Il Sass-Pastùr — Lombardi nel Mondo

Il Sass-Pastùr

Una stele del 1771 riposta nel chiostro di Sant’Ambrogio a Lonate Pozzolo ricorda la morte del pastore Matteo Pietroboni da Vione, Valle Camonica.

Vione è un piccolo comune della Valle Camonica che conta adesso poco più di 700 abitanti, da un picco di 1600 nel 1911. Confina con Ponte di Legno, Temù, Vezza d’Oglio e Edolo. Situato ad un’altezza di 1250 metri ha un’economia soprattutto agricola, anche se le attività collaterali tipo caseifici o forni sono state abbandonate da tempo. Alla scarsa emigrazione transoceanica di primo Novecento è seguita quella più massiccia verso le grandi città della pianura padana e verso la vicina confederazione elvetica. Recentemente lo sviluppo del turismo, grazie all’invidiabile posizione naturalistica all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, ha nuovamente mutato i parametri occupazionali.

Nel Seicento – Settecento la popolazione era dedita all’agricoltura e soprattutto alla pastorizia. A fine settembre i pastori di Vione iniziavano la transumanza verso  i territori di Brescia, Cremona  e dello stato di Milano e rientravano a al paese a fine ottobre. Il “Registro dei Morti” della parrocchia di San Remigio lo conferma attraverso le varie notifiche di decessi pervenute dalle diverse parrocchie lombarde elencando tra il 1634 e il 1705 ben 50 decessi nel Milanese, 22 nel Bresciano e 21 in altre province lombarde. Morti quasi sempre violente, in seguito a disgrazie legate al lavoro di pastore come ferite al capo o punture di insetti velenosi.

I pastori vionesi si spinsero fino a Lonate Pozzolo, nel territorio prossimo all’odierno aeroporto intercontinentale della Malpensa, zona di brughiera e adatta al pascolo come testimoniato dalla presenza di una Via del Gregge utilizzata certamente in passato. Uno di loro, Matteo Petroboni  fu ucciso da un fulmine il 18 maggio 1771 vicino alla cascina Grasca durante un temporale e sepolto nella chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio di Lonate Pozzolo.

Il tragico incidente fu ricordato con una stele di sasso, il Sass – Pastùr, collocata lungo la strada della Tinella, che riporta la seguente scritta “1771, anni 16. Il fulmine colpì Pietro Bono con 36 pecore. Pregate”.

Domenica 12ottobre 2008 la stele è stata riposizionata nella via Crucis  della chiesa di Sant’Ambrogio alla presenza  di una delegazione di cittadini di Vione guidati dal sindaco Enrico Ferrari,  tra i quali alcuni discendenti della famiglia Pietroboni.

Il 24 maggio 2009 il Gruppo Ricerche Storiche di Lonate Pozzolo diretto dal dottor Franco Bertolli ha ricambiato la visita dei cittadini di Vione guidando un gruppo di lonatesi  tra cui il sindaco Gelosa, alcuni membri della Pro Loco e del gruppo Alpini i a visitare il luogo d’origine del pastore Matteo Pietroboni. Giornata di scambi intensi a tutti i livelli : libri, doni, impressioni, nuovi attestati di interesse ed amicizia, visita a luoghi di interesse locale. Tutto all’insegna dell’amore per la storia, in questo caso storia della migrazione interna che fin da allora aveva il sapore del tempo, della lontananza.

Una stele del 1771. Un aeroporto vicino. Un gregge. Un fulmine. Un aereo. Il pensiero anche ai lonatesi che a partire dal 1871 o giù di lì hanno cominciato il viaggio via mare verso San Rafael, California. A centinaia. Un po’ prima dell’avvento dell’aereo. Meditazioni sulla Via del Gregge.

A Vione, visita ricambiata di Franco Bertolli (Il Lonatese)

Ul Sas – Pastùr (La Nona Campana, ottobre 2006)

Website FM Boschetto

 

Ernesto R Milani

Ernesto. Milani@gmail.com

6 maggio 2010

 

 

 

 

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martedì 28 Gennaio, 2020