Intervista a Francesca Cricelli — Lombardi nel Mondo

Intervista a Francesca Cricelli

Una serie di incontri sulla poesia italiana, svoltisi durante il mese di giugno presso il centro culturale Casa das Rosas a San Paolo, ha chiamato la mia attenzione verso la curatrice, Francesca Cricelli, che ho raggiunto per un’intervista. Di Marco Stella

D- Ciao Francesca, ti invio il saluto e l’abbraccio virtuale di tutti i lettori del Portale, prima di entrar nel merito dell’evento culturale ci diresti qualcosa su di te e sulla tua relazione con la cultura italiana?

R- Caro Marco, è difficile parlare della mia relazione con la cultura italiana, come è difficile parlare della mia relazione con la cultura brasiliana. Sono le mie due patrie e approfondirmi in questi mondi, soprattutto attraverso la poesia, più che una passione è una necessità, un richiamo, un processo di ricerca d’identità. Vivendo ora in Brasile mantengo sempre più acceso il rapporto con l’Italia, è una necessità vitale, come lo era mantenerlo con il Brasile, soprattutto attraverso la musica, quando vivevo in Italia e come lo è stato da sempre essendo cresciuta in Asia lontana dalle mie due patrie.

D- Qual è il tuo rapporto con lo spazio culturale Casa das Rosas?

R- La Casa das Rosas – Espaço Haroldo de Campos de Poesia, è stata per me – da quando mi sono trasferita a São Paulo – un punto di riferimento.  L’ho conosciuta tramite un’amica di famiglia che mi invitò a fare delle letture di poesia lì nel 2008. Con il tempo ho seguito diversi corsi sulla poesia brasiliana e sulla traduzione poetica lì alla Casa das Rosas, ho conosciuto il suo direttore – il poeta Frederico Barbosa – e il direttore della Casa Guilherme de Almeida, Marcelo Tápia. Avendo lasciato il Brasile quando avevo solo 9 anni avevo un desiderio fortissimo di riavvicinarmi al mio paese, alla mia lingua,  questo riavvicinamento è avvenuto attraverso la poesia e la Casa das Rosas è stata fondamentale per questo processo. Per tornare alla tua domanda, il mio rapporto con questo spazio culturale è nato per passione, poi nel tempo ci sono state diverse collaborazioni professionali.

D- Come è nata l’idea di realizzare questo viaggio culturale nella poesia con il Momento Italia-Brasile?

R- L’idea e il desiderio c’erano da sempre, ma senza una buona occasione non si realizza nulla. L’occasione per me è stato l’invito ricevuto dal direttore della Casa das Rosas, Frederico Barbosa. Il progetto è nato dalla Casa das Rosas ed è stato finanziato dalla banca Safra. Io ho dato un po’ l’imprinting del progetto, facendo la ricerca dei contenuti, scegliendo le poesie, scrivendo i testi per la mostra e infine mettendo insieme un programma di incontri invitando diversi poeti italiani come Davide Rondoni, Antonio Riccardi, Lello Voce, Massimo Morasso, Mariangela Gualtieri e Gianfranco Lauretano.

D- Parlando dei Maestri da te selezionati per rappresentare la poesia italiana, mi riferisco a Ungaretti e Pascoli, da cosa è motivata questa scelta?

R- C’è stato un solo incontro su Pascoli, frutto della nostra collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di São Paulo, il direttore Attilio De Gasperis ha fatto una lettura della poesia “La quercia caduta”.  In realtà i maestri scelti e omaggiati nella mostra sono Ungaretti e Haroldo de Campos, poi indirettamente il padre della poesia Dante.   Parlare di poesia italiana in Brasile implica ricordare Ungaretti, che qui non solo fu professore presso l’Università di São Paulo tra il 1937 e il 1942 ma perse il figlioletto Antonio nel ’39 e più tardi negli anni ’60 visse un rapporto molto intenso di amore e poesia con una giovane poetessa italiana radicata qui.  Ungaretti stesso dichiara che il Brasile è la sua quarta patria, quella sentimentale, dice che avrebbe aggiunto il Tietê tra i suoi Fiumi e qui risolve due cose fondamentali per la sua poesia, la comprensione del Barocco e la conciliazione tra memoria e innocenza. Trascrivo qui una piccola citazione di Ungà,  già tradotta in portoghese, dovrai perdonarmi non ho tra le mani l’originale italiano:

“Memória e inocência, razão e natureza, como eu as vi e senti entrechocarem-se aqui, no entanto, constituíam para mim uma experiência diferente de todas as outras que já conheci, de todo nova, e se me afiguravam não mais como uma catástrofe a ser alucinadamente remediada, mas como espetáculos da gênese, de uma nova gênese tão desmesuradamente equilibrada que a medida da civilização humana só podia enfrentá-la com uma arte intrepidamente desmedida”

UNGARETTI, Giuseppe. Vita d’un uomo: viaggi e lezioni. Milano: Mondadori, 2000.

Ungaretti poi è stato un poeta amato e tradotto da Haroldo de Campos, dunque avevamo già un importante punto d’incontro tra i nostri due poeti e da lì abbiamo trovato tra i libri di Haroldo de Campos i riferimenti e la presenza della poesia e letteratura italiana. Nella mostra sono presenti anche i manoscritti di Haroldo delle traduzioni di Ungaretti, ceduti per questa occasione dalla Prof. Lucia Wataghin dell’Università di São Paulo.  Oltre alle traduzioni di Ungaretti abbiamo lavorato anche sulle traduzioni dei sei canti del Paradiso fatte da Haroldo de Campos, insieme a queste abbiamo unito le illustrazioni di Botticelli della Commedia.

D- Passando ora alla poesia contemporanea quali autori stanno partecipando all’evento? Stai riscontrando interesse da parte del pubblico verso la poesia italiana?

R- Dall’Italia hanno partecipato all’evento Mariangela Gualtieri, Davide Rondoni, Antonio Riccardi, Lello Voce, Massimo Morasso e Gianfranco Lauretano. Oltre a presentare la propria opera ogni autore ha poi discusso un determinato tema vicino alla propria ricerca personale, al proprio interesse e lavoro. Mariangela Gualtieri ha presentato al pubblico il lavoro svolto al Teatro Valdoca insieme a Roconi. Davide Rondoni ha incontrato il poeta brasiliano Eduardo Sterzi tenendo una conferenza su Dante e poi incontrando il Prof. Mauricio Santana Dias per discutere sia sulle antologie della poesia italiana del ‘900 che su “amore” come parola-luce della poesia italiana, ricordando Ungaretti , che proprio nelle sue lezioni brasiliane , cita il fatto che la parola amore , ripetuta cinque volte, costruisce l’endecasillabo perfetto. Antonio Riccardi ha ricordato i  rapporti tra Ungaretti e il suo editore Mondadori citando corrispondenze inedite tra i due e portando al pubblico i suoi ricordi sul poeta, la sua voce commentando lo sbarco dell’uomo sulla luna. Lello Voce ha ricordato il suo rapporto con Haroldo De Campos e la poesia brasiliana oltre a discutere insieme ai professori Andrea Lombardi e Luciano Migliaccio le caratteristiche dei movimenti di avanguardia nella poesia e nell’arte in Italia e in Brasile. Infine, con Massimo Morasso e Gianfranco Lauretano si è tenuta una ricchissima discussione sulla traduzione della poesia, come forma di studio e ricerca della propria voce poetica, mediata questa volta da Claudio D’Agostini, addetto culturale dell’Istiuto Italiano di Cultura.  Tutte queste conferenze saranno presto reperibili online.

Io credo che l’interesse per l’Italia e la cultura italiana ci sia sempre in Brasile, questa è stata un’occasione meravigliosa per riscattare l’interesse verso la poesia italiana e avvicinare al pubblico brasiliano autori italiani. Questo rapporto di affinità esiste già da molto tempo, infatti Augusto de Campos, fratello di Haroldo, ricorda com’era fondamentale per loro e per Décio Pignatari la libreria italiana nel centro di São Paulo, un punto di ritrovo e riferimento per questi poeti.

D- A San Paolo, città in cui vivi, si respira la cultura italiana nel mondo artistico? Ci diresti qualcosa al riguardo?

R- Certamente si respira moltissimo la cultura italiana a São Paulo, non solo per il MIB – Momento Italia Brasile, non solo perché quest’anno abbiamo avuto mostre di Modigliani, De Chirico, Caravaggio ecc. ma perché gli italiani fanno parte della storia culturale di questa città. Qui potrei aprire una parentesi troppo lunga e annoiare i lettori! Basta però guardare la storia di São Paulo.

Per quanto riguarda il presente ci sono i canali ‘ufficiali’  di trasmissioni della cultura italiana, cioè l’Istituto Italiano di Cultura, il dipartimento di italianistica presso l’Università di São Paulo e poi ci sono altre attività che nascono in altri modi, come è stato appunto l’incontro “De uma estrela a outra” nella Casa das Rosas.

D- Oltre al presente evento, hai già in programma altre iniziative che abbiano la cultura italiana come tema centrale?

R- L’Italia sarà sempre centrale in tutto ciò che faccio soprattutto nell’arte e nella poesia. Ci sono già delle idee per il prossimo anno qualcosa su D’Annunzio e poi su Boccaccio, vi terrò informati!

 

Marco Stella, Rio de Janeiro

Portale dei Lombardi nel Mondo

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lunedì 27 Gennaio, 2020