Il Museo degli Orsanti — Lombardi nel Mondo

Il Museo degli Orsanti

Il Museo degli Orsanti di Compiano, Parma ha ripreso la sua attività il 9 aprile 2012 così voleva la sua proprietaria e fondatrice Maria Teresa Alpi recentemente scomparsa. Sullo sfondo resta il destino dei tanti piccoli musei dell’emigrazione, e non solo.

Ho incontrato Maria Teresa Alpi diverse volte nel suo incredibile santuario dell’emigrazione rappresentato dal Museo degli Orsanti e spero che l’appello lanciato qualche giorno fa da Gian Antonio Stella dalle pagine del Corriere si sparga a macchia d’olio.

Il Museo conserva la documentazione degli “Orsanti,” come venivano generalmente chiamate le persone della Val di Taro e Val di Ceno che tra fine settecento e ottocento si esibivano nelle sagre paesane con l’ausilio di animali addestrati anche  con mezzi molto rudi. Gli orsi, ad esempio, imparavano a ballare quando i proprietari mettevano delle piastre roventi sotto le loro zampe…Ai commedianti che girovagavano per l’Europa con i loro animali esotici, si aggiungevano venditori ambulanti di ogni tipo di mercanzia, dall’inchiostro agli articoli di merceria o immagini religiose. Un modo per procurarsi da vivere senza chiedere la carità.

L’esperienza degli orsanti è ampiamente documentato nel Museo con l’esposizione di oggetti, attrezzi, carretti da loro usati. Memorabile il copricapo in metallo dell’uomo orchestra con i campanelli attaccati al bordo, che assieme alle fotografie degli orsanti con orsi e cammelli ammaestrati con le immancabili scimmie rendono l’ex chiesa di San Rocco indimenticabile nel suo surrealismo lontano.

L’interesse per il salvataggio del Museo degli Orsanti non scioglie però la necessità di rivedere il collocamento della memoria dell’emigrazione e della tradizione del territorio montano del Parmense e del Piacentino.

Gli orsanti e i venditori ambulanti rappresentarono soltanto una minoranza dell’emigrazione della Val di Taro e della Val di Ceno. Alcuni dati illustrano la storia migratoria di Compiano e paesi vicini :

1, Compiano aveva 3100 abitanti nel 1901; 1110 nel 2001. Tra il 1892 e il 1921 almeno 400 sono emigrati negli Stati Uniti

2. Bedonia aveva 9700 abitanti nel 1881 ; 3800 nel 2001. Tra il 1892 e il 1921 almeno 1770 sono emigrati negli Stati Uniti.

3. Tornolo- Tarsogno aveva 4400 abitanti nel 1901; 1300 nel 2001. Tra il 1892 e il 1921 almeno 400 sono emigrati negli Stati Uniti.

4. Bardi aveva 10000 abitanti nel 1881 ; 2700 nel 2001. Tra il 1892 e il 1921 almeno 1800 persone sono emigrate negli Stati Uniti.

Questi dati valgono solamente per gli Stati Uniti, e per il periodo indicato, e quindi non tengono conto dei periodi precedenti e dell’emigrazione verso altri Paesi. Non tiene conto ad esempio dell’emigrazione verso il Regno Unito drammaticamente funestata dall’affondamento della nave inglese Arandora Star silurata da sottomarini tedeschi al largo delle coste irlandesi il 2 luglio 1940 mentre era diretta  in Canada. La nave trasportava circa 1500 uomini tra cui prigionieri tedeschi e italiani (86) e civili italiani internati  come enemy alien “stranieri nemici” nel  Regno Unito e destinati a un campo di prigionia canadese. Nella tragedia perirono 446 italiani tra cui 48 provenienti da Bardi, che li ha degnamente onorati e continua a commemorarli ogni 2 luglio. In totale 68 persone erano della provincia di Parma e 20 di quella di Piacenza.

Come si può notare la dimensione del fenomeno migratorio è tale che il Museo degli Orsanti non basta per raccontarla  esaurientemente. Il Centro di Documentazione sull’Emigrazione Locale del Seminario Vescovile di Bedonia e il Museo dell’Emigrante di Tersogno sono due realtà locali che si sono impegnate  per riattivare la memoria storica locale, documentarla e trasmetterla.

Come il Museo degli Orsanti hanno bisogno di essere più conosciuti e sostenuti a tutti i livelli perché il cammino della memoria condivisa  parte da questi piccoli rivoli che confluiranno alla fine in quella nazionale.

Ernesto R Milani

Ernesto.milani at gmail.com

14 maggio 2012

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