L’opinione — Lombardi nel Mondo

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Recentemente sono stato in Italia. Ho incontrato persone di ogni età, ho viaggiato da solo e in compagnia, ho parlato con giovani e anziani in luoghi diversi. I primi, in particolare, erano amareggiati: un esercito di sconfitti, una massa pronta ad espatriare pur di realizzare (almeno in parte) se stessi o un sogno. Lavoro casa famiglia: per molti solo favole e illusioni.
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Elezioni 2013

Nel periodo in cui mi trovavo in Italia, scoppiavano, quasi quotidianamente, scandali a livello comunale, provinciale, regionale e nazionale. I nomi dei responsabili di questo disastro epocale (politico, culturale e morale, economico) erano sulle bocche di tutti. Notavo un senso di impotenza presso i più.

Allora scrissi <A voi che>. Per ricordare a me stesso l’importanza del voto e di quel lapis che, tracciando una crocetta su un simbolo e annotando un nome, può portarci verso un cambio politico, morale ed economico che onora la nostra Repubblica.

 

 

A voi che

 

A voi che / avete provato a distruggere ciò che con dolore e sacrificio della vita fu edificato dai nostri genitori e dai loro compagni – vada il mio disprezzo. // A voi che / avete disperso le memorie delle lotte dei nostri genitori e dei loro compagni – vada lo sdegno delle future generazioni. // Su voi che / avete dissacrato la Costituzione della nostra Repubblica disprezzandone le Leggi – ricada la collera degli onesti. // A voi che / avete deriso i rappresentanti della Giustizia – aprendo le porte a mafia ’ndrangheta camorra – il segno dell’infamia marchi la fronte. //  Su chi / ha accusato giudici e magistrati quasi fossero ciarlatani o disonesti amministratori o guardiani del malaffare politico ed economico – si riversino le maledizioni di chi rispetta la Giustizia e onora l’Onestà. //  Per chi / ha scambiato i luoghi della Democrazia con le stanze d’un postribolo – il sonno diventi un impossibile sollievo. // A voi che / avete impedito in ogni modo un rinnovamento politico – il cuore sanguini sino alla fine dei vostri giorni. // A voi che / occultate la verità e le cause del male sociale e morale, // a voi che / sapientemente gestite il ciclico malessere che colpisce ogni generazione aprendo le porte alla povertà e all’emigrazione – che il vento e la sabbia – il calore e il gelo consumino il vostro corpo. // Su voi che, / improvvisi alleati e confratelli di chi innalza la Croce, – vi siete spinti all’ombra dell’altare – pregando e chinando il capo illudendo credenti e santi – scenda la punizione del Dio che avete ingannato e le vostre orecchie siano assordate dalle preghiere dei fedeli. // A voi che / avete soffocato i canti delle nostre donne e uomini – consumato le ricchezze d’un Popolo – presentandovi con lustrini e parrucchini – portatori di messaggi grotteschi e assurdi – nessuno apra quando busserete alle nostre abitazioni. // Su voi che / avete illuso un’altra generazione – depredandola dei sogni e del futuro – illudendola con menzogne e promesse predicate dai più alti scranni della Repubblica – s’indirizzino le nostre accuse e maledizioni. // A voi che / strepitate dagli schermi tivù – strillate titoli infami che coronano le prime pagine dei vostri giornali – inveite dalle curve degli stadi e nelle piazze – scrivendo il vostro odio sui muri delle nostre città o inneggiandolo nei circoli dedicati all’intolleranza e alla violenza – si riversi il nostro scontento. //  Su voi che / famelici avete predato dei loro mantelli e scarpe persino i poveri – ingordi sino a sottrarre il pane a chi ne abbisognava – a proibire un futuro a chi lo cercava disperatamente rischiando onde e venti, violenza e morte per posare i piedi sulla Terra promessa – s’infrangano le nostre invettive. // Su voi che / avete circuito le nostre donne e sedotto le nostre figlie – promettendo loro luci e ribalta – ricchezza e pietre preziose – profumi e stoffe pregiate – si riversi il fuoco delle nostre esecrazioni. // Su voi che / avete reso deserte le nostre biblioteche – avvelenato la scuola – seminando di centri commerciali il nostro Paese – cali un silenzio mortale. // Su di voi che / continuate a presentarvi al Popolo – chiedendo spazi che spettano ai poveri, ai giovani, a chi cerca lavoro – continuando a riproporvi quasi fosse l’unica missione della vostra vita – precipitino le grida dei giusti. // A voi che / mancate del coraggio di mettervi in disparte – la forza del vento curvi la schiena. // A voi / incapaci d’avviare la catarsi politica e morale, sociale ed economica – a voi va il mio disprezzo. // Contro di voi, / con ogni forza, continuerò a parlare scrivere agire – come quando decisi di espatriare per non aver a che fare con chi toglieva ogni speranza a chi, sperando, si presentava alla vita. // A voi assicuro che, / fidando nei miei simili – e in chi vive la mia vita e parla e ama la mia lingua, – proverò a cambiare questo Paese. – Sarà la nostra energia a stritolare il mondo che avete creato. – E la nostra fantasia. – Finalmente libero dei vostri lacci e delle vostre reti –  impugnerò un lapis contro di voi: – traccerò un segno – annoterò un nome – simboli e materia – metafora e anima – della nostra Libertà – la cui forza vi toglierà di torno – ricordando chi edificò la Repubblica in cui viviamo e crediamo.- Un segno vi leverà dai piedi – ora e sempre.

 

dicembre 2012

 

Luigi Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

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lunedì 27 Gennaio, 2020