Milano capitale universitaria, Politecnico e Statale in alto nei ranking mondiali
Il panorama universitario milanese ha registrato risultati storici nel QS World University Rankings 2027. Infatti giovedì 18 giugno, i server dell’agenzia londinese QS Quacquarelli Symonds, con sedi in tutto il mondo, hanno pubblicato i dati su TopUniversities (portale ufficiale di QS) e contemporaneamente inviato report dettagliati ai rettori delle università e alla stampa mondiale. Come da procedura informatica, QS pubblica le classifiche a metà di ogni anno in corso ma le riferisce all’anno successivo come “guida” valutativa per gli studenti che decidono di iscriversi agli anni accademici.
A fronte di ciò, i riflettori dell’attenzione nazionale e internazionale si sono ancora accesi sui due atenei milanesi che hanno vissuto un’edizione davvero da record: il Politecnico di Milano e l’Università degli Studi di Milano (La Statale).
I due atenei hanno raggiunto vette mai toccate prima per la Lombardia, trainando altresì l’intero sistema universitario italiano che quest’anno ha registrato un saldo ampiamente positivo, a differenza di altri Paesi europei in calo come Germania e Francia su tutti.
Forte di un exploit mondiale, il Politecnico di Milano, per il 12mo anno consecutivo, si conferma prima Università d’Italia. Nel mondo ha scalato ben 11 posizioni rispetto allo scorso anno, piazzandosi al’87mo posto. In Europa si consolida saldamente come una delle primissime istituzioni per l’ingegneria, l’architettura e il design e come unico ateneo italiano a presidiare la top 100 mondiale.
Anche per la Statale di Milano l’edizione 2027 ha sancito una prestazione davvero straordinaria, segnando il miglior posizionamento dell’ultimo decennio rispetto anche alle università internazionali.
Nel mondo la Statale si è posizionata 270ma (+ 43 posizioni nell’International Research Network); un dato che colloca l’ateneo milanese stabilmente nel top 18% delle migliori università al mondo. In Italia e in Europa brilla per Reputazione Accademica (146mo posto al mondo e quinto in Italia); Sostenibilità (174mo posto mondiale e quarto in Italia; Employer Reputation (scalando ben 128 posizioni a livello globale).
I record raggiunti dal Politecnico e dalla Statale sono il risultato di un’immensa operazione di elaborazione dati annuale, basata su tre pilastri specifici: i sondaggi globali (oltre 150mila accademici e più di 100mila datori lavoro); i big data della ricerca (milioni di pubblicazioni scientifiche tramite banda dati Scopus di Elsevier); i dati interni di ciascun ateneo (inviati a QS su numero iscrizioni studenti stranieri, numero professori internazionali del corpo docente e programmi di sostenibilità ambientale attuati).
In sintesi, per il caso milanese la certificazione QS è un “verdetto” internazionale che da Londra fotografa scientificamente quanto Milano sia diventata un punto di riferimento globale per la scienza e il lavoro. Un risultato strategico che ribadisce gli atenei milanesi al top accademico d’Italia e ne rafforza il valore scientifico anche a livello internazionale.
Infatti, nel contesto globale del QS World University Rankings 2027, significa che le università di Milano sono state messe a confronto con oltre 1500 atenei di ogni singolo continente: dagli Stati Uniti con il Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Cambridge e l’Havard University, all’Asia con le Università di Singapore e Tokyo, senza tralasciare Australia, America Latina e Africa.
Italia, Lombardia e Milano devono essere fieri perché questo degli atenei milanesi è un risultato planetario super a tutti gli effetti con positivi riverberi anche sugli altri prestigiosi atenei italiani che accompagnano l’eccellenza milanese: la Sapienza di Roma (111ma), l’Università di Bologna (123ma) e l’Università di Padova (204ma).
Se il primato mondiale è saldamente occupato dal MIT statunitense seguito sul podio dall’Imperial College di Londra e dalla Stanford University, l’eccezione italiana sembra non fare sconti a nessuno; a livello europeo brilla su 47 atenei classificati (26 migliorano la propria posizione e solo 15 arretrano). Tutte le prime 10 università italiane hanno migliorato il proprio piazzamento, un primato unico a livello europeo.





