Tropa de Elite 2 – La Soluzione Fasciocomunista — Lombardi nel Mondo

Tropa de Elite 2 – La Soluzione Fasciocomunista

Dopo lo strepitoso successo di Tropa de Elite, film brasiliano che ha vinto l’orso d’oro al festival di Berlino nel 2008, il coraggioso regista Josè Padilha colleziona un nuovo successo grazie a Tropa de Elite 2, di Marco Stella

Dopo lo strepitoso successo di Tropa de Elite, film brasiliano che ha vinto l’orso d’oro al festival di Berlino nel 2008, il coraggioso regista Josè Padilha colleziona un nuovo successo grazie a Tropa de Elite 2.

 

 

 

 

La Truppa d’èlite è il Bope, teste di quoio della Polizia dello Stato di Rio de Janeiro. Mentre nella prima pellicola gli uomini del Capitano Nascimento (Wagner Moura) affrontavano il narcotraffico con metodi talmente duri che molti critici hanno associato il regista e il film al fascismo, nella seconda pellicola la trama si arricchisce, focalizzando un nuovo e più complesso problema sociopolitico. Il Capitano Nascimento, a distanza di anni, diventa Colonnello ed in seguito è invitato a lasciare i corpi speciali per rivestire un ruolo chiave in seno alla Segreteria di Pubblica Sicurezza. Qui l’abile ex ufficiale  percepisce l’esistenza di un nemico più organizzato e pericoloso di quanto non lo fosse il narcotraffico: la milizia.

 

Il fenomeno della milizia esiste a Rio de Janeiro da molti anni (il primo gruppo risale addirittura alla fine degli anni 70) ma è solo dalla fine degli anni ’90 che si è strutturato in modo tentacolare. Si tratta di poliziotti corrotti che dominano alcune favelas carioca con il pretesto di proteggerle dal narcotraffico. I poliziotti corrotti creano all’interno delle aree da loro dominate un vero e proprio potere parallelo controllandone tutte le attività economiche. Agli occhi degli italiani l’associazione con la mafia è lampante ed in effetti é di una vera e propra mafia che si tratta. Le milizie sono in stretto contatto con la politica e spesso hanno vere e proprie ramificazioni tentacolari nel legislativo ed escutivo.

Il film mostra il complicato lavoro dell’ex Capitano Nascimento in questo nuovo contesto.

 

Il regista, attraverso il protagonista, lancia un nuovo messaggio: non semplicemente il Bope contro il narcotraffico, driblando la corruzione che infesta la polizia carioca, ma l’uomo di valore, l’uomo di sani principi, contro un sistema perverso, contro uno stato del quale fa parte e che altro non è che un’estensione della criminalità organizzata.

 

Mentre nel primo film la linea fascista predominante metteva in cattiva luce quella schiera di sociologi tipicamente di sinistra, sempre pronti a difendere e giustificare i “poverini” anche se criminali, in Troppa de Elite 2 il protagonista, pur mantenendo la sua rigida ideologia fascista e militarista, percepisce la corenza delle idee di un soggetto a lui contrapposto: un utopico intellettuale di sinistra che lo aiuta a comprendere più a fondo il foco della sua nuova battaglia.

 

Tropa de Elite 2 rappresenta dunque la lotta della parte idealista ed incorruttibile della societá contro la putredine del sistema, che si alimenta della corruzione e si rinnova nella sua perversità.

 

Il film permette di riflettere sul delicato problema della ingerenza della malavita nella politica, problema che corrode ed intacca tanto la democrazia brasiliana quanto quella italiana.

 

Marco Stella

Portale dei Lombardi nel Mondo

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martedì 28 Gennaio, 2020