Milan l’è un gran Milan: lo sostenevano nel ’39 D’Anzi e Bracchi e oggi si torna a cantarlo pieni di speranza

Sconfortanti immagini di una Milano in ginocchio passano ormai da mesi su tutte le tv, interviste a persone che si sentono smarrite, in balia di un nemico invisibile,  preoccupati commenti sulla “Regione col maggior numero di morti”, ma anche  commoventi storie di solidarietà e eroismo degli operatori sanitari, della Protezione Civile, delle onlus, ci fanno sentire una voglia di vicinanza e un desiderio di  riscoprirci ancora più forti, di lottare insieme, per avere la certezza di non essere soli. Un grido d’aiuto a cui la milanese, nata a Codogno, Sabina Negri, autrice teatrale, risponde con una versione riadattata di “Milan l’è un gran Milan”.

“Da lombarda, non potevo restare indifferente a quello che sta accadendo nella nostra Regione e all’immagine che ne sta uscendo, in toni, a volte troppo esagerati. Forte del mio background di autrice teatrale, cinematografica e di giornalista, assieme al musicista Simone Spreafico, alla cantante Patrizia Rossi, e con il coordinamento artistico del regista Lorenzo Loris, ho pensato di far entrare nelle case la nostra voce di milanesi: il nostro dialetto, la tradizione popolare, l’orgoglio di essere milanesi in un “recitar cantando” che ha lo scopo di farci sentire più vicini gli uni agli altri.

“Ci siamo battezzati Num tri, noi tre, ma assieme a tutti coloro che ascolteranno questa canzone saremo solo “Num”, noi, noi che – molti anni dopo i nostri padri e i nostri nonni, che si ritrovarono sul fronte di guerre terribili – ci ritroviamo a combattere contro la pandemia, il disagio, la solitudine: senza perdere la speranza, senza perdere il desiderio di essere solidali, senza perdere la voglia di cantare.

Questo lavoro non ha fini di lucro, ma vuole dire a gran voce ai Lombardi nel mondo che, nonostante tutto, “Milan l’è un gran Milan”.

 Chi è Sabina Negri

Autrice teatrale, arriva ad una svolta professionale quando incontra Carlo Delle Piane che la incoraggia ad andare avanti nel suo percorso artistico. Qualche anno dopo, nel 2004, il suo testo Al Moulin Rouge con Toulouse Lautrec, debutterà al Teatro Manzoni di Milano, proprio con Carlo Delle Piane come protagonista.

Altri suoi testi sono stati interpretati da Cochi Ponzoni, Bebo Storti (Gioàn Breral’inventore del centravanti), Tullio Solenghi (L’ultima radio), Alessandro Preziosi e Violante Placido (Un ducato rosso sangue, con cui vince il premio Flaiano sezione drammaturgia) Caterina Vertova (Mia figlia vuole portare il velo). L’ultimo lavoro è dedicato a Angelo Fausto Coppi, l’eroe nato contadino, con Nino Formicola. Il successo teatrale va di pari passo con l’amore per il cinema che l’ha vista aiuto regia di Pupi Avati, oltre che autrice e sceneggiatrice di documentari e fiction, e la televisione, dove ha mosso i primi passi al fianco di Piero Chiambretti e, dopo alcuni anni in Rai con Lamberto Sposini, dal 2011 è giornalista Mediaset.