Esodo giuliano-dalmata-istriano, un concorso per le scuole — Lombardi nel Mondo

Esodo giuliano-dalmata-istriano, un concorso per le scuole

Per non dimenticare. Per non fare cadere nell’oblio pagine buie di storia che per decenni sono state relegate e nascoste. Un periodo terribile, che ha visto morire migliaia di persone, uccise e gettate nelle Foibe o massacrate nei campi di sterminio, e costretto un’intera popolazione di frontiera a fuggire, un vero e proprio esodo.

 

E’ questa la finalità del Concorso per le scuole lombardeIl sacrificio degli italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia: mantenere la memoria, rispettare la verità, impegnarsi per garantire i diritti dei popoli”, promosso dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e che anche quest’anno viene riproposto come previsto da una apposita legge regionale del 2008 affinché il passato sia un monito per le nuove generazioni.  In questi giorni il  concorso è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia (BURL Serie Avvisi e Concorsi n.37 del 14/09/2016) il Bando di concorso per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.
Per l’anno scolastico 2016/2017 il tema prescelto per la stesura degli elaborati cartacei, su supporto informatico (cd-rom, DVD, etc.), e video (Vhs, formati digitali) è “Il sacrificio dei Giuliano-Dalmati a 70 anni dai trattati di Parigi che ridisegnarono l’Europa e decisero i nuovi confini dell’Italia”.
La Commissione esaminatrice è composta dal Presidente del consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, dai consiglieri Luca Ferrazzi e Paola Macchi, da Maria Elena Depetroni e Alessandro Cuk designati da ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) e da Marcella Fusca rappresentante dell’Ufficio scolastico regionale. La proclamazione dei vincitori avverrà nell’Aula assembleare del Consiglio regionale il 10 febbraio 2017 in occasione delle cerimonia del “Giorno del Ricordo”. Gli autori dei migliori elaborati parteciperanno ad un viaggio di istruzione di due giorni nelle terre della Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia, secondo un itinerario che comprende la visita al Sacrario di Redipuglia e alle foibe di Basovizza e Monrupino.
La partecipazione al concorso può essere individuale (frutto dell’elaborazione di un singolo studente) oppure di gruppo (uno o più gruppi della stessa classe o composto da classi consorziate in non più di 35 studenti) e può avvenire tramite un tema, uno spot, una ricerca, una brano musicale, un canto, una poesia, un disegno, un manifesto, un sito web, un cortometraggio. I lavori dovranno essere consegnati per mezzo di posta elettronica certificata oppure a mano entro le ore 12 del 20 gennaio 2017 al Protocollo Generale del Consiglio regionale della Lombardia in via Pirelli 12, a Milano.
La storia
In seguito alla pressione espulsiva adottata dalla Jugoslavia di Tito, tra il 1944 e il 1956, non meno di 350.000 persone appartenenti alla componente nazionale italiana abbandonano i territori dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia. Un fenomeno conosciuto come esodo giuliano-dalmata. Fiumani, istriani e dalmati si riversarono in Italia con tutti i mezzi possibili: vecchi piroscafi, macchine sgangherate, treni di fortuna, carri agricoli, barche, a nuoto e a piedi. Una fuga per restare italiani, un vero e proprio “Esodo biblico” verso un’Italia sconfitta e semidistrutta. La gente era bloccata dalla paura dei rastrellamenti improvvisi, delle delazioni, delle vendette e delle notizie di infoibamenti, di affogamenti e di fucilazioni che la giustizia sommaria di sedicenti tribunali del popolo comminava a chi era colpevole di essere italiano. Le città cominciarono a svuotarsi: da Fiume fuggirono in 54 mila abitanti su 60 mila, da Pola 32 mila, da Zara 20 mila su 21 mila, da Capodistria 14 mila su 15 mila.
A Trieste e nell’Istria (sino ad allora territorio italiano) si è vissuto l’inizio di questa tragedia (la “liberazione“, appunto, ad opera dell’esercito comunista jugoslavo agli ordini del maresciallo Tito) dopo la fine della Seconda guerra mondiale, mentre tutta l’Italia grazie all’esercito Anglo-Americano veniva liberata dall’occupazione nazista.  Gli abitanti dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia dovettero scappare ed abbandonare la loro terra, le case, il lavoro, gli amici e gli affetti incalzati dalle bande armate jugoslave. Decine di migliaia furono uccisi nelle Foibe o nei campi di concentramento titini. La loro colpa era di essere italiani e di non voler cadere sotto un regime comunista. Trieste, dopo aver subito più di un mese di occupazione jugoslava, ancora oggi ricordati come “i quaranta giorni del terrore“, visse per 9 anni sotto il controllo di un Governo Militare Alleato (americano ed inglese), in attesa che le diplomazie decidessero la sua sorte. Solo nell’ottobre del 1954 l’Italia prese il pieno controllo di Trieste, lasciando l’Istria all’amministrazione jugoslava. E’ solo nel 1975 però, con il Trattato di Osimo, che l’Italia rinunciò definitivamente, e senza alcuna contropartita, ad ogni pretesa su parte dell’Istria, terra italiana sin da quando era provincia dell’Impero romano.
L’esodo giuliano-dalmata-istriano viene ricordato il 10 febbraio, quando in tutta Italia si celebra il “Giorno del ricordo“, non è solo dedicato alle vittime delle foibe ma anche alla grande tragedia dei profughi .
La data, simbolica, si riferisce al 1947 quando entrò in vigore il trattato di pace di Parigi tra Italia e nazioni vincitrici della guerra con cui le province di Pola, Fiume, Zara, parte delle zone di Gorizia e di Trieste, passarono alla Jugoslavia.

(FONTE www.lombardiaquotidiano.com)

 

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martedì 28 Gennaio, 2020