Riprendono le presentazioni del libro: “Il Made in Italy delle Donne – La canzone di Marinella”

 

di Ketty Carraffa

Il lock down per la pandemia da coronavirus aveva purtroppo bloccato ogni attività sociale, da quelle della produzione a quelle culturali. In questi giorni d’estate, fortunatamente, molte sono le iniziative che ricominciano a svolgersi, con tutte le precauzioni, in location sia all’aperto, che al chiuso.

Gli ultimi quattro mesi sono stati comunque un’occasione per riflettere sulle opportunità e per instaurare nuovi rapporti di collaborazione e di condivisione, utilizzando ancora di più gli strumenti digitali, per restare collegati non solo col mondo ma anche con persone a noi vicine ma irraggiungibili.

Sono giorni di ripresa, non solo nel mondo industriale, ma anche in quello culturale e, nel mio caso, mi fa piacere condividere la ripartenza delle presentazioni del mio libro, finalmente “dal vivo”, legate alla valorizzazione del Made in Italy, con l’evento itinerante “Il Made in Italy è la nostra passione”, in giro per l’Italia.

Tutti noi avevamo dovuto interrompere le manifestazioni culturali programmate anche sino a settembre, dal mese di febbraio in ogni parte del globo, (con gravi conseguenze economiche), ora, a metà luglio, possiamo dire che, pur non tornando alla “normalità”, un timido passo nella riconquista di spazi culturali e di socialità, si sta attivando.

Prima on line e ora anche in presenza, sono ripresi gli eventi di presentazione del mio libro “Il Made in Italy delle donne – La canzone di Marinella – Le donne imprenditrici di se stesse”, presentato il 25 novembre 2019 con il Patrocinio del Comune di Milano e dedicato alle donne vittime di violenza, con racconti e interviste di donne che ce l’hanno fatta, in ogni campo della nostra società.

La prima presentazione del nuovo corso, si è svolta con l’organizzazione della Biblioteca di Cermenate (CO), e la partecipazione, oltre che della sottoscritta, della Consigliera comunale con delega alla Cultura, Elena Corengia e con il supporto di Alida e Armedina, le “Sfogliatelle”, che hanno avuto il compito di intervistarmi sui contenuti del libro e del Progetto e il prossimo evento sarà il 24 luglio, a Mariano Comense.

Il sottotitolo del libro prende spunto da: “La canzone di Marinella”, la ballata di Fabrizio De André, che racconta la storia di una donna, uccisa, quindi vittima di femminicidio, e si snoda con il tema della Musica e dei messaggi alle nuove generazioni, con l’intervista a Dori Ghezzi, mettendo in contrapposizione l’opera di “Faber” rispetto al talento dei nuovi artisti, adorati dal pubblico dei giovanissimi.

Il progetto comprende anche la cover che ho realizzato de La canzone di Marinella, per proseguire con la sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, con eventi che coinvolgono un pubblico sempre più vasto ma attento all’innovazione della Comunicazione.

“Il Made in Italy delle donne”, racconta storie di protagoniste, anche non “italiane”, che hanno deciso di vivere in Italia la loro esperienza di vita e lavorativa, non semplicemente esaltando le “virtù” e prerogative tipicamente italiane adottate in ogni parte del globo, ma proponendo come valido esempio la ricerca della “bellezza” e dello stile italiano apprezzato in tutto il mondo da secoli.

Il saggio è un collegamento ai precedenti Progetti e libri, cominciati nel 2011, da “Come le mimose. Storie di donne vittime di discriminazioni nei luoghi di lavoro”, a “Come Marilyn da quando non c’è più. Cinquant’anni di lavoro e valore al femminile”, a “Le donne, acqua nel deserto – Quattro storie in positivo, di donne vittime di ogni forma di violenza”, e al Riconoscimento Internazionale ad artisti e protagonisti della società civile, partito e presentato il 25 novembre 2015.

Il collegamento rispecchia le peculiarità al femminile, dalle sfere del talento delle donne in ogni ambito della vita sociale e lavorativa, proseguendo sul tema dei diritti con un’opera di divulgazione, contro la violenza sulle donne, non solo nelle date “canoniche e simbolo” del 8 marzo o 25 novembre, ma invitando a essere sensibili tutti i giorni dell’anno, per l’educazione al rispetto delle nuove generazioni.

Le interviste sono dedicate alla presenza assordante del silenzio delle donne che non possono più raccontarsi, perché vittime di violenza o femminicidio, e ai loro figli, che affronteranno il futuro senza le loro mamme, nel buio della grande e assoluta assenza, con il ricordo sempre più flebile, al quale saranno perennemente aggrappati…

La mia dedica alle donne vittime di violenza, in questo libro, è ispirata dalla “Canzone di Marinella”, la ballata/bolero di Fabrizio De André, (scritta e composta nel 1962 con l’arrangiamento musicale del Maestro Gian Piero Reverberi); la prima canzone in assoluto che ho imparato a cantare da bambina, (scritta nell’anno della mia nascita, che mi ha insegnato la mia mamma, insieme alla grande ammirazione per il poeta genovese), e dalla quale, ho immediatamente percepito una grande energia e che ora, con la mia cover, è la seconda sigla dei un progetto di sensibilizzazione, dopo “Gracias a la vida”, del 2015.

Questo brano è un dolce omaggio del cantautore, a una donna che si può dire oggi “vittima di femminicidio”, termine che ancora il computer sottolinea in rosso perché non riconosciuto e che in molti e molte non utilizzano ancora per le uccisioni delle donne in quanto donne. La canzone di Marinella, (lei era probabilmente una ragazza uccisa e gettata in un fiume alle porte di Milano negli anni ‘50), è stato il gancio per partire a occuparmi come reporter, di temi al femminile, in particolar modo scrivendo di molte Marinella, troppe, che ogni due giorni in Italia sono uccise dai loro mariti, compagni, padri o fratelli, che non avranno mai più voce e delle quali non si conoscerà mai la storia, tranne che per poche ore, come protagoniste di meri fatti di cronaca nera.

Sono donne e storie senza tempo, invisibili, sulle quali si concentra l’attenzione dell’informazione a volte morbosa, la cui narrazione non prende in considerazione il reato e l’aggressore, (l’uomo), ma la vita della vittime, cercando giustificazioni o scavando fantomatiche colpe delle vittime…

Non potevo immaginare che nel corso degli anni, avrei potuto incontrare l’autore del brano da me tanto amato e che sarebbe stato, in seguito, il legame primario del mio impegno civile e sociale sui diritti delle donne, delle bambine e dei bambini.

Il libro contiene le storie di 18 donne, a partire dai racconti reali delle mie radici, con le nonne (e i nonni) emigrati dalla Puglia a Milano, l’incontro dei miei genitori e l’impegno politico e sociale da sempre messo in pratica, alla ricerca della tutela dei più deboli, con positività e impegno nel futuro e nelle prospettive di opportunità.

La prefazione è curata da Manuela Barbarossa, Psicoterapeuta e Presidente dell’Associazione Vittime della Strada, che concentra il suo intervento sull’invidia e la cattiveria, spesso insita nelle donne in competizione con le altre donne; a seguire vi è il contributo dell’Avvocato del Lavoro Rolando Dubini, con un pezzo legato alla Sicurezza sul lavoro delle donne lavoratrici, e le interviste, dopo quella a Dori Ghezzi, a: Madlena Zepter, ambasciatrice della cultura e dell’Arte nel mondo, nonché grande mecenate che ha fondato con il marito l’azienda Zepter International, alla Dottoressa della Clinica Mangiagalli di Milano, Alessandra Kustermann e le Dotttoresse del Reparto Senologia, all’artista internazionale di Firenze, Elisabetta Rogai, (che dipinge con il vino, suo è il “drappellone” del Palio di Siena del 2015), alla fashion/art/designer Gisella Scibona, siciliana, dallo stile ricercato nella tecnica e nell’utilizzo dei tessuti, che riproduce abiti come opere d’arte, alla stilista Mariana Mill, Giordana Mill, Vice presidente Zepter International, all’artista Carla Tolomeo e a rappresentanti della società civile e imprenditoriale, con l’adesione di numerose associazioni solidali.

Riprende così il “tour” di presentazioni ed eventi collegati, che mi porteranno in tutta Italia e nel mondo, con il valore del più profondo Made in Italy solidale delle donne e la valorizzazione della solidarietà femminile e maschile alle donne vittime di violenza. In concreto, la sponsorizzazione solidale, da parte dei brand o associazioni, durante gli eventi organizzati e la vendita del libro, porteranno a contribuire al pagamento delle spese di 4 donne vittime di violenza domestica, che stanno portando avanti le loro cause di denuncia e alle quali cerco di dare il mio supporto sin dal2015, con il Progetto e libro “Le donne, acqua nel deserto”.

Con il Format dell’evento itinerante “Il Made in Italy è la nostra passione”, che valorizza il territorio lombardo e nazionale su molti fronti e il nuovo libro, propongo una visione di un Made in Italy tutto al femminile, nello specifico delle donne: culturale, sociale e imprenditoriale.

Per informazioni e contatti, per organizzare un evento dedicato al Made in Italy e ricevere il libro a casa, accompagnato dal vino prodotto da una delle protagoniste del libro, potete scrivere a Ketty Carraffa, mail kettyk62@gmail.com, o telefonare al 3382610554. (Il costo del libro è di 12 euro + spese di spedizione).