Messico: bambine reclutate dai narcos — Lombardi nel Mondo

Messico: bambine reclutate dai narcos

Alcune vengono impiegate per spiare i movimenti delle forze di polizia sul territorio, altre sono arruolate e addestrate come sicari, altre ancora vengono impiegate come schiave sessuali per i capi-banda locali. E’ il triste destino di molte adolescenti in Messico, almeno 800 dal 2009 ad oggi, secondo una denuncia della ong (Catwlac). Di Patrizia Antonin

‘Coalizione contro il traffico di donne e bambine in America latina e nel Caribe’ (Catwlac), che segnala i casi come ”una nuova tendenza della tratta delle persone”. Secondo quanto affermato dalla direttrice dell’Ong Teresa Ulloa Ziaurriz, le organizzazioni criminali approfittano delle condizioni di estrema poverta’ in cui versano le adolescenti e le loro famiglie, per arruolarle.

Alcune vengono comprate direttamente dai genitori, altre vengono convinte ad entrare nelle fila delle bande dietro la promessa di denaro. La maggior parte finisce con lo scomparire nel nulla, altre vengono trovate morte, a distanza di tempo, con i corpi straziati. ”I loro cadaveri ricompaiono vari mesi dopo essere state uccise. I criminali portano queste ragazzine nei loro campi, in fattorie isolate, lontani dai loro villaggi di origine, per addestrarle. Molte vengono scelte come dame di compagnia e quando i loro amanti si stufano, le uccidono”, spiega Ulloa Ziaurriz, vincitrice del premio Gleitsman. Il fenomeno si era registrato in un primo momento negli stati di Coahuila, Nuevo Leon e Tamaulipas, ma col passare dei mesi viene segnalato in costante crescita ed ha preso piede anche nelle aree di Veracruz, Quintana Roo, Chiapas, Oaxaca, Hidalgo, e Stato del Messico. Per combattere con efficacia questo fenomeno – sostiene la direttrice dell’Ong – e’ necessaria una nuova normativa generale.

”In Messico – afferma l’attivista – sono 500.000 le vittime della tratta: l’attuale legge le lascia nel totale abbandono, senza prevedere misure efficaci per perseguire il delitto”. Nell’agosto scorso aveva destato scalpore il caso delle piccola Perla, diventata occhi e orecchie per i Los Zetas, nella zona di confine tra Jalisco e Guanajuato, nel Messico occidentale. Per lavorare come spia veniva pagata 8000 mila pesos al mese, circa 660 dollari.”Abbiamo varie detenute adolescenti a Veracruz – spiega Alejandro Solorio Arechiga responsabile della Sicurezza Pubblica di Jalisco -. Alcune, purtroppo, vengono utilizzate anche come killer”

Dal 2009 sono almeno 800 le ragazzine tra 12 e 17 anni arruolate.

 

Di Patrizia Antonini

Fonte: Ansa

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martedì 28 Gennaio, 2020