Turisti sul Garda, sforata quota 23 milioni — Lombardi nel Mondo

Turisti sul Garda, sforata quota 23 milioni

«Appeal» grandi numeri per il Garda: nel 2015 il lago è stato meta di 23 milioni di persone. Per dare un’idea dell’esodo biblico: è un po’ come se tutti gli abitanti di Shanghai avessero fatto tappa almeno per un giorno sulle sponde del Benaco, o se tutti i residenti della provincia di Milano si prendessero una settimana di vacanza sul Garda.

In attesa dei risultati ufficiali che, come tradizione verranno diffusi dopo Pasqua, per creare una sorta di continuità statistica fra le stagioni turistiche, sono confortanti le anticipazioni emerse a Puegnago, a margine del convegno «tecnico» organizzato dal Consorzio Lago di Garda Lombardia a villa Galnica. Il metodo scientifico non sbaglia mai: una ricerca abbastanza lunga tende a confermare ogni teoria.

Ecco allora perché il Garda si conferma inarrestabile sotto il punto di vista del gradimento dei turisti, con una crescita di 1 milione di pernottamenti all’anno, più 3 milioni sul 2012. La terza località turistica italiana più affollata, dietro la laguna del Veneto – che però conta mete del calibro di Jesolo e Venezia – nel 2015 a quota 30 milioni di presenze, più 5 milioni sul 2012, e alla Riviera Romagnola, la regina incontrastata del turismo italico da più di mezzo secolo: lo scorso anno 37 milioni e mezzo di presenze, in crescita del 3,2% sul 2014.

VENENDO AL GARDA, 12 milioni di presenze si sono registrate sulla sponda veneta, 7 e mezzo su quella bresciana, quasi 4 milioni su quella trentina. Il lago vale l’1% del movimento turistico di tutta l’Europa. Di queste, 18 milioni sono presenze straniere: quasi 8 su 10 in loco, e quasi il 10% di tutte le presenze straniere in Italia.

La crescita coinvolge anche tutta la provincia di Brescia: oltre 2 milioni di arrivi nel 2015, per 9 milioni di presenze. Poco più di un decennio fa erano meno di 1 milione e mezzo (gli arrivi) e meno di 7 milioni e mezzo (le presenze). Il futuro si specchia in un progetto Unesco provinciale, da 400 mila euro, e nella ventesima edizione della Borsa dei laghi. Il tutto con lo sguardo puntato sul lago d’Iseo. Eloquente la provocazione di Valentino Righetti, assessore al turismo a Desenzano e amministratore delegato di Bresciatourism: «Christo farà meglio di Expo».

ALTRETTANTO eloquenti le parole d’ordine di Eleonora Rigotti, che di Bresciatourism è presidente: «Internazionalizzare, destagionalizzare e digitalizzare l’offerta turistica». E poi andare a caccia di nuovi target (giovani e senior) e di proposte alternative come il turismo culturale e sportivo, esperienziale ed enogastronomico. Sul punto è stato chiaro il vicepresidente del Consorzio Lago di Garda Lombardia, Luigi Alberti. «I prodotti del territorio: questo è quello che vogliono, questo è quello che dobbiamo dare ai turisti. E dobbiamo essere in grado di guidarli nel mare di iniziative che verranno organizzate da aprile a novembre».

Dal convegno è emerso l’auspicio di lavorare con la filosofia di sistema. Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Puegnago Adelio Zeni e il presidente del Consorzio Franco Cerini: «Basta a beghe e campanilismi che non servono a nulla». Forse è davvero questa la sfida più grande.

fonte: bresciaoggi

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lunedì 27 Gennaio, 2020