Intervista a Giancarlo Porporato della Associazione Italia Cuba

Giancarlo Porporato ha svolto per un ventennio una attività di cooperazione a Cuba, testimone del passaggio storico che ha portato il paese dopo rivoluzione castrista, guidata da Fidel Castro, alla costruzione di una nazione che dopo aver resistito alla guerra fredda, all’embargo economico americano, all’isolamento internazionale ora guarda al suo futuro senza avere più alla sua guida il “Líder Máximo”.

L’intervista svolta da Daniele Marconcini per Lombardi nel Mondo, ha ripercorso i fatti salienti della storia cubana, visti e testimoniati da Porporato in modo oggettivo, senza mitizzazioni ideologiche o stereotipi che spesso sono giunti a noi con interpretazioni di parte. La storia di Cuba è stata caratterizzata sin dalla sua indipendenza agli inizi del ‘900 , da una grande instabilità politica con continui colpi di stato militari e con una sudditanza politica ed economica nei confronti degli Stati Uniti che portò nel 1952 alla dittatura di Batista, il quale governò in funzione di una rigida conservazione sociale e di una stretta alleanza con gli USA.

La crisi economica degli anni Cinquanta, le politiche e la corruzione di Batista fecero crescere nel corso degli anni una opposizione al regime. Tra questi c’era Fidel Castro, un giovane avvocato che aveva studiato all’Avana presso i gesuiti e che ben presto abbracciò la lotta armata, dando inizio alla guerriglia di cui facevano parte tra gli altri Ernesto “Che” Guevara, il fratello Raúl Castro e Camilo Cienfuegos.

La notte di Capodanno del 1959 Fulgencio Batista scappò e l’esercito popolare si diresse verso la capitale senza incontrare alcuna resistenza. Fidel Castro assunse in gennaio il ruolo di comandante delle forze armate e poi quello di primo ministro: Cuba fu dichiarata Stato socialista il 16 aprile 1961.

Castro avviò una politica di riforme radicali e stabilì relazioni diplomatiche con l’URSS. Tutto questo fu visto dagli Stati Uniti come un’ingerenza e un pericolo inaccettabile. Le conseguenze furono una rottura delle relazioni diplomatiche tra i due Stati (nel gennaio del 1961 l’ambasciata americana a L’Avana venne chiusa) e ci fu un tentativo (fallito) di rovesciare Castro con l’invasione della Baia dei Porci da parte di alcuni esuli cubani, sostenuti dagli Stati Uniti e addestrati dalla CIA.

Ci fu soprattutto l’embargo da parte degli Stati Uniti, che costrinse l’isola a dipendere economicamente dall’Unione Sovietica, verso cui si era già avvicinata. Questo dell’embargo americano è stato analizzato nei suoi effetti con Giancarlo Porporato avendo condizionato pesantemente la vita dei cubani per decenni, pur rafforzando il loro spirito nazionale. Dopo il 1989, la fine della Guerra Fredda e la fine dell’Unione Sovietica, il paese rimase in una situazione di isolamento economico internazionale e di grande crisi.

Durante gli anni Ottanta il presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter cercò di riprendere delle relazioni con Cuba, ma i governi di Reagan prima e di Bush poi scelsero di non dare alcun segnale in questo senso.

Negli anni Novanta, anche a seguito della visita di papa Giovanni Paolo II, iniziò a Cuba una fase di distensione nei confronti degli oppositori politici e anche nei confronti di un modello economico rigidamente pianificato: nel 1995 venne approvata una legge che apriva quasi tutti i settori dell’economia anche alle imprese a capitale totalmente straniero e Washington alleggerì le sanzioni sospendendo l’embargo sulla vendita di medicinali e generi alimentari. Questo contribuì a interrompere lo stato di isolamento in cui Cuba si era trovata fino ad allora.

Nel luglio del 2006 Fidel Castro si ritirò dalla vita politica di Cuba lasciando il suo incarico di presidente del Consiglio di Stato di Cuba, cioè di capo dello Stato, al fratello Raúl a cui seguì l’elezione nel 2019 di Miguel Diaz-Canel.

Questi cambiamenti di guida politica, pur nella continuità hanno portato a diverse aperture nel paese introducendo una moratoria contro la pena di morte nel paese, consentendo ai cubani di acquistare computer e di entrare negli Internet point per accedere liberamente a Internet, vendere e affittare le loro case e le loro auto, permettendo di avere regolarmente più lavori. E anche di andare all’estero soltanto con passaporto e visto del paese in cui si vuole andare, per un periodo massimo di 24 mesi. rendendo possibili le assunzioni private da parte delle imprese, la concessione di aree agricole a famiglie di contadini e la possibilità di aprire imprese private.

Porporato ha fatto notare come vi sia una forte partecipazione popolare alle decisioni dei vari organismi legislativi ed un accesso alle cariche pubbliche aperto a tutti cittadini che godano di un certo consenso. Tutto questo ha consentito ad un riavvicinamento con gli Stati Uniti durante l’amministrazione Obama (anche se vi è stata una regressione successiva nei rapporti, dovuti ad una nuova ostilità americana con l’avvento di Trump) che dovrebbe riprendere con il ritorno dei Democratici alla Casa Bianca.

Giancarlo Porporato, oltre che ad esprimere il suo punto di vista di attento osservatore della storia politica e civile cubana ha evidenziato l’attività svolta dalla Associazione Italia Cuba a favore del paese caraibico e del suo interesse per la storia di Mantua cubana, una città che sembrerebbe stata fondata da emigranti di origine virgiliana scritta dallo storico Enrique Pertierra.

Tra le sue varie iniziative è importante ricordare il suo impegno per ricordare Gino Dorè da pochi anni rientrato in Italia, dopo una vita passata in America, partigiano italiano di San Donà di Piave, amico di Fidel Castro ed Ernesto “Che” Guevera, unico europeo che ha partecipato alla Rivoluzione cubana.

Condividi