Invasione dell’Ucraina – diario di guerra del 27 febbraio 2022

dal corrispondente

della Consulta dei Lombardi nel Mondo

Domenica 27 febbraio – ore 7:00

Combattimenti nella notte nella capitale Kyiv per il controllo di due aeroporti: Hostomel e Vasilkovo. Gli ucraini avrebbero respinto le offensive, e sarebbero in controllo degli obiettivi (fonti internazionali e locali).

A Hostomel, una colonna delle forze speciali cecene (famose per la crudeltà estrema in battaglia) sarebbe stata distrutta (fonti militari).

A Vasilkovo, a seguito dell’esplosione di una raffineria su attacco missilistico russo, la qualità dell’aria sarebbe nella norma (fonte NEXTA).

A Kharkiv, bombardato del gasdotto. I gasdotti sono obiettivi strategici delle azioni militari russe (fonti internazionali).

I Rrussi prossimi a prendere il controllo di Mariupol.

Non si è (ancora?) verificata l’apertura del fronte “occidentale” per isolare Kyiv da Leopoli e dall’Europa, se non sporadiche azioni militari a Vinnitsia e allarmi nella notte a Rivne e Lutsk (fonti militari).

 

Domenica 27 febbraio – ore 9:30

Penetrati a Kharkiv, i russi stanno ora circondando le principali città dell’Ucraina: la capitale Kyiv e Kharkiv . Combattimenti in corso nelle due città (fonti internazionali).

I russi avrebbero circondato anche due importanti città nel sud del paese: Kherson e Berdiansk (fonti internazionali).

Ucraina e Russia stanno trattando su luogo delle trattative di pace (malgrado i russi continuino ad attaccare). Tra le possibili sedi: Bielorussia (non gradita a Kyiv per via della partecipazione di Minsk alle azioni militari), Azerbaijan o Turchia.

 

Domenica 27 febbraio – ore 13:00

Si continua a combattere nella capitale Kyiv (fonti internazionali).

L’esercito ucraino ha respinto l’attacco russo nella seconda città del paese, Kharkiv (fonte locale).

È apprensione per il contingente militare russo designato con la lettera “V”, ammassato di recente a Brest, in Bielorussia, al confine con la Polonia. Si pensa possa presto marciare in Ucraina per tagliare Kyiv da Leopoli e dall’Europa.

La Germania si aggiunge alla coalizione dei Paesi NATO che hanno inviato aiuti militari all’Ucraina. Gli altri paesi sono: Francia, Polonia, Lituania, Estonia, Belgio, Paesi Bassi, Grecia, Romania, oltre a Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada. Nella lista non risulta esserci né l’Italia, né la Turchia.

 

Domenica 27 febbraio – ore 15:00

Putin ha ordinato all’esercito di mobilitare la forza di deterrenza nucleare in risposta agli aiuti NATO per l’Ucraina.

Al via i negoziati di pace. Delegazioni di Ucraina e Russia si incontreranno domani al confine ucraino-bielorusso, presso il fiume Prypyat.

 

Domenica 27 febbraio – ore 16:30

In risposta alla decisione di Putin di preparare le armi nucleari, la NATO ha messo sotto stato di pronta azione la Forza di Reazione Rapida: 5 mila soldati da dislocare ai confini est dell’Alleanza Atlantica (fonti internazionali).

Il sindaco della capitale Kyiv ha dichiarato il respingimento dei tentativi di attacco russi, che però avrebbero distrutto l’An-225 Mriya, considerato l’aereo più grande del mondo, presso l’aeroporto di Hostomel (fonti locali).

Si continua a combattere nella seconda città dell’Ucraina, Kharkiv (fonti internazionali).

I russi avrebbero conquistato terreno sul fronte sud (fonti locali).

Delegazioni di Ucraina e Russia attese presso il confine ucraino-bielorusso, sul fiume Prypyat, per negoziati (fonti internazionali).

 

Domenica 27 febbraio – ore 20:30

Il fronte di guerra è rimasto sostanzialmente invariato rispetto a ieri, con gli ucraini a respingere attacchi russi e a mantenere il controllo della capitale Kyiv e della seconda città del paese Kharkiv (fonti internazionali).

Missili Iskander lanciati dalla Bielorussia hanno colpito le città di Zhytomir e Chernihiv, nel nord del paese (fonti locali, video https://twitter.com/nexta_tv/status/1497976393162018827?t=B_ZU_g6BJYKil9NpOKb-qg&s=19).

Putin ha innalzato il livello di preparazione degli incursori nucleari al massimo possibile (fonti internazionali).

La Turchia ha deciso di applicare le clausole della Convenzione di Montreux, che limiterà il traffico di navi militare russe in ingresso nel Mar Nero attraverso il Bosforo.

La NATO ha accelerato il dislocamento della Forza di Reazione Rapida nell’est dell’Unione Europea: 5 mila soldati sotto il comando della Francia a presidiare confine orientale di Polonia, Romania e Paesi Baltici (fonti internazionali militari).

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