Hatsune Miku, la popstar giapponese che non esiste — Lombardi nel Mondo

Hatsune Miku, la popstar giapponese che non esiste

Hatsune Miku non ha una propria voce per cantare e non ha nemmeno un vero corpo. Non esiste, ma ai suoi concerti, in Giappone, si accalcano centinaia di persone. Tutto ha avuto inizio tre anni fa, quando la Yamaha ha lanciato sul mercato il programma Vocaloid, un programma capace di generare canti da una combinazione di melodia e parole

Hatsune Miku non ha una propria voce per cantare e non ha nemmeno un vero corpo. Non esiste, ma ai suoi concerti, in Giappone, si accalcano centinaia di persone.

Tutto ha avuto inizio tre anni fa, quando la Yamaha ha lanciato sul mercato il programma Vocaloid, un programma capace di generare canti da una combinazione di melodia e parole. A prestare le proprie corde vocali per le canzoni create dal computer toccò a Saki Fujita, una ragazza di ventitré anni, ben intonata ma poco famosa. Alla voce di Saki corrispondeva un’immagine fumettosa di una sorridente ragazza dalle lunghe trecce blu: Hatsune Miku, un nome scelto per il suo significato: “primo suono del futuro”.

Quella che era un’immagine su uno schermo con una voce in prestito ha iniziato a popolare prima l’immaginario degli appassionati di Vocaloid, poi un pubblico progressivamente più vasto. Così, pian piano, Hatsune Miku ha cominciato a vivere un’esistenza virtuale tutta sua. Alla fine dell’anno, ha iniziato ad aggirarsi in una Tokyo immaginaria all’interno di un fumetto manga e a esibirsi sulla versione nipponica di You Tube. Poi ha cominciato a viaggiare. Prima sulle fiancate di automobili da corsa: per pubblicizzare Vocaloid, il suo volto è stato utilizzato durante le gare del campionato Super GT. Poi, addirittura nello spazio, quando una petizione sottoscritta da quattordicimila persone ha indotto l’agenzia spaziale giapponese a imbarcare sul razzo Venus Akatsuki tre sue figurine di metallo.

Ultimamente, Hatsune Miku è cresciuta e ha scoperto che i ragazzi non le dispiacciono. Non ha mancato di dimostrarlo attraverso le acrobazie erotiche di una sua alter-ego in carne ed ossa che ne interpreta le avventure in filmetti erotici. L’ultimo passo è stato quello di acquisire una consistenza quasi corporea tutta sua. Hatsune Miku, infatti, ha iniziato a cantare dal vivo: con una tecnologia particolarmente avanzata, un ologramma che la ritrae viene proiettato sul palcoscenico, dove canta e danza meglio di una vera pop star, per la gioia dei suoi numerosi fans.

 

Claudia Astarita

 

http://blog.panorama.it/mondo/2010/11/11/hatsune-miku-la-popstar-giapponese-che-non-esiste/#more-30317

 

 

 

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martedì 28 Gennaio, 2020