Lombardia e Galles/2 – dalla storia al presente — Lombardi nel Mondo

Lombardia e Galles/2 – dalla storia al presente

Le due regioni sono unite da storie d’emigrazione e, nel presente, da scambi culturali e linguistici ma anche da strategie politiche comuni per cercare soluzioni alla crisi economica

ABERGELE (Galles del Nord) – All’uscita della piccola chiesa anglicana di Abergele, mi fermano un paio di signori. Mi chiedono da dove provengo, dico loro “Italy”, non si accontentano e vogliono proprio sapere la città. “Mantova – Mantua in english” è la mia risposta. Il signore guarda la moglie con aria sicura e ribatte (traduco ovviamente nella nostra lingua): “Sai cosa diceva Aldous Huxley di Mantova? Che è la città più romantica del mondo”.

Anche da quel piccolo ed incantevole osservatorio, tipicamente britannico, che è il paese di Abergele (poco più di 5.000 anime, costruita attorno ad un pub, la chiesa e il suo camposanto), il nome di Mantova e della Lombardia può suonare familiare.  

Ed in effetti i legami tra la nostra Regione e la nazione gallese sono radicati tanto nella storia quanto nel presente. Abbiamo già citato, attraverso il contributo di Giordano Sivini, l’epopea di un gruppo di minatori bergamaschi ai primi del ‘900 nella miniera di Frongoch, Galles del Sud, diretti dall’altro lombardo, Bernardino Nogara.

E tuttavia i legami non si fermano alle storie del passato: oggi, tanto per citare un esempio, Galles e Lombardia sono impegnate in forma congiunta per dare una risposta alla crisi economica che ha colpito il pianeta. Il 26 gennaio 2009 i quattro Motori per l’Europa (Lombardia, Catalogna, Rhone-Alpes e Baden Württemberg) e le due Regioni associate (Galles e Fiandre) si sono unite in un vertice rivolto a trovare misure comuni contro la crisi economica che colpisce in particolare le piccole e medie imprese e a sostegno della ripresa. Al vertice di Sitges, nei pressi di Barcellona, è stata approvata una dichiarazione congiunta dei rispettivi “ministri” delle Attività produttive: sono stati individuati come settori di lavoro comune l’internazionalizzazione (decisa la prosecuzione di missioni all’estero), l’innovazione (con dialogo tra Distretti e finanziamenti europei sul benchmarking di progetti bilaterali), le politiche di miglioramento e l’organizzazione del Gruppo “Economia” con un piano di azione ad approvazione anno per anno per rispondere meglio alle esigenze dell’economia dei “Quattro motori e delle Regioni associate”.

I legami tra Lombardia e Galles sono anche incentrati sullo scambio culturale: giova, a tal proposito, ricordare che il principale festival italiano legato alla letteratura, quello di Mantova, ha come fonte di ispirazione proprio la terra di San Davide. In effetti, quando gli organizzatori lanciarono la prima edizione nel 1997, scommisero su un festival sul modello di quello di Hay on Wye, la cittadina gallese diventata una capitale mondiale del libro grazie al festival nato nel 1988.

Il Festival mantovano infatti deve moltissimo a quello del piccolo paese celtico del Galles del Sud e all’inventiva di Peter Florence, direttore della la manifestazione e allo stesso tempo, oggi, consulente del Festivaletteratura di Mantova.

Scambio culturale che si rinnova anche in un’altra forma: partendo dal presupposto consolidato che oggi è sempre più indispensabile la conoscenza della lingua inglese per gli studenti italiani, anche nel Galles sono presente una serie di scuole di lingua. Tra queste, segnaliamo la Conlan International ( www.conlanschool.com ), che riceve periodicamente studenti italiani (recentemente, ad esempio, due scolaresche dalla provincia di Mantova). Questa scuola, situata ad Abergele, rappresenta oramai un istituzione culturale importante nella mappa associativa del piccolo paese del Galles del Nord. In effetti, nel tempo, la comunità locale ha mostrato apertura e buona disposizione verso una scuola di lingua, che, è corretto rilevare, arricchisce in diversità il contesto urbano e va nella direzione dell’allargamento degli orizzonti e della piena cittadinanza europea. A breve, si realizzerà uno studio sulla percezione della popolazione di Abergele nei confronti dei “turisti culturali” italiani: quello che è certo, senza volerne anticipare i risultati, è che segnali positivi in questo senso si possono leggere dal fatto che da circa quattro anni nel college della cittadina vengono organizzati corsi di italiano, con insegnanti provenienti di tutta la penisola.  

Se guardiamo al più generale tema dell’emigrazione italiana in Galles, l’epopea che ha avuto i numeri più consistenti è quella che ha visto partire moltissimi lavoratori dalla provincia di Parma, in particolare dal paese appenninico di Bardi, e diventare non solo minatori ma anche affermati maestri dolciari e del caffè. In effetti, in tutto il Galles, ma soprattutto nella parte meridionale, sono molto diffusi gli “italian coffee” che propongono il tanto apprezzato “oro nero” italiano. A tal proposito, vale la pena ricordare che una delle catene più affermate in tutta la Gran Bretagna (con vari negozi anche in Galles) è Caffe Nero, che afferma di offrire “The best espresso this side of Milan”. Il riferimento al capoluogo lombardo è rafforzato dalla storia della catena, che dice di ispirarsi, nel proprio caffè, alle tecniche di Achille Gaggia, nato a Milano nel 1895 e protagonista del successo mondiale del caffè espresso.

Tornando alla storia, possiamo inoltre ricordare che esiste una terra dove gallesi e lombardi si sono incontrati e hanno contribuito, entrambi in forma rilevante, a definire la fisionomia sociale di una regione terza: la Patagonia. La storia dell’emigrazione gallese in questa terra è piuttosto nota. I pionieri giunsero nel 1865, dimostrando che era possibile adattarsi alle dure condizioni del suolo e del clima della regione e convivere perfettamente con gli indigeni, mettendo radici in questa terra. I nomi dei villaggi fondati da questi gallesi, oggigiorno importanti città del meridione argentino, rappresentano una chiara testimonianza della loro stessa origine: Trelew, dal gallese “tre”, villaggio, e “law”, apocope di Lewis, un riferimento a Lewis Jones, promotore dell’immigrazione in questa regione; Rawson, nome del ministro argentino che propiziò l’insediamento dei coloni gallesi; Puerto Madryn, un nome che ricorda un castello dell’omonima località gallese; e Gaiman, il cui nome indigeno identifica ancora oggi il più tipico villaggio gallese della zona.

Allo stesso modo, l’emigrazione proveniente dalla Lombardia fu rilevante e seppe dare importanti contributi. Oggi, ad esempio, permangono varie associazioni lombarde in questa terra, tra cui quella di Bariloche e di Viedma.

La fusione delle tradizioni gallesi e italiane (tra cui quelle lombarde), portate dalla manodopera migrante, diede origine a forme culturali originali, che a tutt’oggi permangono in città come Trelew e Puerto Madryn e che forse sono il simbolo più preciso della comunanza tra i due territori.

 

Fabio Veneri

Document Actions

Share |


Lascia un commento

martedì 28 Gennaio, 2020