Lampedusa, l’abbraccio del Papa: “I morti in mare vittime dell’indifferenza e delle decisioni mancate. Accogliere è un dovere”
Isola di Lampedusa – sabato 4 luglio 2026 – La storica visita pastorale di Papa Leone XIV, è stata compiuta sulle orme della precedente di Papa Francesco che nel 2013 scelse Lampedusa come sua primissima meta pastorale. Il viaggio ha simbolicamente coinciso con il giorno dell’Indipendenza negli Stati Uniti, terra d’origine di Leone XIV.
Fin dalle prime ore del mattino, la giornata è stata densa di momenti simbolici, messaggi ecclesiali e politici molto chiari, diretti verso le istituzioni mondiali. Le tappe principali della giornata del Pontefice sono iniziate con l’omaggio al cimitero locale per deporre una corona di fiori e sostare in preghiera silenziosa davanti alle tombe dei migranti, in particolare quelle dei bambini.
La Porta d’Europa: il Pontefice, in raccoglimento, ha attraversato la “Porta di Lampedusa – d’Europa“, il monumento di Mimmo Paladino eretto alla memoria delle migliaia di persone che hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. “La Porta” è un memoriale a cielo aperto eretto sul promontorio di Cavallo Bianco (la punta più a sud dell’isola), proprio di fronte al mare da cui arrivano le imbarcazioni della speranza, gremite di migranti. La struttura (alta circa 5metri e larga 3) rappresenta il passaggio-confine più meridionale, punto di contatto e ingresso per l’Europa per tutti coloro che vi intravedono l’inizio di una speranza di vita, alla fine di un viaggio drammatico.
Molo Favaloro: qui Leone XIV ha benedetto una targa commemorativa che intitola formalmente il molo proprio a Papa Francesco, come tributo al legame indissolubile stretto dal suo predecessore con l’isola.
La Messa di Papa Leone si è tenuta al campo sportivo “Arena” davanti a circa 4mila persone, tra isolani, volontari, autorità e migranti. L’omelia di Leone XIV ha unito una profonda dimensione pastorale a un forte monito geopolitico, muovendosi su tre direttrici principali: la denuncia delle “decisioni mancate” come forte atto d’accusa sulla gestione dei flussi migratori – “I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate“. Il Papa ha esortato a non “passare oltre” davanti al dolore altrui, condannando l’indifferenza e la paura di contaminarsi nel contatto con l’altro. Il richiamo all’Europa: Leone XIV ha ricordato che il continente si trova di fronte a una responsabilità epocale. Ha chiesto ai leader europei di superare la logica dell’emergenza immediata per dare una forma “spirituale, giuridica e politica alla civiltà dell’amore“, integrando i soccorsi con piani strategici a lungo termine nei paesi d’origine. Il parallelismo con gli Stati Uniti: essendo il primo Papa statunitense della storia, la scelta della data non è stata casuale. Alla vigilia del viaggio ha ricordato come gli immigrati abbiano “plasmato il futuro degli Stati Uniti“, lanciando un messaggio implicito ma chiarissimo alle politiche di chiusura globali.
Il Pontefice ha infine elogiato e ringraziato calorosamente le comunità di Lampedusa e Linosa per la “prossimità e l’accoglienza” dimostrata in tutti questi anni, raccomandando agli abitanti di non permettere che si innalzi un – “muro invisibile fra il mare dei naufraghi e quello dei vacanzieri“, difendendo la doppia anima dell’isola, sospesa tra solidarietà e vocazione turistica. (fonte/foto/video – Vatican news)






