestici,
antropometrici, bioumorali. Identificati i
soggetti con fattori di rischio, con l’aiuto di tecniche diagnostiche strumentali di I°Livello
in nostro possesso (ecocardiogramma ed ecografie carotidi) vengono ricercati
eventuali lesioni subcliniche come l’ateromasia carotidea, ipertrofia ventricolare sinistra,
ecc..
Tutti i dati vengono raccolti (in forma anonima) in un database dedicato e
successivamente analizzati consigliando poi ai singoli soggetti eventuali approfondimenti.

Momenti dell’attività di screening svolta da Cuore Amico

Proposta Progetto IGEA
Gli attori coinvolti sono, insieme al team di Cuore Amico, il medico del lavoro
aziendale e l’ASST di Mantova, quale struttura sanitaria in grado di soddisfare eventuali
richieste di approfondimenti diagnostici di secondo livello, necessari a un corretto
inquadramento clinico.
Le fasi operative e le modalità organizzative dipendono dalle indicazioni del medico del
lavoro e dal numero di dipendenti da inserire nello screening.
Il team medico-infermieristico di Cuore Amico esegue le attività come precedentemente
descritte e infine, dove si rendesse necessario un approfondimento diagnostico (esami
di II livello), informa il medico del lavoro che a sua volta concorderà il tutto con il
paziente e il medico di medicina generale interessato.
Le conclusioni cliniche dello screening avanzato saranno affidate al medico del lavoro
e al medico di medicina generale con i relativi suggerimenti, se richiesti, del cardiologo
responsabile di Cuore Amico.
L’ASST di Mantova e Cuore Amico definiranno un percorso, descritto in un apposito
piano di lavoro, per facilitare l’accesso dei pazienti agli esami di secondo livello
mediante le Centrali operative territoriali.
Cuore Amico Mantova : Obiettivi
Al fine di rendere agevole l’organizzazione logistica e operativa dell’attività di “Lotta e
prevenzione delle malattie cardiovascolari” e del trasporto della strumentazione
necessaria l’associazione si propone di dotarsi di un mezzo adeguato allo scopo : un
camper attrezzato definita come “UNITÀ MOBILE DELLA PREVENZIONE”.

Tazio Tenca
Author: Tazio Tenca

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