La Rocca Sforzesca di Soncino
A Soncino (CR), tra campi, cascine e il fiume Oglio, c’è un borgo affascinante con una straordinaria rocca-castello di stampo difensivo-militare a forma quadrata (quattro torri di cui tre di pianta quadrata e una circolare) riconducibile al XV secolo. La costruzione, di indubbio valore storico per la Lombardia, si può ammirare proprio nel centro abitato del suggestivo borgo.
Nella seconda metà del Quattrocento, la rocca svolse un fondamentale e importante ruolo difensivo per la sua prossimità al fiume Oglio, all’epoca naturale linea di difesa dei confini orientali del Ducato di Milano e dalla Repubblica Veneta. Infatti, nel 1460, Francesco Sforza fece aggiungere alla cintura murata medievale una serie di torrioni cilindrici. Circa un decennio dopo, la concezione a natura difensiva venne ripresa da Galeazzo Maria Sforza che ordinò la ricostruzione della rocca, ancora oggi splendida realtà storica e culturale tra le più importanti a livello nazionale e per la Lombardia in tema di architettura fortificata.
La concezione architettonica della rocca si differenzia nettamente da quella di castello medievale, sia per lo scopo esclusivamente militare (quindi escludeva l’aspetto residenziale-abitativo) e sia per le fortificazioni: muraglie, bassi torrioni, ponte levatoio, rivellini profondi fossati e camminamenti a tratti anche sporgenti, ben concepiti da alcuni tra i più noti architetti militari del periodo sforzesco: Serafino Gavazzi, Bartolomeo Gadio e Danesio Maineri.
Dopo la caduta degli Sforza, la rocca passò dapprima ai Veneziani, quindi ai Francesi e agli Spagnoli ciascuno dei quali apportò inevitabili rimaneggiamenti. Alla fine dell’Ottocento, con la morte del marchese Massimiliano Cesare Stampa (ultimo proprietario) si estinse il casato Stampa. Come conseguenza, eredità e titolo passarono alla famiglia milanese dei Casati che vi aggiunsero il cognome degli avi, dando così origine alla casata Casati-Stampa di Soncino. Nel 1896, causa il degrado architettonico, il Comune di Soncino approvò i lavori di restauro della rocca, incaricando l’architetto (caposcuola del metodo “storico”) Luca Beltrami che riportò il fortilizio alla sua splendida architettura originale, successivamente negli anni, destinata a Museo e Scuola di artigianato e arte che nel 1957, grazie ai propri studenti, ricostruì e pose in opera caratteristico ponte levatoio dell’ingresso occidentale del rivellino. Importanti lavori di restauro furono anche intrapresi su progetto degli architetti Antonio Faranda e Gianni Perbellini in particolare nel consolidamento delle cortine murarie e riordino dei fossati.
Negli anni, l’attenzione dovuta alla storica rocca non venne mai tralasciata (ripristino dell’incamiciatura e della merlatura sul lato orientale) tant’è che ulteriori interventi si realizzarono anche nell’ambito del piano di valorizzazione e conservazione dell’antico centro del Borgo di Soncino.
Grazie alla cura dedicata alla storica rocca, cittadini, turisti e appassionati d’architettura militare possono ammirarne la bellezza artistica e architettonica-difensiva; fruire del Museo e prendere parte alle molteplici attività culturali periodicamente organizzate.




