La Kosme di Roverbella. Ridare lavoro ai Mantovani — Lombardi nel Mondo

La Kosme di Roverbella. Ridare lavoro ai Mantovani

Dal caso Kosme un appello al premier Matteo Renzi perché vengano inserite delle garanzie e delle pratiche democratiche in tema di difesa del lavoro in Italia e all’estero durate il semestre della Presidenza italiana

Una multinazionale,magari con un fatturato di qualche miliardo di euro, che decide di chiudere una piccola azienda controllata non si puo’ affrontare solo con degli scioperi seguiti da Consigli Comunali aperti, tavoli provinciali,lettere al giornale e risottate di solidarietà in attesa che qualche sottosegretario di governo si prenda la briga  di affrontare l’ennesima crisi aziendale che gli viene segnalata dai vari territori .Dipendenti sindacati, amministratori pubblici e territori rischiano di trovarsi impotenti di fronte ad un interlocutore, la multinazionale che è lontana anni luce e che magari si fa rappresentare da amministratori senza una reale capacità decisionale e che con metodi spicci annuncia di voler tagliare dei posti di lavoro e magari di chiudere l’azienda. Quanto raccontato potrebbe accadere a rigor di logica in qualche territorio depresso dell’Unione Europea e invece succede a Mantova in Lombardia, dove la ricchezza procapite è superiore alla Baviera e dove ai bei tempi la disoccupazione era la 3 per cento. La multinazionale in questione è la tedesca Krones Ag di Neutraubling e l’azienda che si vuole brutalmente ridimensionata è la Kosme di Roverbella di Mantova (che tra l ‘altro è il mio Comune e dove ho fatto il Sindaco.). Un’azienda sana,una eccellezza locale che fatturava nel 2011 bel 150 milioni di euro finita nella mani di una multinazionale per poi rischiare di essere fatta a pezzi a causa di un gestione disastrosa, lasciando a casa centinaia di giovani e sul lastrico altrettante famiglie senza avere la possibilità di discutere. Anzi facendo scattare subito delle intimidazioni, annunciando ai lavoratori chi poteva essere o meno oggetto della messa in mobilità ,bloccando l’entrata in azienda al Sindaco del Comune di Roverbella ,piazzando dei vigilantes e registrando un tentativo di scontro con un sindacalista,subito dopo l’entrata in sciopero di quasi tutti i lavoratori. Ora questo non te lo puoi aspettare da un’azienda che ha 11 mila dipendenti e due miliardi e mezzo di fatturato che sei vai sulle sia sul suo sito che sulle pagine facebook ha una bella immagine di multinazionale politicamente corretta con tanti visi di lavoratori sorridenti e con un’aurea di una azienda che segue i principi della responsabilità sociale e di civili rapporti con sindacati e dipendenti. E ti viene subito in mente che i governanti tedeschi non mancano mai di ricordarci a noi italiani che dobbiamo fare delle riforme ,attuare un rigore economico, fare sacrifici e allinearci ai loro standard. Ci danno tante lezioni, a volte forse meritate, e poi le loro multinazionali si comportano in questo modo? Ora forse Mantova non sarà l’ombelico del mondo e la vicenda Kosme forse non la piu’ grave, eppure per noi è una questione nazionale ed europea. Se vogliamo costruire una nuova Europa dove i territori possano inteloquire alla pari anche con le multinazionali,occorre che questa vicenda trovi risonanza preso le nostre comunità italiane all’estero,presso le istituzioni europee e che venga attuato durante il semestre europeo una vasta riforma che garantisca i lavoratori e le aziende italiane in tutta l ‘Unione Europea e che paesi come la Germania si assumano la principale responsabilità di garantire territori e popolazioni dove le crisi economiche sono piu’ forti, specialmente quando vi siamo di mezzo delle multinazionali. Questo facendo anche in modo che la reputazione sociale debba essere considerata tra i parametri di un’azienda verificando nei fatti se viene attuata una politica di reponsabilità sociale. Un appello che mi auguro venga colto dal premier Matteo Renzi ,inserendo delle garanzie e delle pratiche democratiche in tema di difesa del lavoro in Italia e all’estero durate il semestre della Presidenza italiana, favorendo una sinergia tra le nostre Comunità all’estero, i parlamentari eletti all’estero e i nostri rappresentanti presso l’Europarlamento . Tra i tanti banchi di prova chiediamo che si inizi anche dalla Kosme, 400 dipendenti di cui la metà rischia il licenziamento, obbligando la multinazionale Krones a sedersi e a trattare e dando voce ad vicenda che sembra essere sfuggita di mano all’azienda che chiede paradossalmente ai dipendenti di non andare in ferie per completare le commesse, prima di mandarli in mobilità e di non rilasciare dichiarazioni alla stampa alla faccia della democrazia.

Ps. In una situazione cosi nella finale della Coppa del Mondo non potevamo a Mantova che tifare Argentina, anche se alla fine ha vinto la Germania.

Daniele Marconcini, Presidente dei Mantovani nel Mondo Onlus

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