Esequie indegne. — Lombardi nel Mondo

Esequie indegne.

Il caso dell’italiano che viveva solo in Germania il cui corpo dopo il suo decesso, è stato cremato senza l’autorizzazione dei parenti stretti.

Un errore di cattivo gusto oppure la macabra storia di ordinaria amministrazione?

È accaduto alcuni mesi fa ad Augsburg ma i particolari cominciano a trapelare solo ora. In genere dopo il decesso, la polizia o le autorità cittadine sono tenute ad avvertire i parenti o, in loro assenza, il Consolato italiano. Questa volta però qualcosa non ha funzionato e si è proceduto alla cremazione senza le dovute autorizzazioni. L’amministrazione cittadina si è giustificata sostenendo che ci sarebbe stato il consenso alla cremazione da parte della figlia dell’ex convivente. Ma la legge parla chiaro: sulle esequie possono disporre solo i parenti stretti e in questo caso il legame di parentela sarebbe stato insufficiente. La polizia si è presa premura di avvertire il Consolato solo otto giorni dopo il ritrovamento del corpo dell’italiano e dopo che oramai il suo corpo era stato cremato.

Come mai questo ritardo? Dopo le indagini da parte di Radio Colonia, la polizia di Augsburg annuncia di aver aperto un’inchiesta interna, per chiarire i fatti e le responsabilità. Ma al momento nessuna misura è stata adottata né sono state presentate scuse ai parenti del defunto. Intanto la città di Augsburg fa sapere di aver preso molto sul serio quanto è accaduto e di aver già tratto le dovute conseguenze. L’amministrazione avvertirà in futuro direttamente il Consolato per evitare il ripetersi di simili vicende. Quanto accaduto ad Augsburg potrebbe non trattarsi di un caso unico ma per il Consolato italiano di Monaco non è il caso di lanciare falsi allarmismi. (http://www.funkhauseuropa.de/)

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