Piccoli azionisti Telecom contro Luca Luciani — Lombardi nel Mondo

Piccoli azionisti Telecom contro Luca Luciani

“L’Amministratore Delegato di Tim Brasil sta contrattando una buonuscita miliardaria da Telecom Italia. Ma i piccoli azionisti vogliono che invece paghi i danni. Articolo tratto da Zeusnews con commento di Marco Stella

Luca Luciani, secondo le indiscrezioni riportate da molti organi di informazione, starebbe contrattando un’uscita consensuale dal gruppo Telecom Italia.

Le sue dimissioni da amministratore delegato della società brasiliana del gruppo, Tim Brasil, avverrebbero ovviamente in cambio della proverbiale “paccata di milioni”, almeno 5 milioni di euro.

Per Luciani e per Telecom le dimissioni sarebbero una via di uscita elegante per lo scandalo delle SIM false: milioni di Sim attribuite a personaggi di fantasia o a persone ignare ma mai realmente funzionanti, attivate solo per far numero e utilizzate, a volte, persino da personaggi legati alla criminalità o comunque tenute attive artificialmente con meccanismi fraudolenti.

Sono queste, infatti, le ipotesi di reato su cui lavora il PM Alfredo Robledo di Milano, lo stesso che sta indagando sui soldi della Lega Nord.

I piccoli azionisti di Telecom Italia, raggruppati nell’ASATI chiedono però l’esatto contrario di quanto richiesto da Luciani: che – cioè – i manager indagati paghino per i danni arrecati al gruppo.

Gli azionisti sono pronti a dare battaglia nella prossima assemblea, che si svolgerà il prossimo 15 maggio a Rozzano (MI).

Il loro programma si può sintetizzare così:

– abolizione del Long Plan Incentive di 15 milioni di Euro per i 40 dirigenti considerati risorse strategiche;

– distribuzione degli eventuali bonus solo a fine piano 2012-2014, a fronte di effettivi risultati e di un debito della società più contenuto;

– recupero dei bonus e degli incentivi elargiti negli anni 2005-2008 a tutti i dirigenti che hanno compiuto attività illecite (come emerso dalle indagini della magistratura) e che hanno percepito in quel periodo diverse decine di milioni di Euro a fronte di obiettivi fittizi;

– riacquisizione nella società di tutte quelle attività date in outsourcing, anche all’estero, come il servizio clienti, il 187, il 119, il 191, e delle consulenze non strategiche espletabili mediante il personale sociale.”

Fonte: Zeus News di Gualtiero Ripoldi

Commento:

La TIM negli ultimi anni era riuscita a raggiungere il secondo posto nella classifica delle imprese di telecomunicazione con una rapida scalata aumentando così velocemente il proprio valore in borsa. Si è capito dunque come questa scalata è stata resa possibile.

La notizia, che si è rapidamente diffusa in Brasile, è particolarmente dannosa per noi italiani nel mondo, per noi italiani onesti, che con molta difficoltà ci dobbiamo difendere dal secolare preconcetto che ci vede come un popolo di furbetti e mafiosi. Le comunità di italiani nel mondo dovrebbero vigilare ed essere i primi a condannare atteggiamenti del genere che non fanno che arrecar danno all’immagine di tutti quegli italiani che lavorano onestamente lontani dalla propria Patria.

Marco Stella, Rio de Janeiro

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martedì 28 Gennaio, 2020