Intervista a Tiziana Cittadini, del Museo della Riserva del Centro Camuno di Studi Preistorici

Tiziana Cittadini ha maturato sin dai suoi esordi la sua esperienza professionale presso il Centro Camuno di Studi Preistorici diretto da Emmanuel Anati con sede a Capo di Ponte in Valle Camonica occupandosi della progettazione e gestione delle Mostre e dei Parchi e della progettazione e gestione dei Progetti Comunitari della Unione Europea.

Attualmente è il Direttore della Riserva Naturale Incisioni Rupestri di Ceto Cimbergo e Pasparo e del Museo della Riserva del Centro Camuno di Studi Preistorici, Intervistata da Daniele Marconcini per Lombardi nel Mondo ha illustrata la sua attività legata alle incisioni rupestri della Valcamonica inserite nel 1979 come primo sito italiano, nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO che rappresentano un luogo di fascino unico dove l’uomo e l’ambiente hanno interagito fin dalla Preistoria, caratterizzandola come “La Valle dei Segni”.

La Valcamonica possiede infatti una delle più grandi collezioni al mondo di petroglifi preistorici: oltre centoquaranta mila simboli e figure scolpite nella roccia nell’arco di circa otto mila anni, raffiguranti temi legati all’agricoltura, la navigazione, la guerra la magia. Un patrimonio distribuito lungo l’intera valle (tra le province di Bergamo e Brescia) che comprende oltre 180 località sparse su 24 comuni per un totale di oltre duemila rocce istoriate.

Attualmente sono otto i parchi che permettono di andare alla scoperta della Valle dei segni e della sua storia: una storia scritta sulla pietra, dove è possibile ammirare cacciatori, guerrieri e contadini, carri, aratri, cavalli, buoi, uccelli acquatici, capanni e torri medioevali. Le raffigurazioni sulle rocce tratteggiano momenti della vita quotidiana degli abitanti delle valli, scene di culto o di danza.

Il grande ciclo dell’arte camuna va dalla fine del Paleolitico superiore alla fine del I millennio a.C. Ma la pratica di incidere le rocce prosegue anche dopo la conquista della valle da parte dei Romani, giungendo fino all’epoca medioevale e moderna. Partendo dalle sponde del lago d’Iseo e risalendo la Valcamonica lungo il fiume Oglio, il primo sito che si incontra è il Parco Comunale delle incisioni rupestri di Luine dove si possono ammirare le più antiche incisioni rupestri del ciclo camuno, risalenti al periodo del mesolitico, divisi in tre percorsi diversi.

A eseguire le prime incisioni furono, probabilmente, cacciatori seminomadi che hanno abitato nella valle ricco territorio di caccia sul finire delle grandi glaciazioni. Successivamente la zona venne abbandonata per poi tornare a popolarsi e diventare luogo di culto e incisione verso la fine del Neolitico e soprattutto durante l’età del Bronzo e del Ferro. Risalendo la valle si arriva alla Riserva naturale delle incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo, Paspardo. Si tratta dell’area archeologica protetta più grande della Valcamonica, con oltre 550 pietre incise, distribuite su una superficie di circa 300 ettari.

La visita parte dal Museo didattico della riserva, con sede nel comune di Nadro, da dove è possibile proseguire per uno dei tre percorsi di vista che attraversano il parco: il percorso circolare di Foppe di Nardo, Campanine di Cimbergo (famosa per l’alta e finora unica concentrazione di arte rupestre di età storica) e l’area archeologica di Paspardo (a sua volta divisa in diverse sotto-aree a causa della grande estensione). Infine presso il Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica (Mupre), grazie ai numerosi scavi archeologici e alle ricerche condotte in valle negli ultimi 30 anni, è possibile conoscere e approfondire vari aspetti della vita quotidiana dei popoli che hanno abitato la valle nel corso dei secoli.

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