Mazzoleni: “Voglio portare a Roma le necessità reali degli italiani in Europa” — Lombardi nel Mondo

Mazzoleni: “Voglio portare a Roma le necessità reali degli italiani in Europa”

CANDIDATI LOMBARDI 2008 – 4) Andrea Mazzoleni, socioterapeuta di Como che risiede in Svizzera, è un profondo conoscitore delle dinamiche dell’emigrazione. Si candida alla Camera nella Circoscrizione Estero per la Lista Valori e Futuro.

Andrea Mazzoleni è un socioterapeuta, classe 1954, nato a Como e coniugato e padre di due ragazze. Abita a Rancate nel Canton Ticino e ha mantenuto la nazionalità italiana. Spiega di aver voluto mettere a disposizione la propria esperienza nel leggere gli aspetti meno evidenti delle persone avendo da sempre lavorato in ambito psichiatrico, settore da lui definito un privilegiato osservatorio delle dinamiche sociali. Si candida alla Camera nella  Circoscrizione Europa per la Lista Valori e Futuro.

 

1)        Per quale ragione, a suo giudizio, gli elettori italiani residenti all’estero dovrebbero nella sua circoscrizione scrivere il suo nome sulla scheda elettorale?

 

L’esperienza di lavoro nei servizi socio psichiatrici del Canton Ticino mi ha fatto incontrare quotidianamente, tra i connazionali e gli emigrati di altri paesi, non solo i casi cosiddetti più gravi, affetti da problematiche psicologiche quasi incompatibili con una normale vita di relazioni familiari, sociali, lavorative ecc., ma anche persone con disagi più lievi, persone che hanno famiglia, lavoro, cultura. Quando un lavoratore, per motivi che rispondono esclusivamente a leggi produttive o di mercato, è declassato o non si vede riconosciuto nelle proprie attitudini, subisce, sul piano psicologico, nella sua configurazione identitaria, un vero e proprio trauma, spesso sottovalutato se non del tutto ignorato: l’identificazione lavorativa, l’autostima, il sistema delle sue motivazioni, l’organizzazione delle sue personali sicurezze vengono meno. Ciò crea una “situazione sociale marcata dal malessere del lavoro, dal timore di perdere il proprio posto di lavoro e non poter tornare ad avere più una vita sociale, e di dover impegnare la vita solo nel lavoro e per il lavoro, con l’angoscia legata alla coscienza di un’evoluzione tecnologica che non risolve le necessità sociali. È un processo che rende precario tutto il vivere sociale.”

La profonda conoscenza di queste problematiche, di cui mi occupo da circa trent’anni, oltre ad una solida esperienza politico sindacale ed, in seguito, imprenditoriale, mi porta a chiedere fiducia ai connazionali residenti all’Estero che sanno di poter eleggere un rappresentante vicino ai loro problemi quotidiani sia individuali che collettivi.

 “Personalmente vorrei portare a Roma le necessità reali degli italiani che vivono nei diversi Paesi Europei, affinché, da un lato si elevi ulteriormente il loro livello d’integrazione nel paese eletto a dimora e, dall’altro, essi possano trovarsi sempre meglio con la loro identità d’origine, soprattutto a livello culturale”.

 

In questo senso vorrei dire a tutti i connazionali “Insieme, possiamo”.

 

2) Quali sono le ragioni che l’hanno spinta a scegliere la forza politica con la quale è in lista per il parlamento italiano?

 

Sono attualmente vice Presidente del Partito degli Italiani nel Mondo al cui centro di tutta l’attività politica e istituzionale c’è la persona. Un modello dove le diversità sono accettate e favorite e la tolleranza, il rispetto, l’amicizia e la creatività si accompagnano al coraggio, alla serietà, alla capacità realizzatrice, alla volontà di agire attivamente nei confronti delle sfide poste dalle continue trasformazioni sociali.

 

Sono gli stessi obiettivi che ora veicola Movimento Valori e Futuro che postula inoltre “la restituzione agli italiani del diritto di cittadinanza che consiste nel poter realmente decidere su chi avrà la diretta responsabilità del Governo del Paese tramite il voto, dando così all’Italia la piena governabilità, con una democrazia irreprensibile ed uno Stato forte e federale”.

 

3) Se sarà eletto, quale sarà il suo primo atto da deputato?

 

Ritengo indispensabile presentare un progetto di legge sulla riorganizzazione dei servizi consolari che devono essere accessibili, gratuiti e soprattutto vicini al cittadino. In questo senso si potrebbe pensare anche ad una privatizzazione di alcuni compiti destinando le risorse risparmiate a una moderna informatizzazione che permetta migliori prestazioni.

Penso poi alla possibilità di prevedere accordi bilaterali con le varie Nazioni partners dell’Italia che favoriscano gli investimenti italiani, ma garantiscano nel contempo posti di lavoro ed opportunità per i nostri connazionali residenti all’Estero.

Infine vorrei  favorire l’applicazione e la ricerca nell’ambito biotecnologico quale quella sulle cellule staminali per permettere a coloro che sono affetti da malattie neurodegenerative di migliorare già oggi la loro qualità di vita.

 

4) Quale pensa che possa essere il contributo che i deputati e i senatori eletti all’estero potranno dare nel Parlamento di Roma?

 

Gli italiani che non vivono in Italia sono circa sessanta milioni: un numero importante, ma soprattutto un numero costituito da persone “importanti”; persone che si sono costruite con impegno e sacrificio il loro futuro, lontano dai loro cari e dalla loro terra; persone che hanno perseguito un obiettivo e l’hanno raggiunto con determinazione, conservando valori, tradizioni e cultura italiana per poi trasmetterla ai propri figli riuscendo nel contempo ad integrarsi con soddisfazione nei Paesi in cui sono residenti.

Esiste poi una “rete” di italiani che si sono imposti nelle varie professioni, nell’ imprenditoria, nell’ insegnamento, nella ricerca e nell’arte, e che costituiscono una risorsa straordinaria e immensa per l’ economia, la cultura e il prestigio del nostro paese nel mondo:

Un programma che si rispetti deve abbracciare tutte le problematiche della nostra realtà. L’Italia può riconquistare una posizione di eccellenza nell’economia globale se utilizza pienamente una risorsa troppo a lungo trascurata: ” Gli italiani residenti all’Estero “.

Nel medesimo tempo occorre anche procedere ad un fattivo sostegno e ad una facilitazione del percorso di integrazione per tutti coloro che si trovano confrontati con ostacoli e difficoltà.

In questo senso il contributo dei Parlamentari eletti all’Estero può diventare forza trainante portatrice di nuove esperienze e di soluzioni innovative ai problemi del paese.

 

5) Quali sono, secondo lei, i bisogni più urgenti degli italiani all’estero nella circoscrizione che intende rappresentare e che il parlamento dovrebbe affrontare con maggiore urgenza?

 

Gli italiani all’estero si attendono dal Parlamento Nazionale il rispetto di un’etica politica che risponda puntualmente alle promesse fatte all’elettorato e a un genere di rappresentanza che assuma le dimensioni di servizio dovuto alla collettività che e non sia soggiogato dalla strumentalizzazione del voto per fini di interessi partitici. Il valore del voto estero significa solo ed esclusivamente rispetto e lavoro da compiere per le nostre comunità, che per 60 anni sono state tenute in un “dimenticatoio legislativo” accentuato negli ultimi anni dalla Partitocrazia presidenzialista conseguenza della legge elettorale che responsabilizza solo i leader dei partiti relegando in un angolo i candidati delle circoscrizioni nazionali.

Non dobbiamo dimenticare che, ad esempio, la dimensione del lavoro nella società globalizzata ha una rilevanza estremamente invasiva nelle nostre vite sia come accesso all’identità professionale, che come risorsa economica, che come assenza o carenza di integrazione sociale. Al fine di evitare la crescente marginalizzazione che può derivare da questa condizione occorre porre confini precisi che delimitino e distinguano la flessibilità da una precarietà che non può essere che psicologicamente destabilizzante, ponendo ulteriori problemi alle persone che già hanno difficoltà a vivere mutamenti adattativi nel quotidiano dei differenti contesti.

Perseguire l’efficienza dei Servizi consolari, facilitare il riconoscimento dei titoli di studio, integrare il residente all’estero nel Sistema sanitario nazionale, facilitare l’accesso al lavoro e creare nuove opportunità sono i problemi urgenti di cui ha bisogno la collettività italiana che vive in Europa.

 

6) Qual è oggi il suo rapporto con la Lombardia e con l’Italia in generale?

 

Ho un ottimo rapporto sia con la Lombardia, in cui mi reco spesso, che con l’Italia in generale. Ritengo per altro che oggi dobbiamo imparare a vivere in una società i cui confini sono determinati più da noi stessi che dalle cartine geografiche e, in questo senso, la mia posizione di italiano all’estero può diventare un privilegio piuttosto che un ostacolo.

In questo senso va quindi rivisto anche il concetto stesso di appartenenza, rendendosi conto che lo stesso non si confina all’interno dell’individuo separato dal suo ambiente, ma interagisce in modo intersoggettivo con tutto ciò che gli sta intorno.

 

7) Come giudica i due anni di attività parlamentare dei Senatori e Deputati italiani eletti nelle circoscrizioni estero durante la precedente legislatura?

 

Nell’occasione stigmatizziamo la mancanza di incisività e presenza dei sei deputati europei che non hanno saputo, o non hanno voluto, rappresentare compiutamente i concittadini che risiedono nei vari Stati Europei difendendone in modo più attivo le legittime aspirazioni e promuovendone i concreti interessi.

I nuovi deputati della Circoscrizione Estero dovranno tenere presente gli interessi della comunità italiana all’estero e creare quei canali informativi che facciano conoscere in Italia il lavoro e la realtà delle nostre comunità, favorendo lo sviluppo di quei rapporti di collaborazione che, nell’era della globalizzazione, sono fondamentali per il rafforzamento del nostro sistema Paese.

Riportiamo quindi nel Parlamento Italiano la pratica dell’ascolto, la cultura dell’attenzione e l’etica della solidarietà e per questo ci impegniamo ad agire per una politica che diffonda la conoscenza, sviluppi la cultura, protegga l’ambiente, promuova un’equa redistribuzione delle risorse economiche, realizzi le libertà individuali, concretizzi una rete di solidarietà sociale efficace e condivisa.

In una società  dove il raggiungimento del benessere materiale sembra disegnare l’ultimo confine perseguito dall’uomo, occorre infatti che ogni persona si imponga una riflessione per rompere il silenzio e rivalutare l’esperienza di difficili percorsi di integrazione come occasione di evoluzione e di crescita.

 

Redazione Lombardi nel Mondo

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lunedì 27 Gennaio, 2020