Milano Expo 2015 (ottava puntata) — Lombardi nel Mondo

Milano Expo 2015 (ottava puntata)

La fatica di Marco Zamboni si focalizza sul grande evento dell’Expo 2015 di Milano. Storia, analisi, impatti culturali, ambientali, politici e mediali sono alcuni degli aspetti e capitoli dedicati all’Expo 2015

3. Le caratteristiche del progetto di candidatura

Questo paragrafo presenta alcune caratteristiche del progetto di candidatura e gli attori che si sono occupati formalmente della stesura del dossier. Durante la fase progettuale sono state coinvolte prevalentemente le strutture tecniche interne alle amministrazioni locali e i soggetti esterni dotati di particolari conoscenze e know-how sui problemi da affrontare (es. università, esperti, associazioni ambientaliste…).

Il processo di redazione del progetto di candidatura è stato il frutto di un percorso che è durato complessivamente 16 mesi, durante i quali sono stati elaborati tre documenti: uno preliminare, uno intermedio e uno finale. Ogni documento ha avuto una finalità specifica, perciò ha messo in risalto aspetti diversi. L’impianto iniziale del progetto è stato mantenuto e approfondito tra una tappa e l’altra, anche se non sono mancati alcuni cambiamenti.

Nel mese di giugno 2006 Roberto Daneo, ex membro del TOROC (Comitato per l’organizzazione dei XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006), ha presentato una proposta preliminare al neosindaco di Milano per candidare la città all’Expo 2015. Nel documento si spiegava che Milano avrebbe dovuto ospitare un grande evento per rilanciare il suo ruolo di metropoli e la sua immagine, sul modello emulativo di Torino.

Nel luglio 2006 il sindaco di Milano ha organizzato un gruppo di lavoro per preparare la proposta di candidatura per l’Expo 2015; hanno partecipato il comune, la regione, la provincia, la camera di commercio, la Fondazione Fiera e alcune università milanesi. Nel settembre 2006 si è conclusa la redazione del documento – in tutto un centinaio di pagine che individuano il tema della manifestazione, l’area espositiva, il budget previsto e la stima dei visitatori – che è stato consegnato al Governo, per decidere la città italiana da candidare. La proposta di candidatura conteneva un forte accento sulle caratteristiche di Milano, i suoi punti di forza e il perché era più adatta per ospitare l’evento.

Nell’ottobre 2006, dopo che il Governo ha deciso di candidare Milano all’Expo 2015, è stato costituito il Comitato di candidatura con lo scopo di scrivere il dossier e promuoverlo tra i Paesi del BIE. Hanno collaborato alla stesura del progetto anche altri attori, come ad esempio l’università Bocconi, lo IULM, il Politecnico di Milano, Milano Metropoli (Agenzia di sviluppo dell’area metropolitana di Milano) e Legambiente. Nel settembre 2007 si è conclusa la stesura del dossier, che successivamente è stato consegnato al BIE (1). In questo caso l’enfasi è stata posta sul tema della manifestazione, sulla sua portata universale e su cosa intendeva fare l’Italia per affrontare i problemi del pianeta.

3.1 L’individuazione del tema

Il tema che ha proposto l’Italia per l’Expo 2015 è “Nutrire il pianeta, energia per la vita” e invita i Paesi partecipanti ad esprimere idee e progetti per assicurare un’alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutti. I capitoli del dossier relativi al tema della manifestazione sono stati scritti dal comitato scientifico, che ha proposto le seguenti declinazioni:

          la scienza per la sicurezza e la qualità alimentare;

          l’innovazione nella filiera alimentare;

          la tecnologia per l’agricoltura e la biodiversità;

          l’educazione alimentare;

          la solidarietà e la cooperazione alimentare;

          l’alimentazione per migliori stili di vita e per lo sport;

          l’alimentazione nelle culture e nelle etnie.

 

immagine Sottotemi Expo (in fondo al testo)

 

Il tema dell’alimentazione è stato scelto principalmente per tre motivi:

          Il tema riflette la tradizione e la cultura dell’Italia, che ha molte eccellenze da presentare agli altri Paesi. Una prova di questo è il fatto che molte manifestazioni fieristiche mondiali sul cibo di qualità di svolgono in Italia (es. Salone del Gusto, Terra Madre, Cibus, Vinitaly, Tutto Food, MiWine). Inoltre l’Italia ospita la FAO e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, due agenzie internazionali che si occupano di alimentazione.

          Il tema è universale e accomuna tutti i Paesi del mondo. L’argomento è in grado di suscitare l’interesse e la partecipazione non solo dei Paesi ad alto livello economico, ma anche dei Paesi di recente industrializzazione e dei Paesi in via di sviluppo. Infatti l’intento della candidatura italiana è trasformare l’Expo da semplice esposizione a momento di incontro e discussione tra Paesi, organizzazioni internazionali, ONG e comunità scientifica dove discutere il problema dell’alimentazione e proporre soluzioni concrete.

          Il tema scelto da Milano per l’Expo 2015 si collega con la Campagna del Millennio delle Nazioni Unite, per ridurre il problema della povertà e della fame nel mondo entro lo stesso anno. Il 9 febbraio 2007 il Comune di Milano e il Comitato di candidatura hanno firmato un accordo con l’ONU per sostenere gli obiettivi dell’iniziativa e per aumentare il consenso internazionale verso la candidatura.

3.2 L’area espositiva

Il dossier di candidatura prevede che l’Expo verrà realizzato nell’area Fiorenza, che si trova nei pressi del polo fieristico di Rho-Pero. Questa scelta è stata fatta principalmente per tre motivi:

          L’ampia dotazione di infrastrutture di collegamento, necessarie per organizzare un evento di questo tipo; infatti l’area è accessibile attraverso le autostrade (Torino-Venezia, dei Laghi e Tangenziale ovest), il sistema di trasporto urbano (metropolitana), ferroviario (rete regionale e ad alta velocità) e aeroportuale.

          La prossimità del polo fieristico offre la possibilità di utilizzare alcune strutture anche per l’Expo.

          Il sito si colloca lungo la direttrice territoriale nord-ovest di Milano, da tempo interessata da profondi processi di trasformazione e riqualificazione urbana (es. i progetti Garibaldi-Repubblica, CityLife, Portello, Bovisa e Cascina Merlata).

 

L’area è di grandi dimensioni (2 km x 1,7 km) ed è delimitata lungo i lati da infrastrutture viabilistiche che la separano completamente dalla città. Pur essendo a destinazione agricola oggi ha perso sostanzialmente questa funzione e giace in stato di abbandono a causa della sua interclusione tra la linea ferroviaria e le autostrade vicine. Secondo i promotori della candidatura l’Expo rappresenterebbe l’opportunità per recuperare un territorio ormai compromesso dal punto di vista ambientale e sociale.

La progettazione del sito espositivo è stata fatta dal Comune di Milano e dalla Fondazione Fiera, su incarico del Comitato di candidatura. La proposta di candidatura presentata al Governo prevedeva di utilizzare un’area di 170 ettari (vedi figura – area in verde) e di recuperare anche una parte del sito dell’ex-Alfa di Arese per ospitare alcune funzioni logistiche (es. parcheggi di interscambio, centri di smistamento, magazzini) (2). Invece il dossier consegnato al BIE riguarda un’area di dimensioni ridotte, pari a 110 ettari (vedi figura – area in giallo), ma non contiene più l’ipotesi di servirsi dell’area ex-Alfa di Arese.

 

immagine – Figura g (in fondo al testo)

 

I motivi che hanno portato questi cambiamenti sono i seguenti:

          la stima iniziale era stata fatta in eccesso per “non correre rischi” (3);

          il regolamento del BIE richiede che il sito abbia una continuità territoriale, per facilitare lo spostamento dei visitatori tra i padiglioni (4);

          l’area collocata ad ovest rientra all’interno del Comune di Rho e questo potrebbe comportare delle difficoltà amministrative durante la fase attuativa (es. per la richiesta delle autorizzazioni e dei permessi); pertanto si decide di utilizzare solo le aree appartenenti al Comune di Milano;

          l’area ex-Alfa di Arese è stata un simbolo dell’industrializzazione dell’area milanese: per questo motivo alcuni attori vogliono mantenere la sua vocazione industriale e non accettano una possibile riconversione ad altri utilizzi.

 

La costruzione dei padiglioni per l’Expo richiede la modificazione della destinazione d’uso delle aree, da agricole a edificabili. Attualmente i terreni individuati per l’Expo 2015 appartengono a 4 diversi proprietari:

          Fondazione Fiera (720.000 mq);

          Società Belgioiosa – Gruppo Cabassi (260.000 mq);

          Poste Italiane (80.000 mq);

          Comune di Milano (51.000 mq).

 

Il 19 luglio 2007 il Comune di Milano ha firmato un protocollo di intesa con i proprietari dell’area per ottenere la disponibilità dei terreni in caso di assegnazione dell’evento a Milano. L’accordo prevede la cessione gratuita del diritto di superficie delle aree dove costruire le strutture e i servizi dell’Expo. Concluso l’evento il contratto stabilisce che il Comune demolisca le opere non permanenti e restituisca le aree ai rispettivi proprietari (5).

L’area dell’esposizione sarà collegata a quella della Fiera Rho-Pero attraverso un ponte pedonale. È previsto l’avvio di concorsi di progettazione tra architetti internazionali per la costruzione degli spazi pubblici (es. le piazze, i padiglioni tematici, l’anfiteatro e l’auditorium) e le opere di arredo urbano. La figura mostra il masterplan dell’Expo.

 

immagine – Figura h (in fondo al testo)

 

A differenza di edizioni precedenti delle esposizioni universali, il sito scelto per l’Expo 2015 si connota per una scarsa qualità paesaggistica: si tratta di una zona inedificata, residuale rispetto alla città e priva di elementi distintivi come il verde e l’acqua. Per recuperare e riqualificare l’area si è pensato di destinare 472.000 mq a verde e di collegare il sito alla città attraverso due percorsi di particolare interesse ambientale: la via d’acqua e la via di terra. I due percorsi di collegamento hanno il duplice obiettivo di integrare il nuovo quartiere espositivo al resto della città e allargare i benefici e le ricadute degli investimenti previsti per l’Expo.

 

immagine Expo – La via di terra (in fondo al testo)

 

3.3 Il budget dell’evento

L’impegno finanziario complessivo per la preparazione e l’organizzazione dell’Expo è pari a 4,1 miliardi di euro.

Il totale degli investimenti in conto capitale per la realizzazione dell’evento ammonta a 3.228 milioni di euro; sono previsti 4 tipi di interventi:

          gli investimenti per preparare l’area (es. padiglioni espositivi);

          i collegamenti con il sito (es. interventi sulla rete stradale, ferroviaria e metropolitana milanese);

          le opere ricettive (es. realizzazione del villaggio residenziale Expo);

          le opere tecnologiche (es. telecomunicazioni e infrastrutture web).

 

Le realizzazione delle grandi opere verrà assicurata attraverso un modello di finanziamento pubblico-privato: come mostra la tabella sono previsti trasferimenti di denaro pubblico da parte dello Stato e degli Enti locali  verso il capoluogo di Milano per un ammontare di risorse pari al 72% del totale, mentre i privati contribuiranno per il restante 28%. 

 

immagine – Figura i (in fondo al testo)

 

I costi organizzativi dell’evento sono stimati in 892 milioni di euro e sono tutti di provenienza privata. La tabella indica i principali costi e ricavi di esercizio: secondo le stime l’Expo avrà un bilancio di esercizio in pareggio.

 

immagine – Figura l (in fondo al testo)

 

Accanto agli investimenti previsti per la realizzazione dell’Expo, entro il 2015 verranno costruite – indipendentemente dalla candidatura – ulteriori infrastrutture. Questi progetti sono già stati approvati, ammontano a circa 10,2 miliardi di euro e riguardano interventi su (6):

          rete metropolitana milanese (es. nuove linee della metropolitana);

          rete stradale (es. interventi sulla Varesina e sul Sempione);

          rete ferroviaria (es. completamento delle linee per Malpensa);

          rete autostradale (es. Brebemi, Pedemontana, TEM).

3.4 L’impatto ambientale

Il dossier dedica un’attenzione particolare al tema della sostenibilità ambientale. Infatti la preparazione, la gestione e l’eredità dell’evento saranno guidate dall’obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti e di applicare le migliori conoscenze e tecnologie per la protezione dell’ambiente.

Durante la fase di promozione della candidatura il Sindaco di Milano ha cercato di orientare il progetto e renderlo competitivo in senso ambientale, attraverso le seguenti azioni (7):

          ha firmato un protocollo di intesa con il Ministero dell’Ambiente per rendere coerente il progetto di candidatura con le strategie nazionali ed europee in tema di sviluppo sostenibile ed efficienza energetica;

          ha aderito all’iniziativa della Commissione europea “Sustainable Energy Europe Campaign” che promuove l’uso di energie sostenibili;

          ha previsto la riduzione del 15% delle emissioni di gas a effetto serra delle attività del Comune entro il 2012 (8);

          è intervenuta all’Assemblea generale dell’ONU per descrivere le misura prese da Milano a favore dell’ambiente;

          ha coinvolto Legambiente come partner della candidatura;

          ha invitato il premio nobel Al Gore per promuovere candidatura (9).

 

Per ridurre l’impatto ambientale e rendere l’area dell’Expo un quartiere a basse emissioni inquinanti sono previste le seguenti azioni congiunte:

          i visitatori dovranno arrivare principalmente con i mezzi pubblici, perciò verrà potenziato il trasporto pubblico verso il sito espositivo (es. treni, metropolitane e mezzi elettrici) (10);

          la progettazione di edifici e infrastrutture dovrà basarsi su criteri eco-sostenibili per ridurre il fabbisogno di energia, mentre la costruzione dei padiglioni temporanei dovrà garantire il recupero dei materiali;

          all’interno del sito Expo dovranno essere utilizzate forme rinnovabili  di energia (es. tutti gli edifici avranno pannelli solari);

          l’organizzazione sostenibile della logistica e degli acquisti;

          l’intera operazione dovrà essere sottoposta alla Valutazione ambientale strategica (VAS) e i singoli progetti alla Valutazione di impatto ambientale (VIA). È prevista una consulta ambientale – formata dalle associazioni ambientaliste – per giudicare l’impatto di ogni infrastruttura sull’ambiente.

3.5 La partecipazione attesa

Il dossier prevede un’ampia partecipazione sia di espositori sia di visitatori.

Il comitato di candidatura ha stimato il numero dei Paesi espositori sulla base della presenze registrate alle Esposizioni universali di Hannover 2000 e Aichi 2005 (in media ci sono stati 136 Paesi espositori stranieri), delle relazioni diplomatiche esistenti tra l’Italia ed i Paesi esteri (le ambasciate e i consolati italiani sono presenti in 193 Paesi nel mondo) e delle relazioni che la città di Milano intrattiene con il resto del mondo dal punto di vista economico, culturale e di cooperazione. Pertanto si ritiene che il numero degli espositori sarà compreso tra 175 e 190, tra cui ci saranno almeno:

          120 Paesi espositori stranieri;

          10 organizzazioni internazionali;

          20 regioni italiane;

          25 espositori di carattere aziendale.

 

Per agevolare la partecipazione dei Paesi in via di sviluppo, il Comitato di candidatura ha previsto di costruire appositi padiglioni a proprie spese e di cederli loro gratuitamente.

 

immagine – Figura m (in fondo al testo)

 

Per quanto riguarda il numero dei visitatori le stime prevedono 21 milioni di partecipanti (il 73% italiani e il 27% stranieri), che – tenendo conto delle visite ripetute – dovrebbero generare un totale di 29 milioni di ingressi; questo corrisponde a una media di circa 160.000 ingressi giornalieri. La tabella riporta le previsioni del flusso di visitatori, suddiviso in 3 aree geografiche (11). La stima dei visitatori ha tenuto conto dei seguenti aspetti:

          l’interesse del tema dell’alimentazione su un vasto pubblico;

          la centralità dell’area milanese rispetto alle direttrici europee (12);

          la disponibilità di infrastrutture di collegamento che consentono il ritorno nel luogo di residenza nello stesso giorno;

          la presenza di un programma di circa 7.000 eventi organizzati durante i 6 mesi dell’Expo (es. eventi artistici, sportivi, culturali…);

          gli accordi promossi dall’ENIT con le associazioni dei principali tour operator italiani e stranieri per inserire la visita dell’Expo all’interno dei pacchetti di viaggio (13);

          gli accordi firmati con le città del Nord Italia (Monza, Parma, Pavia, Piacenza, Torino e Varese) per coniugare e valorizzare le rispettive offerte turistiche in funzione dell’Expo;

          la partecipazione dei gruppi organizzati (es. gite scolastiche, associazioni culturali, CRAL…)

 

 

Questo testo è protetto dal diritto d’autore. Le informazioni e i dati in esso contenuti possono essere duplicati, riprodotti e/o diffusi senza il preventivo consenso dell’autore a condizione che avvengano per finalità di uso personale, studio, ricerca o comunque non commerciali e che sia citato il nome dell’autore, il titolo della tesi e l’università attraverso la seguente dicitura, impressa in caratteri ben visibili:

Tesi di laurea di Marco Zamboni, “Milano Expo 2015. Analisi di un grande evento come politica pubblica”, anno accademico 2007/08, Università degli studi di Milano.

 

 

Note:

(1)  Il dossier di candidatura è composto da 20 capitoli, di cui 7 facoltativi, per un totale di oltre 600 pagine.

(2)  L’area ha un’estensione di 210 ettari e si trova nelle vicinanze del polo di Rho-Pero. Oggi il sito è in gran parte inutilizzato e rappresenta uno dei simboli della deindustrializzazione dell’area milanese. Durante gli ultimi anni ci sono state diverse trattative tra amministrazioni locali, sindacati e proprietari sulla destinazione d’uso dell’area (es. polo logistico, polo dell’auto eco-sostenibile, area residenziale e commerciale), tuttavia non si è ancora riusciti a trovare una soluzione idonea. L’Expo rappresenterebbe quindi un’opportunità per riqualificare l’area.

(3)  Il comitato di candidatura teme che un progetto di piccole dimensioni venga penalizzato dal BIE, tenuto conto che l’Expo di Shanghai del 2010 si estenderà su un’area di 530 ettari.

(4)  Infatti per spostarsi tra l’area ovest e l’area est sarebbe necessario percorrere tutto il corridoio di attraversamento della Fiera di Rho-Pero – la vela di Fuksas – lunga oltre 1 km.

(5)  L’accordo con i proprietari delle aree ha evitato le difficoltà e le lunghezze dovute all’esproprio, ma la variante urbanistica ha suscitato alcune critiche e perplessità.

(6)  In caso di assegnazione dell’Expo a Milano, l’ammontare degli interventi previsti entro il 2015 sull’area metropolitana milanese sarebbe pari a 15 miliardi di euro.

(7)  Letizia Moratti: “Sarà un’Expo sostenibile, ecologica, a basso impatto ambientale, in linea con il protocollo di Kyoto” (La Repubblica, 09/10/07).

(8)  Il Piano energetico ambientale e il Piano sui cambiamenti climatici prevedono la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra delle attività del Comune di Milano del 15% rispetto ai livelli del 2000 entro il 2012.

(9)  Al Gore: “Il progetto di candidatura Expo 2015 della città di Milano è un modello di sviluppo sostenibile di riferimento per tutta la comunità internazionale […] Grazie per aver fatto dell’Expo 2015 una straordinaria opportunità per far comprendere che è necessario preservare le risorse del nostro Paese” (Corriere della Sera, 04/02/08).

(10)  Edoardo Croci (assessore all’ambiente del Comune di Milano): “Solo il 17% dei visitatori raggiungerà la manifestazione in auto. Ma anche questi si dovranno fermare nei parcheggi di corrispondenza e poi saranno trasportati nel sito con delle navette ecologiche. All’interno saranno permessi solo dei veicoli elettrici, navette a idrogeno o biciclette” (Corriere della Sera, 19/10/07).

(11)  La stima del flusso dei visitatori è stata fatta in collaborazione con l’Università Bocconi – Dipartimento di economia del turismo – e la società di ricerche demoscopiche Eurisko.

(12)  Milano è collocata in posizione strategica rispetto alle principali direttici europee, essendo il punto di incontro tra il corridoio 1 (Berlino-Palermo), il corridoio 5 (Lisbona-Kiev) e il corridoio dei due mari (Rotterdam-Genova).

(13)  Umberto Paolucci (presidente dell’ENIT): “Sono ottimista […]. Inviteremo un centinaio di operatori turistici di tutto il mondo per offrire dei pacchetti turistici invoglianti” (Corriere della Sera 29/10/07).

 

immagini:

immagine Sottotemi Expo – Figura g

Figura h – immagine Expo – La via di terra

Figura i  – Figura l – Figura m

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lunedì 27 Gennaio, 2020