Il discorso di Romney alla Liberty University — Lombardi nel Mondo

Il discorso di Romney alla Liberty University

Che cosa sta facendo Mitt Romney in attesa della designazione ufficiale di candidato repubblicano alla presidenza americana? In un recente discorso alla Liberty University ha parlato di matrimonio, libertà religiosa ed economia, e non solo.

Il 12 maggio 2012, in occasione del conferimento dei diplomi di laurea, ha tenuto un discorso molto rassicurante e sincero alla Liberty University  di Lynchburg, Virginia, evitando temi politici e concentrandosi invece su valori, cultura e fede.

Non ha nominato direttamente Obama, ma gli ha lanciato delle frecciate indirette mentre rivolgendosi agli studenti ha affermato che negli ultimi quattro anni non tutti sono stati in grado di ottenere gli stessi risultati.

Romney si trova a un bivio, perchè deve rafforzare il sostegno degli evangelici cristiani conservatori favorevoli a Rick Santorum, e che avversano la fede mormone di Romney.  L’opinione generale lo vede sulla buona strada, ma nel frattempo il consenso di Obama alle unioni tra omosessuali gli ha creato un altro ostacolo. Romney  ha sempre ribadito la sua posizione a favore del matrimonio tradizionale, ma non ha risposto in merito rispondendo che preferisce parlare di economia  dando l’impressione di avere espresso opinioni  che avrebbe preferito evitare.

In effetti, la strategia di Romney  continua a basarsi sulla disfatta economica di Obama, che secondo lui non funziona, ma allo stesso tempo deve riconfermare agli elettori che non è indifferente alle loro preoccupazioni riguardanti i loro valori.

Tuttavia alla Liberty University Romney non ha dato molto spazio al matrimonio , e ha detto semplicemente che il matrimonio è un rapporto tra uomo e donna.

Più interessante il percorso seguito per arrivare a questa unica frase perché, anziché affrontare il tema con entusiasmo ideologico, ne ha parlato con un percorso attraverso la scienza sociale, l’economia e la cultura.

“State per entrare in un mondo dove le civiltà e le economie sono molto disuguali. Secondo lo storico di Harvard David Landes le civiltà crescono e decadono per una questione di cultura. Non c’entrano le risorse naturali, la geografia ma i valori in cui credono le persone. La crescita  a livello mondiale dell’America è da ricercarsi nella tradizione giudeo-cristiana con la sua visione di possibilità per tutti. La cultura americana promuove la responsabilità personale, la dignità del lavoro, il valore dell’istruzione, il sistema meritocratico, la dedizione a un progetto più grande di sé stessi e come fondamento, la superiorità della famiglia.

La forza di questi valori è evidenziata da uno studio del Brookings Institute segnalatomi da Rick Santorum. Per chi si diploma, trova un lavoro fisso e si sposa prima di avere il primo figlio la possibilità di restare povero è al 2%.  In caso contrario le probabilità aumentano al 76%. La cultura è importante. E siccome questi principi sono fondamentali possono diventare argomento di dibattito democratico. La stessa cosa vale per l’eterna istituzione del matrimonio. Il matrimonio è un rapporto tra uomo e donna”.

Usando abilmente un economista di Harvard e uno studio del Brooking Institute assieme a un pubblico ringraziamento a Santorum,Romney ha detto quello che il pubblico voleva sentir dire senza essere troppo duro.

Secondo gli osservatori il discorso ha dimostrato un raro collegamento senza interruzione tra l’oratore le parole, segno che chi l’ha scritto conosce  Romney, che non sarà un nuovo Reagan ma in questo caso ha promosso gli ideali di autenticità personale. Autenticità più evidente sia nei messaggi video o radiofonici dove è chiaro che Romney è padrone e sente ogni parola che dice.

Il discorso è stato di marca cristiana e ha espresso con chiarezza la prospettiva di Romney. Per tradizione i presidenti e i candidati presidenziali ammettono la propria cristianità, ma in pubblico adottano una posizione più vaga ed ecumenica. Una posizione distaccata che non sarebbe servita a Romney in questa circostanza, perché deve ridare sicurezza alla base fondamentalista cristiana del partito, che rimane molto sospettosa delle sua fede poco ortodossa. Aveva bisogno di un approccio bilanciato e in parte ha raggiunto lo scopo. Ha dichiarato con franchezza i suoi valori cristiani senza sembrare compiacente o costretto a farlo, ed è infatti apparso molto più naturale e a proprio agio di quanto non lo sia mai stato dai tempi della campagna del 2008…

Uno dei motivi del successo del discorso è che non ha usato i valori cristiani per fare politica ma ha invece minimizzato la sfera pubblica  reclamando il primato della fede personale e familiare, esprimendo così il suo profondo in modo convincente.

“Non esiste una forza positiva al mondo più grande della coscienza cristiana in azione”. Il grande dramma della cristianità è il personale, l’individualità che si stempera nella vita di ognuno”.

“La  nostra attenzione è attratta da molte cose. Noi siamo inclini a occuparci di cose insignificanti come se fossero tutte importanti, e di tutte le cose importanti come se fossero insignificanti e poco alla volta perdiamo di vista la cosa che dura per sempre. Magari prestiamo attenzione a queste cose, ma non ci definiscono. Ognuna di loro è soggetta agli imprevisti e ai casi della vita. Il nostro rapporto con il Creatore comunque, non dipende da nessuna di esse. Dipende completamente da noi, anche se è sempre alla porta e pronto a bussare”.

Minimizzando la sfera pubblica e mettendo in rilievo la famiglia e la fede personale, Romney ha sottilmente rafforzato la posizione della moglie come mamma tradizionale: ” Mio padre era manager aziendale, governatore  e membro del gabinetto presidenziale, ma quando la moglie chiese a George Romney quale fosse stato il suo più grande risultato rispose senza esitazione, crescere i  nostri quattro figli”.

Romney ha poi proseguito  : “Nella vita, essere presenti al momento giusto non è  tra le cose che possono essere rimandate”. Ha quindi citato l’affermazione di C.S. Lewis : “La casa è la carriera fondamentale.Tutte le carriere esistono per un motivo, quello di  sostenere la carriera fondamentale”.

Romney si è spinto anche nella sfera pubblica per evidenziare il ruolo della  fede personale nello spingere le persone verso l’assistenza sociale e a ricercare valori condivisi. “Gente di fede diversa come voi e me si chiede, a volte, dove sia possibile trovare una senso comune nonostante le molte diversità teologiche. La risposta è senz’altro  nel sociale, nelle convinzioni morali condivise riguardanti il nostro Paese, derivanti da una visione comune del mondo”.

Per sostenere la sua risposta, Romney ha ricordato l’attività di predicatore per i diritti dei detenuti di Chuck Colson e la sua determinazione nel ”portare l’amore di Cristo nella vita di tutti”. “Dopo aver scontato sette mesi in carcere in seguito al suo coinvolgimento nello scandalo Watergate, alcuni amici lo avvicinarono offrendogli la possibilità di recuperare il suo stato e di ridiventare una  “persona importante”. Ma Colson  rifiutò e fece il  predicatore al servizio dei detenuti diventando un “grande uomo”.

Romney ha quindi concluso dicendo che “la vocazione sociale è un elemento fondamentale del nostro temperamento e della nostra cultura americana”.

Un modo tutto americano di fare politica. La campagna elettorale per la candidatura repubblicana si riduce ormai a una disfida tra Romney e Ron Paul, che continua a restare in lizza soprattutto per aggiungere delegati e poter influenzare l’assemblea repubblicana di Tampa con più forza.

La battaglia per la presidenza è ancora agli inizi.

 

Fonte principale : Eric Schultze, Deseret News.

 

Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

13 maggio 2012

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