Emigrazione: l’impronta italiana in Australia- di Laura Bisso
L’Impronta dell’emigrazione e della cultura Italiana in Australia ha tracciato un percorso molto significativo nel corso del tempo.
Dalle corse all’oro dell’Ottocento alle moderne metropoli di Sydney e Melbourne, la storia degli italiani in Australia è un racconto di resilienza , trasformazione ed anche di successo.
Oggi, con una comunità di oltre 900.000 persone tra nati in Italia e discendenti, l’eredità tricolore è un pilastro fondamentale del multiculturalismo australiano.
Un Viaggio tra Storia e Numeri:
L’immigrazione italiana ha vissuto diverse fasi cruciali:
-I Pionieri (1850-1900): Attirati dalla corsa all’oro nel Victoria e dalle terre vergini del Queensland.
-Il Boom del Dopoguerra (1951-1969): La fase più intensa, con l’arrivo di centinaia di migliaia di italiani che hanno costruito infrastrutture e città.
-La Nuova Ondata (2000-Oggi): Una migrazione giovane, spesso legata a stage formativi o visti Working Holiday e professioni altamente qualificate.
L’Australia non sarebbe la stessa senza il tocco italiano.

Da Carlton a Leichhardt, l’eredità dei migranti partiti con la valigia di cartone nel dopoguerra ha gettato le basi di un’identità nazionale vibrante e cosmopolita.
Si è realizzata una vera Rivoluzione Culturale e Sociale.
Iniziando con il Lifestyle: Gli italiani hanno letteralmente insegnato agli australiani a bere il caffè, trasformando la cultura dei pub in quella dei dehors e degli espresso bar.
Continuando con l’ Economia: Fondamentale il contributo nel settore delle costruzioni (si pensi allo Snowy Mountains Scheme) e nell’agricoltura, dove hanno introdotto vitigni e tecniche di coltivazione mediterranee.
Oggi gli italo-australiani occupano i vertici della società, con figure che contribuiscono allo sviluppo economico e sociale, dimostrando, in tal modo, una perfetta integrazione che non dimentica le radici.
Certamente, l’Australia ha dato agli italiani lo spazio per sognare; gli italiani hanno dato all’Australia il sapore per godersi quel sogno.
Laura Bisso


