Elezioni primarie repubblicane in Louisiana — Lombardi nel Mondo

Elezioni primarie repubblicane in Louisiana

Le elezioni primarie in Louisiana si sono appena concluse e già si pensa alla prossima votazione del 3 aprile che non assegnerà ancora la corona del candidato, ma che dovrebbe favorire Mitt Romney

Le cifre parlano chiaro : Santorun ha surclassato Romney con il 49 % dei voti a suo favore contro il  27%.  Lontani Gingrich 16% e Ron Paul 6%.  Tuttavia le procedure elettorali proporzionali hanno concesso 10 delegati a Santorum e 5 a Romney.  (In un articolo precedente avevo scritto che la Louisiana assegnava tutti i seggi in palio al vincitore, ma mi ero sbagliato).

Adesso la conta vede Romney avanti con 568 delegati, Santorum subito dietro con 273, Gingrich lontano lontano con 135 e Ron Paul  a 50.

La corsa si allunga e rischia davvero di finire al foto-finish o addirittura di non avere un candidato vincitore, considerato che nessuno dei perdenti ha manifestato la volontà di ritirarsi dalla competizione. In realtà sia Gingrich sia Paul hanno perso molta della loro combattività e  restano sul ticket elettorale per ottenere un risultato grazie alla notorietà indiretta data loro dai mezzi di comunicazione e influenzare la platea di Tampa.

Santorum, invece, forte del consenso degli stati del Bible Belt arciconservatore, si accinge ad affrontare la seconda parte della sua inattesa campagna per raggranellare un consistente numero di adepti che lo aiuterà a condizionare la politica del partito in vista dello scontro con Obama.

Santorum si è appellato ai potenziali elettori per evitare l’errore del 1976, quando fu preferito un moderato a un conservatore, Ford battè allora Ronald Reagan ma fu poi clamorosamente sconfitto dal democratico  Jimmy Carter che fu eletto alla Casa Bianca, e spera in cuor suo che il Wisconsin possa essere lo stato dell’inizio del cambio di rotta. Gli stati mancanti tra cui New York, California e Utah non sembrano favorevoli a Santorum e la regola del “vincitore prende tutto” rischia di essergli fatale.

Tuttavia è interessante notare come Romney continui a essere popolare con i più abbienti,  mentre Santorum fa man bassa nel ceto medio basso che cerca un rappresentante che condivida le sue idee religiose. Fa specie sentire continuamente discutere di religione in un Paese materialista per eccellenza, ma dove in realtà vota ormai meno del 50% degli aventi diritto per cui i militanti, soprattutto delle varie sette protestanti e ben organizzati,  possono davvero influire sui candidati. Se poi ricordiamo le cattive condizioni economiche del Paese e soprattutto del sud, la cosa non dovrebbe stupire più di tanto.

Inoltre, nonostante i vari sondaggi sullo stato dell’economia rivelino un certo ottimismo, la maggior parte dei repubblicani la pensa diversamente e questo fattore sarà senz’altro uno dei punti più accesi della battaglia per la presidenza.

Santorum comunque non demorde e continua ad attaccare Romney squalificandolo nei confronti di Obama e contestando la sua riforma sanitaria di Massachusetts 2006 che impone a tutti i residenti dello stato di avere un’assicurazione sanitaria, più o meno in linea con Obama. Ha poi evidenziato in più circostanze che durante il mandato di Romney il Massachusetts ha approvato il matrimonio tra persone dello stesso sesso, l’aborto al costo politico di 50 dollari e gratuito per le persone indigenti.

In linea con molti uomini politici, anche Santorum ha cominciato a perdere le staffe rispondendo per le rime o con parolacce alle supposte provocazioni di un giornalista del New York Times che gli chiedeva chiarimenti riguardo ai suoi commenti altamente negativi nei  confronti di Romney, affermando addirittura che non si è conservatori repubblicani se non si litiga con i reporter del New York Times e non chiedendo naturalmente scusa.

Che Santorum sia stanco lo si vede dal confronti con le immagini delle  prime uscite della campagna, e adesso anche dalle varie esternazioni contraddittorie riguardo al suo passato. Continua a ripetere di essere cresciuto in un villaggio di operai metallurgici della Pennsylvania occidentale, e dopo in una casa popolare per gli indigenti in Virginia, quando è risaputo che non è vero perché i genitori erano impiegati della Veteran Administration, il padre psicologo e la madre infermiera,non ricchi, ma nemmeno indigenti.

Probabilmente lo fa per distinguersi dal Romney businessman ricco, e per apparire più vicino alla classe media e operaia.

Così la stanca ed estenuante campagna per la nomina del candidato repubblicano è arrivata ad un’altra svolta. Adesso siamo nel Wisconsin di Samuele Mazzuchelli e di Bobby Tanzilo. Chissà se succederà qualcosa di bello.

 

Ernesto R Milani

Ernesto.milani@gmail.com

28 marzo 2012.

 

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