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Iran: lo scenario tra guerra, diritto internazionale, ricadute economiche, umanitarie e conseguenze politiche

In uno scenario geopolitico sempre piu’ controverso, a livello globale, l’attacco di Usa e Israele al territorio iraniano, con l’uccisione del Leader storico della teocrazia iraniana Khamenei e di altri esponenti di vertice del regime islamico, propone una serie di valutazioni, al di la’ di quanto gli osservatori “neutrali” possano poi materialmente incidere sull’evolversi del conflitto.

1- Il diritto internazionale

Dopo il recente episodio Venezuelano, l’azione, e ancora di piu’ le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, hanno portato in prima pagina il problema della sopravvivenza stessa delle istituzioni sovranazionali nella gestione della geopolitica. E’ ormai evidente come i recenti conflitti, indipendentemente dai promotori, dalle cause, e dalle conseguenze, hanno di fatto abbandonato le strade della diplomazia internazionale, ponendo il tema di come tali organismi possano riprendere un ruolo che alcuni leader dei paesi piu’ potenti della Terra hanno di fatto azzerato. Nel merito, le reazioni dei paesi terzia da un lato hanno sottolineato come le azioni del passato del regime iraniano abbiano provocato l’offensiva. Dall’altro, tuttavia, non e’ possibile eludere il tema di un crescente scollamento sia a livello globale, sia a livello delle democrazie occidentali, del fronte che nel ventesimo secolo aveva consolidato lo schieramento geopolitico, tema amplificato dalla storica problematicita’ dell’area medioorientale e della questione israeliana

2- Gli obiettivi militari

Pur non essendo univoca, alla luce del pericolo nucleare che il presidente Trump ha evocato come motivo dell’atttacco, l’analisi degli esperti identifica nella prevenzione di una crescita della pressione militare verso occidente e un obiettivo di azzeramento dell’arsenale militare iraniano (missili a corto e lungo raggio, droni) l’obiettivo militare piu’ concreto, cui in secondo piano, al netto dei motivi umanitari, segue il ribaltamento del regime, esplicitamente menzionato nei discorsi di Trump, ma al momento lasciato “fisicamente” nelle mani dell’opposizione interna iraniana

3- il regime iraniano

Il regime stesso, decapitato nella figura del leader carismatico e di altri esponenti di vertice, e’ tuttavia una oligarchia militare che l’attacco ha messo di fronte ad un aut-aut, che al momento ha provocato una reazione drastica, che rievoca sia pure attualizzando gli scenari, la resistenza giapponese sul finire della seconda guerra mondiale. Le prossime settimane chiariranno se il popolo iraniano sara’ in grado di emergere dopo decenni di regime liberticida e riaffermare una propria identita’, con gli Usa che sostengono i monarchici del figlio dello Scia’ mentre l’Iran ha una forte tradizione repubblicana

4- la reazione nei confronti dei paesi arabi

Un per certi versi poco conveniente attacco nei confronti di paesi arabi, dall’Arabia Saudita agli Emirati, al Kuwait, che di fatto obbliga gli esponenti dei paesi islamici alla scelta di campo, pur in presenza di un nemico storico come Israele, a fronte di deliberati attacchi al proprio territorio, si tovano a dover gestire una non semplice neutralita’, almeno ufficialmente.

5- Gli italiani nell’area

Trascurando le polemiche interne, amplificate dall’episodio curioso (e in fase di chiarimento) legato alla presenza del Ministro della difesa Crosetto a Dubai per ragioni personali proprio nei giorni dell’attacco, il Ministro degli esteri Tajani, che ha gia’ aggiornato in commissione al Senato i gruppi parlamentari sulla situazione, conferma che la Farnesina sta pèredisponendo (alla luce della chiusura di molti hub e rotte aeree da e per l’oriente) itinerari alternativi che favoriscano la sicurezza ed il rientro dei cittadini italiani, siano essi turisti, residenti o in trasferta di studio e lavoro, sia dalle zone del conflitto che dalle aree dell’oriente asiatico le cui rotte di ritorno passavano per gli emirati.

6- le rotte del petrolio: lo stretto di Hormutz

Oltre alla gia’ accennata chiusura degli spazi aerei, che pone seri problemi alla mobilita’ internazionale, la crescente pericolosita’ delle rotte marittime dello stretto di Hormuz rischia di avere, se il conflitto si protrarra’ nel tempo , effetti pesanti sui mercati energetici, e ripercussioni in ogni caso visibili sui costi di logistica, oltre ad aver posto alla Cina, che da quelle rotte importa oltre il 40% del proprio fabbisogno petrolifero, un serio problema di approvvigionamento qualora il conflitto riducesse ad oltranza il flusso nei prossimi mesi.

7- il ruolo dell’Europa

Una Unione europea ed un Regno Unito in evidente difficolta’ che da un lato vedono con favore il rovesciamento del regime, ma dall’altro, non informati preventivamente dall’alleato Usa sull’attacco, si trovano a dover giustificare le propriemposizioni sia a livello internazionale che sul fronte interno. Starmer, dopo l’attacco alle proprie basi, non sa se pronunciarsi ufficialemte sul piano militare e temporeggia, incassando critiche da Trump a mezzo stampa, la spagna si dissocia dall’attacco, Macron punta al rafforzamento dell’arsenale militare francese, la Germania si schiera con gli Usa, Italia e UE invece temporeggiano anche nelle dichiarazioni ufficiali, ponendo l’accento piu’ sui temi umanitari che su quelli politici e militari della questione, generando ovviamente un dibattito politico interno acceso, sia pure su questioi formali e non sostanziali, visto il peso molto ridotto delle proprie capacita’ di azione nel merito.

8- quale evoluzione

Alla luce di uno scenario in costante divenire, si prospetta uno scenario preoccupante sia sul fronte delle conseguenze del conflitto, che sui riverberi economici in primis (aumento delle tariffe energetiche, possibile crescita dei prezzi ed aumento dell’inflazione nel breve e medio termine), sia sul piano politico, perche’ e’ evidente che il Presidente americano, almeno fino alla scadenza elettorale di novembre, potrebbe creare altre occasioni di collasso dei fragili e sempre piu’ impalpabili meccanismi istituzionali di governo della geopolitica internazionale.

Resta l’incognita delle azioni Russe e Cinesi, dove Putin, coincvolto nel conflitto Ucraino, ha evidenti difficolta’ politiche  emilitari a distogliere risorse dal fronte aperto per allargare la propria azione, mentre la Cina, che molti analisti vedevno sul punto di attivare in estremo oriente azioni durante questo 2026, si trova ora a dover fronteggiare i rischi di un repentino uragano alle proprie politiche industriali e commerciali, che creerebbero disagi ben piu’ ampi di potenziale benefici di un’azione nei confronti di Taiwan.

Ci auguriamo comunque, visto che i conflitti hanno un elevato costo di vite umane, che prevalga una logica di dialogo e soluzione, anche se al momento lo scenario ha contorni ben diversi.

9- Come agire in caso di necessita’

Ecco i contatti completi e aggiornati dell’Unità di Crisi della Farnesina e delle rappresentanze diplomatiche per l’emergenza in corso.

  1. Unità di Crisi – Ministero degli Esteri (Roma)
    L’Unità di Crisi è il punto centrale per il coordinamento dei rimpatri e la segnalazione di emergenze.
  • Numero di Emergenza h24: +39 06 36225 (attivo per chiamate dall’Italia e dall’estero).
  • Sito Web: www.viaggiaresicuri.it (per avvisi in tempo reale).
  • Registrazione Spostamenti: www.dovesiamonelmondo.it (fondamentale per essere rintracciati).
  • App Ufficiale: Scarica l’app “Unità di Crisi” (disponibile su App Store e Google Play) per ricevere notifiche push sulla sicurezza.
  1. Ambasciata d’Italia a Teheran (Iran)
    Per chi si trova in territorio iraniano e necessita di assistenza immediata o documenti di viaggio d’emergenza (ETD).
  • Indirizzo: Neauphle-le-Château Ave, 81 – Teheran.
  • Centralino: +98 (0)21 6672 6955 / +98 (0)21 6672 6956.
  • Cellulare di Emergenza (h24): +98 912 1035927 (da utilizzare solo per reali emergenze).
  • Email: segreteria.teheran@esteri.it
  1. Altri Contatti Utili nella Regione
    Data l’estensione della crisi ad altri paesi del Golfo e del Medio Oriente:
  • Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi (EAU): +971 2 4435622 (Emergenza: +971 50 8181930).
  • Consolato Generale a Dubai (EAU): +971 4 3314200 (Emergenza: +971 50 6563346).
  • Ambasciata d’Italia ad Amman (Giordania): +962 6 4638306 (Emergenza: +962 79 5550971).
    Azioni Raccomandate:
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  • Segui i canali Social: Monitora gli account X (Twitter) di @ItalyinIran e @MinisteroEsteri.
    Nota: Se hai difficoltà a contattare i numeri locali a causa di blackout delle comunicazioni, prova a contattare parenti in Italia chiedendo loro di chiamare il numero di Roma (+39 06 36225) per tuo conto.
Tazio Tenca
Author: Tazio Tenca

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