Lombardia, spettacolo della natura da conoscere e vedere
La Lombardia è senza ombra di dubbio una delle regioni più belle d’Italia, ricca di paesaggi, montagne, fiumi, vallate, borghi, storia, arte, cultura, musei e tradizioni da conoscere e scoprire. Tra queste, solo per citarne alcune, brilla per importanza il Duomo di Milano, la cattedrale dell’arcidiocesi di Milano, monumento nazionale italiano di arte neogotica più grande al mondo, dedicata santa Maria Nascente. La sua costruzione iniziò nel 1386 per essere infine completata nel 1965. Imponenete con le sue guglie che si stagliano verso il cielo, il Duomo riflette l’ambizione e la maestria architettonica attraverso le diverse epoche che si sono susseguite nel tempo. Con una superficie interna di 11.700 metri quadrati, 135 guglie e oltre 3.400 statue, il Duomo è un capolavoro dell’arte gotica ma anche luogo di culto che da ogni partedel mondo, attrae milioni di visitatori. Dalle sue Terrazze è possibile ammirare il fitto ricamo di guglie, archi rampanti, pinnacoli e statue, nonché un panora unico sulla città. La guglia Carelli, la più antica del Duomo (1397-1404). Tra le bellissime statue, molto interessanti e particolari sono quelle ubicate nella parte sud della falconatura della facciata, risalenti al rifacinto del 1911-1935 che raffigurano gli Sport, inconsueto esempio di arte statuaria degli anni ’30. Sulla Guglia maggiore, punto più alto della Cattedrale, regna La Madonnina del Duomo. La Statua “dorata”, inaugurata il 30 dicembre 1774 è alta 4,16 metri, disegnata dallo scultore Giuseppe Perego, quindi fusa dall’orafo Giuseppe Bini. Il Grande Museo del Duomo di Milano, all’interno di Palazzo Reale (sul fianco destro del Duomo) preseta e ospita i Tesori del Duomo, la ricchissima collezione di opere d’arte di orificeria e altri capolavori artistici testimonianza di oltre 1500 anni di storia della Chiesa milanese; inoltre annovera esemplari originali di pregevoli sculture, dipinti, arazzi e vetrate che testimoniano l’intera storia della cattedrale.

La Lombardia è la regione italiana con il maggior numero di aree tutelate dall’United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization (UNESCO). Nel 1979 l’Arte rupestre della Valle Camonica è stato il primo sito italiano a ottenere il riconoscimento UNESCO. Tra i simboli più celebri, eredità del popolo preistorico dei camuni, vi è la Rosa Camuna, stilizzata nel 1975 come simbolo dell’identità lombarda e dal 2019 vessillo ufficiale della Regione Lombardia, derivato da un’antica incisione rupestre della Valcamonica risalente all’età del ferro (il millennio aC.). Alla Rosa Camuna è associato il Riconoscimento-Premio annuale conferito dalla massima Istituzione regionale lombarda a persone ed enti che si sono distinti per l’impegno economico, sociale, culturale e sportivo. Il Patrimonio UNESCO della Lombardia consiste in:
10 siti: L’arte rupestre della Valle Camonica; Chiesa e convento dominicano di Santa Maria delle Grazie con “L’ultima Cena” di Leonardo da Vinci; Villaggio operaio di Crespi d’Adda; Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia; Ferrovia Retica nel paesaggio dell’Albula e del Bernina; Mantova e Sabbioneta; Monte San Giorgio; I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568/774 d.c.); Siti palafitticoli prestorici dell’arco alpino; Bergamo e le opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra – Stato da Mar occidentale
7 patrimoni immateriali: Saperi e saper fare liutario della tradizione cremonese; L’arte dei muretti a secco; Transumanza alpina in Lombardia; Cerca e cavatura del tartufo in Italia. Saperi e pratiche tradizionali; Arte campanaria tradizionale; La pratica del canto lirico in Italia; Tocatì: programma di salvaguardia di giochi e sport tradizionali
3 Riserve della Biosfera (Programma MAB): Ticino Val Grande Verbano; Valle Camonica-Alto Sebino; Po Grande
3 città creative UNESCO: Milano, Bergamo e Como
Mantova, patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO e Capitale della Cultura Italiana nel 2016
La fondazione di Mantova è avvolta nel mito. Secondo la tradizione greca, la città prende il nome da Manto, figlia dell’indovino tebano Tiresia, che fuggì da Tebe e approdò nell’attuale territorio mantovano, allora paludoso. Qui, secondo la leggenda, creò un lago con le sue lacrime e, sposando la divinità fluviale Tybris, diede alla luce Ocno, che fondò la città chiamandola Mantova in onore della madre. Un seconda versione invece lega la fondazione a Tarconte, derivante dal dio etrusco Mantus. Dal XIV secolo, la città passò sotto il dominio dei Gonzaga, iniziando con Luigi Gonzaga nel 1318. I Gonzaga trasformarono Mantova in una città-corte di grande splendore, costruendo nuove mura, palazzi e rinnovando l’architettura urbana. Il periodo di massimo splendore fu durante il Rinascimento, con Federico II Gonzaga primo duca di Mantova nel 1530, che commissionò il celebre Palazzo Te Mantova divenne così un importante centro artistico e culturale, con un connubio di palazzi rinascimentali, edifici medievali e architetture neoclassiche. La linea dei Gonzaga si estinse nel 1627 con Vincenzo II, e la città passò sotto nuovi dominatori, tra cui gli Austriaci, che contribuirono alla rinascita culturale escientifica con la costruzione di teatri e accademie. Nel 1866, Mantova fu unita al Regno d’Italia, entrando a far parte della moderna nazione italiana
Mantova oggi conserva un centro storico perfettamente preservato, circondato da laghi e ricco di testimonianze artistiche e architettoniche che la rendono una delle città d’arte più importanti della Lombardia.

Il Lago di Como o Lario è di origine fluvio-glaciale ricadente nei territori appartenenti alle province di Como e Lecco per formre una “Y” capovolta con tre rami sottili che convergono in corrispondenza dell’epicentro dellastupenda Bellagio con la sua particolare punta nota come “spartivento”. Posto a circa 50km a nord di Milano è il lago più profondo della nostra penisola, quello con maggiore estensione perimetrale e il terzo per superficie e volume. Le cave di marmo presenti nei dintorni del lago sono state essenziali per quanto riguarda la tradizione lombarda di scultori, scalpellini e architetti anche nella storia della fabbrica del Duomo di Milano. Nel 2014 il Lago di Como è stato definito come il più bello del mondo da alcuni vari quotidiani statunitense per il suo microclima e per la presenza di prestigiose ville e incantevoli borghi, residnze di alcuni celebri attori statunitensi e non solo.
Monte Isola, posizionata nel cuore del Lago d’Iseo è la più grande isola lacustre d’Italia, una delle più estese d’Europa. Una vera perla naturale, luogo affascinante caratterizzato da incantevoli paesaggi, pittoreschi borghi e sentieri che invitano a lunghe passeggiate. Fino al 1928 contava due municipalità: Siviano e Peschiera Maraglio. A seguito dell’unione avvenuta nel 1929 il Comune è stato denominato Monte Isola, formato da diverse località: Siviano (sede comunale con la scuola elementare e media, e l’ufficio postale), Carzano, Novale, Porto di Siviano, Masse, Sinchignano, Olzano, Sensole, Peschiera Maraglio, Senzano, Menzino, Cure. Monte Isola ha una secolare tradizione nella fabbricazione delle reti da pesca e nella costruzione delle barche in legno. Fino agli anni settanta del Novecento si trattava infatti di uno dei principali produttori mondiali di reti da pesca, ma successivamente ha subito la schiacciante concorrenza dei fabbricanti industriali giapponesi; ancora oggi, tuttavia, è possibile vedere quanto resta di quella nobile tradizione artigianale.
Castelli di Lombardia: la Lombardia è una delle regioni italiane con il maggior numero di castelli, famosa proprio per il consitente numero di fortezze medievali. Si stima che la regione ospiti più di 200 castelli distribuiti in pianura e montagne. Il Castello Sforzesco di Milano è il più grande e famoso isieme a molti altri affascinanti come il castello di Soncino, un pregevole esempio di fortezza medievale ben conservata. Il Castello di Malpaga è molto capprezzato sia per la sruttura archtetonica, sia per le splendide affreschi rinascimentali; si trova nel Parco del Serio. 
Il Parco di Monza è un’altra tra le tante bellezze di Lombardia noto anche per essere il più grande parco recintato d’Europa, che poco ha da invidiare rispetto ai blasonati Versailles o Caserta. Considerato il gioiello verde di Monza, è nato nel 1805 con editto Napoleonico a tenuta agricola modello e riserva di caccia. La storia narra che la costruzione iniziò nel 1806 su desiderio di Giuseppina Bonaparte che chiese al figlio, vicerè Eugenio di Beauharnais, di costruire un parco più grande di quello di Versailles. Il desiderio fu esaudito e il Parco di Monza, 700 ettari di verde, da allora supera quello francese di ben 450 ettari. Progettato da Luigi Canonica, allievo di Piermarini, il Parco conta una cinta muraria di oltre 14 km, il più esteso parco cintato d’Europa. Al suo interno vi sono tre zone principali: vicino alla Villa Reale, a sud, troviamo giardini e campagna aperta; a nord c’è invece il “Bosco Bello” un tempo utilizzato per la caccia; infine la fascia lungo il fiume, con vegetazione da zona umida. Il viale Mirabello e del Gernetto collegano le tre zone da Nord a Sud, fino al Rondò della Stella, proprio al centro del Bosco Bello.

Il parco è anche un’oasi sicura, per le tante specie animali e vegetali che lo abitano. Oggi, percorrendo i suoi antichi viali è possibile osservare un piccolo concentrato di quello che era il paesaggio della Brianza ottocentesca: boschi, prati, coltivi, il Lambro, le cascine e le ville, i mulini inseriti in un ambiente apparentemente naturale ma attentamente progettato. Un parco senza precedenti ed ancora oggi unico nel suo genere da visitare a piedi, con i pattini, in bicicletta o a cavallo. Nel tempo il Parco è divenuto anche una storica attrazione sportiva legata alle più famose compitizioni di automobilismo da Formula Uno e ospita l’Autodromo Nazionale dove ogni anno si svolge il prestigioso Gran Premio d’Italia. Al suo interno, gli amanti della natura trovano una biblioteca, fattorie, mulini e cascine che organizzano attività educative per famiglie. Il parco è anche il cuore pulsante del turismo cittadino, soprattutto dopo la riqualificazione della sua maestosa Villa Reale.



