MANTOVA E VERONA IN OSTAGGIO. IL DOSSIER COMPLETO SUL CONFINE CHE SI DEVE RISOLVERE
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**MANTOVA E VERONA IN OSTAGGIO. IL DOSSIER COMPLETO SUL CONFINE CHE NESSUNO VUOLE RISOLVERE.**

Ci sono strade che non dovrebbero reggere quello che reggono. Ci sono paesi — da una parte e dall’altra del Mincio — che ogni mattina alle sei si svegliano con le vibrazioni dei TIR sotto le finestre. E ci sono decisioni che mancano da anni, mentre il territorio paga il conto ogni giorno.
Questo articolo è un tentativo di raccontare tutto. Non solo Mantova. Anche il Veronese. Anche i lavoratori che ogni mattina percorrono quelle strade per andare a guadagnarsi da vivere.
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I NUMERI CHE FANNO CAPIRE TUTTO
Nel 2023 l’A22 ha registrato il livello più alto di traffico dal 2010, con una media di 202.000 transiti giornalieri e oltre 73 milioni di mezzi complessivi nell’arco dell’anno. Nei tratti della pianura padana — quelli che riguardano direttamente noi — i caselli di Nogarole Rocca e Verona Nord hanno visto la maggiore crescita di traffico di tutto il corridoio, trainati dall’espansione della logistica nell’area di confine tra il Veronese e il Mantovano.
Tradotto: ogni giorno, su questo quadrante di pianura tra Mantova e Verona, transitano decine di migliaia di mezzi. Circa un terzo sono pesanti. E quando qualcosa si inceppa sull’A22 — un cantiere, un incidente, un divieto di circolazione per i TIR — tutto quel traffico si riversa sulle strade provinciali e rurali dei nostri comuni.
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L’A22: LA CONCESSIONE BLOCCATA E I COMUNI CHE ASPETTANO
L’autostrada del Brennero è la spina dorsale del commercio tra il Mediterraneo e il cuore dell’Europa. Il valore delle merci trasportate su gomma attraverso il Brennero ha superato i 100 miliardi di euro nel solo 2023. Eppure la concessione autostradale è scaduta da anni, bloccata in un groviglio di contenziosi europei — la Commissione UE ha aperto una procedura di infrazione per il meccanismo di prelazione ritenuto incompatibile con il diritto comunitario — e nel frattempo nulla si muove.
Nessuna terza corsia. Nessuna opera compensativa. I comuni che vivono nell’interfaccia diretta con l’A22 aspettano da anni interventi che sono scritti nei piani ma che non si realizzano:
**Sul lato mantovano:** San Giorgio Bigarello (casello Mantova Nord), Roverbella (ex SS 62 e Gardesana), Castel d’Ario, Marmirolo, Porto Mantovano (Sant’Antonio), Governolo, Roncoferraro, Villimpenta.
**Sul lato veronese:** Nogarole Rocca (il casello della logistica in maggiore espansione di tutto il corridoio), Villafranca di Verona, Mozzecane, Povegliano Veronese, Vigasio, Trevenzuolo, Sorgà, Isola della Scala, Buttapietra, Erbè.
Tutti accomunati dallo stesso problema: l’autostrada porta traffico, la sua gestione produce entrate, ma le ricadute negative — rumore, polveri, viabilità secondaria sotto pressione, insicurezza — rimangono sui territori senza che arrivino le compensazioni dovute.
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**👷 I LAVORATORI PENDOLARI: OGNI MATTINA UNA CORSA A OSTACOLI**
Il polo logistico integrato Mantova–Nogarole Rocca–Verona conta oltre 10.000 addetti diretti. Ogni mattina, migliaia di lavoratori percorrono questo confine in entrambe le direzioni: mantovani che vanno a lavorare nel Veronese, veronesi che vengono a Mantova, molti altri che si spostano dentro la fascia di confine tra magazzini, aziende agricole, stabilimenti.
I percorsi che fanno ogni giorno:
🔸 **SP 25 Castelbelforte–Verona** (via Vigasio e Nogarole): carreggiata inadeguata, oltre 3.000 veicoli al giorno, mezzi pesanti che si incrociano a stento. Costo stimato degli interventi: 9,5 milioni di euro. Finanziamenti: zero.
🔸 **Ex SS 62 “della Cisa”** (Roverbella–Mozzecane–Villafranca): la grande alternativa gratuita all’A22 per chi non vuole pagare il pedaggio. Satura di TIR, attraversa centri abitati senza varianti, senza corsie di sicurezza, senza protezioni.
🔸 **SP ex SS 249 Gardesana Orientale** (quadrante nord, verso il Garda): criticità elevate a Roverbella — dove il Passaggio a Livello ferroviario taglia il paese in due — e nella cosiddetta “curva Delia”, punto di elevata incidentalità.
🔸 SS 12 Abetone-Brennero (asse Ostiglia–Po): il passaggio del Po crea un imbuto per tutti i mezzi provenienti da Legnago, Casaleone e dalla Bassa Veronese orientale che devono raggiungere Mantova. Code strutturali nelle ore di punta.
⛏️ LE CAVE: IL TRAFFICO INVISIBILE CHE NESSUNO CONTA
C’è un pezzo di questo problema che raramente finisce sui giornali. Le cave di ghiaia e sabbia — il bacino di Valeggio sul Mincio e i nuovi siti estrattivi in via di autorizzazione nel territorio di Roverbella — generano e genereranno centinaia di passaggi al giorno di autocarri carichi di inerti.
Questi mezzi non salgono sull’autostrada. Attraversano:
🔸 Pozzolo (Marmirolo): centro storico stretto, già oggi con senso unico d’emergenza per i TIR — misura tampone che racconta da sola il livello di crisi raggiunto.
🔸 Villimpenta: strade di bonifica usate come scorciatoie per aggirare pedaggi e controlli.
🔸 Governolo e Roncoferraro: la Bassa Mantovana che assorbe il traffico estrattivo diretto verso il Po e verso il Veronese meridionale.
🔸 Nodo delle “Sei Vie” (Villafranca/Roverbella): già oggi punto critico per velocità e incidentalità. Con l’apertura futura dei siti estrattivi di Roverbella, già in fase di pianificazione, la pressione su questo nodo è destinata ad aumentare significativamente.
Il risultato? Manti stradali che cedono in anticipo sui tempi di vita previsti. Manufatti idraulici di bonifica — costruiti per l’acqua, non per i camion — che si deteriorano anno dopo anno. E nessun protocollo intercomunale tra le Province di Mantova e Verona che imponga percorsi obbligatori ai mezzi del comparto estrattivo.
🚢 PORTO VALDARO E LA FERROVIA CHE NON ARRIVA
A Mantova esiste il più grande porto fluviale del Po. Si chiama Valdaro. Potrebbe essere il nodo intermodale che alleggerisce di migliaia di camion le strade di tutta la fascia di confine, mettendo le merci su treno e portandole al Quadrante Europa di Verona — uno dei principali hub ferroviari merci d’Europa — senza toccare una sola strada provinciale.
Potrebbe. Il raccordo ferroviario che renderebbe tutto questo possibile non funziona come dovrebbe. Ogni treno merci che non parte da Valdaro equivale a circa 25-30 camion in più sulle strade di Roncoferraro, San Giorgio Bigarello, Sorgà, Trevenzuolo. Ogni giorno. Da anni.
I comuni che più soffrono l’assenza di questa infrastruttura:
Lato mantovano: Governolo, Roncoferraro, San Giorgio Bigarello, Castel d’Ario.
Lato veronese: Isola della Scala, Nogara, Bovolone, Sorgà — comuni che potrebbero beneficiare di un porto attivo ma che invece assorbono il traffico su gomma che un porto efficiente toglierebbe dalle strade.
🏘️ COMUNE PER COMUNE: CHI PAGA IL CONTO OGNI GIORNO
Lato mantovano:
▸ Roverbella — doppia pressione: ex SS 62 e traffico cave. Il Passaggio a Livello km 92+775 divide il paese: previsto in soppressione da piani ferroviari scritti decenni fa, ancora lì.
▸ Castelbelforte — SP 25 inadeguata, nessun finanziamento per gli interventi.
▸ San Giorgio Bigarello — interfaccia diretta con il casello Mantova Nord e la logistica.
▸ Porto Mantovano (Sant’Antonio) — punto di accumulo dei flussi dalla Gronda Nord.
▸ Marmirolo e Pozzolo — traffico cave su strade di sezione ridotta; senso unico d’emergenza già in vigore.
▸ Governolo e Roncoferraro — traffico diretto a Valdaro senza intermodalità ferroviaria.
▸ Villimpenta — strade basse usate come bypass da TIR che evitano l’autostrada.
▸ Castel d’Ario — pressione dall’asse SS 12 e dai flussi provenienti dal Veronese.
Lato veronese:
▸ Nogarole Rocca — il casello più in crescita dell’intera A22 nella pianura padana; la logistica porta lavoro ma anche pressione sulle strade comunali.
▸ Villafranca di Verona — snodo di incrocio tra più flussi (A22, ex SS 62, SP verso Mantova).
▸ Mozzecane — attraversata dalla ex SS 62, attende la variante da anni.
▸ Vigasio — la SP 25 passa per il suo territorio: incidentalità cronica documentata.
▸ Povegliano Veronese e Trevenzuolo — strade di accesso al casello Nogarole sovraccariche nelle ore di punta.
▸ Sorgà e Isola della Scala — usate come bypass della SS 12; traffico pesante su strade agricole.
▸ Buttapietra ed Erbè — flussi in crescita dall’espansione delle aree logistiche di Nogarole.
📋 INTERVENTI CHE MANCANO: L’ELENCO
Sono tutti scritti. Nei piani, nelle delibere, negli studi tecnici. Quello che manca è la volontà — e il coraggio — di realizzarli:
Sblocco della concessione A22 → terza corsia e opere compensative per i comuni della cintura.
Raccordo ferroviario Valdaro–Quadrante Europa Verona → migliaia di camion tolti dalle strade ogni anno.
Variante alla ex SS 62 → bypass di Roverbella e Mozzecane; attesa da decenni.
Adeguamento SP 25 Castelbelforte–Verona → 9,5 milioni di euro, zero finanziamenti stanziati.
Soppressione Passaggio a Livello Roverbella km 92+775 → in programma da anni, mai realizzata.
Protocollo intercomunale MN–VR per il traffico estrattivo → percorsi obbligatori per i mezzi delle cave, protezione dei centri di Pozzolo, Villimpenta, Governolo, Sorgà.
Potenziamento SS 12 nel nodo di Ostiglia → eliminazione dell’imbuto al Po per i flussi dalla Bassa Veronese.
Piano coordinato per la viabilità rurale di confine → monitoraggio e protezione degli assi Castiglione Mantovano–Nogarole Rocca e Castel d’Ario–Sorgà–Isola della Scala.
UNA PROPOSTA CONCRETA: CONVOCHIAMO UNA CONFERENZA INTERPROVINCIALE E INTERREGIONALE
Finora ognuno ha parlato per sé. Mantova ha denunciato i suoi problemi. Verona i suoi. Regione Lombardia ha fatto i suoi piani. Regione Veneto i propri. E nel mezzo — in questa fascia di pianura che non appartiene né all’una né all’altra — i cittadini e i lavoratori hanno continuato a pagare il conto da soli.
È il momento di cambiare approccio.
Proponiamo la convocazione di una Conferenza Interprovinciale e Interregionale sul Corridoio Mantova–Verona, con il seguente mandato:
🔹 Chi deve partecipare: Province di Mantova e Verona, Regione Lombardia e Regione Veneto, Comuni della fascia di confine (almeno i capofila: Roverbella, Castelbelforte, San Giorgio Bigarello, Roncoferraro, Nogarole Rocca, Villafranca, Vigasio, Isola della Scala), rappresentanti di RFI, ANAS, Autostrada del Brennero, Autorità di bacino del Po, associazioni di categoria e sindacati.
🔹 Agenda minima: stato di avanzamento della concessione A22 e tempi delle opere compensative; progetto esecutivo e finanziamento del raccordo ferroviario Valdaro–Verona; piano della viabilità rurale di confine con monitoraggio dei flussi estrattivi; varianti ai centri abitati (SS 62 e SP 25); soppressione dei Passaggi a Livello lungo la Mantova–Verona.
🔹 Obiettivo: un Accordo di Programma Interprovinciale e Interregionale — strumento giuridico esistente, già utilizzato altrove in Italia — che vincoli tutti i soggetti a scadenze, risorse e responsabilità precise. Non un tavolo di lavoro che si riunisce e non decide. Un accordo che impegna.
Questo territorio ha tutto ciò che serve per crescere: posizione geografica strategica, un porto fluviale, due autostrade, una linea ferroviaria, un bacino agricolo e logistico di primo livello europeo. Quello che manca non è la geografia. È la governance.
CONCLUSIONE
Questo non è un problema di Mantova contro Verona. È un problema di due territori che condividono lo stesso sistema infrastrutturale — e le stesse sofferenze — senza che nessuno li rappresenti insieme, in modo coordinato, davanti a chi deve decidere.
La crescita economica di questo corridoio è una ricchezza reale. Ma se non si costruisce l’infrastruttura adeguata, diventa un peso che ricade esclusivamente sui cittadini e sulle strade dei comuni più piccoli.
Nel frattempo, i camion passano. Le strade cedono. I paesi aspettano.
Non è più accettabile.


