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Mamdani, establishment vs populisti radicali, democratici e democrazia sotto Trump: il momento americano. di Greta Cristini

Note geopolitiche su New York, sul Partito Democratico e sullo status della democrazia americana. Dall’intervista rilasciata oggi su Il Riformista – qui in versione estesa

In questo momento l’attenzione è tutta sull’elezione di Zohran Mamdani, il più giovane e il primo sindaco musulmano di New York. Ha senso considerarlo come l’anti-Trump, oppure è dilatazione sproporzionata del fenomeno?

Definire Mamdani “l’anti-Trump” è fuorviante.

Il suo successo non nasce in opposizione al trumpismo, ma come effetto della stessa crisi americana che l’attuale inquilino della Casa Bianca ha intercettato prima di lui: l’erosione della classe media e il risentimento per la sua esclusione dal sogno americano (che a New York significa anzitutto rabbia per il costo della vita esorbitante), la mobilità sociale stagnante e la domanda di cambiamento rispetto alle vecchie élite.

Sebbene agli antipodi, Trump e Mamdani sono figli dello stesso contesto di disgregazione del consenso americano e di polarizzazione.

Mamdani ha tradotto quel percepito malessere in chiave urbana e radical-progressista, spostando il baricentro della frattura politica dal piano ideologico (a cui i dem restano molto affezionati) a quello economico-sociale: lo scontro diventa fra chi beneficia della globalizzazione e chi ne paga il prezzo dentro le metropoli, chi può ancora permettersi di vivere in città e chi no.


Esperienza insegna che il populismo si batte con agende pragmatiche. A Trump i dem hanno contrapposto Mamdani, ovvero un altro populista. Funzionerà?

Occorre ridimensionare l’impatto della vittoria a New York City – una città, come Los Angeles, Chicago (e altre “città-santuario”) saldamente sotto controllo democratico.

Che ci aspettavamo? Addirittura Trump, che è un realista e conosce la sua città, ha fatto endorsement per un democratico d’establishment, Andrew Cuomo, anziché dare il naturale sostegno al candidato del suo partito che non aveva alcuna chance.

Questo non significa che Mamdani sia privo di potenziale simbolico nazionale, anzi.

I punti di rilievo, però, al momento mi sembrano due.

  1. Primo, evidentemente c’è ancora vita per i democratici, e questo per via dei buoni risultati ottenuti in California, New Jersey e Virginia, oltre che a NY. Com’era prevedibile, un certo scontento verso Trump inizia a montare.
  2. Sebbene agli antipodi, Trump e Mamdani sono figli dello stesso contesto di disgregazione del consenso americano. Mamdani ha tradotto quel malessere in chiave urbana e radical-progressista, spostando il baricentro della frattura politica dal piano ideologico (a cui i dem restano molto affezionati) a quello economico-sociale: lo scontro diventa fra chi beneficia della globalizzazione e chi ne paga il prezzo dentro le metropoli, chi può ancora permettersi di vivere in città e chi no

Il podcast completo e’ disponibile al link:

https://gretacristini.substack.com/p/mamdani-establishment-vs-populisti

Tazio Tenca
Author: Tazio Tenca

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