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Mondiali di Calcio 2026, fiumi di dollari in un mix di sport, turismo, visual & brand merchandising

I Campionati mondiali di calcio 2026 iniziano ufficialmente giovedì 11 giugno. Agli Azzurri però non resta che il rammarico della resa. L’Italia, infatti non prenderà parte al mondiale causa la profonda crisi della nazionale di calcio. La sentenza definitiva è arrivata a fine marzo con la finale dei playoff persa nella decisiva trasferta a Zenica contro la Bosnia – Erzegovina. Per i nostri colori è stato un verdetto drammatico poiché è la terza volta consecutiva che gli Azzurri falliscono la qualificazione alla Coppa del Mondo nell’arco di 12 anni, dopo Russia 2018 e Quatar 2022. Una delusione che durerà fino al 2030. La mancata qualificazione non si traduce in una mera e isolata carenza di ricambi generazionali dei calciatori, bensì va interpretata come sintomo di una profonda crisi strutturale che attraversa il calcio italiano da oltre un decennio.

Questa edizione del mondiale per nazioni, oltre agli Stati Uniti coinvolgerà Canada e Messico che lunedì 11 giugno allo stadio Azteca della capitale ospiterà la partita inaugurale Messico vs Sudafrica. Per gli Stati Uniti il debutto all’evento sarà il 12 giugno con la sfida USA vs Paraguay (SoFi Stadium di Los Angeles Inglewood).

Per analizzare l’indotto economico del Mondiale di calcio tra i più grande di sempre (con 48 squadre, 104 partite, 16 città coinvolte), occorre considerare un aspetto finanziario impressionante per la vastità dei mercati coinvolti e per l’indotto che a vario titolo ruota attorno.

Il PIL Globale: in base ai dati FIFA e studi macroeconomici recenti, si stima che il Mondiale sarà in grado di generare oltre 40 miliardi di dollari di PIL aggiuntivo a livello mondiale, considerando l’intera filiera. Il fatturato della FIFA prevede un “giro d’affari” record di quasi 11 miliardi di dollari solo per questo ciclo del torneo (diritti TV, sponsor, vendita biglietti, brand merchandising). Occupazione: per i posti di lavoro, le proiezioni più attendibili indicano in oltre 800mila le posizioni complessive generate sul turismo e la sicurezza a livello generale. La spesa per i tifosi: solo negli Stati Uniti sono attesi circa 5,2 milioni di spettatori (di cui oltre 1,2 milioni provenienti dall’estero) con una spesa stimata in circa 11miliardi di dollari in trasporti, alloggi, ristorazione e intrattenimento. L’impatto sulle città coinvolte: gli Stati Uniti vantano stadi e strutture all’avanguardia, ragion per cui l’indotto in ogni città ospitante sarà quasi tutto “grasso che cola” con un incremento della spinta economica locale stimata tra i 160-600 milioni di dollari. In particolare, Los Angeles (Inglewood) con 8 partite al SoFi Stadium e il conseguente indotto legato al visual & brand merchandising turistico, stima un ritorno economico locale di quasi 600 milioni di dollari. Città del Texas e dell’Est come Dallas, Houston e Atlanta stimano un impatto combinato di circa 3-4 miliardi di dollari. Per i turisti stranieri la spesa giornaliera pro capite di soggiorno sarà di 300-500 dollari.

I “verdoni” e le carte di credito si muoveranno lungo quattro macroaree: Accoglienza e Turismo (Hotel, Resort, Airbnb, B&b, etc) con tutto esaurito e tariffe alle stelle. Media e Scommesse con un’audience globale stimata in circa 6 miliardi di telespettatori per numeri da record su emittenti Tv, piattaforme di streaming e il settore del betting online (algoritmi e IA) con scommesse sportive in tempo reale. Ristorazione e Beverage: i grandi marchi di birra, superalcolici e le catene di ristorazione avranno picchi di vendite soprattutto locali. Abbigliamento Sportivo: tutte le grandi marche beneficeranno di impennate nella vendita di maglie ufficiali e merchandising in tutto il mondo. In sostanza, lo spettacolo del calcio mondiale genera grandi aspettative ma anche magre consolazioni. Infatti, se da un lato la FIFA e i Comitati locali celebrano l’opulenza finanziaria, dall’altro economisti e docenti universitari analizzano e spiegano il “dietro alle quinte” dell’evento sportivo. L’effetto sostituzione, così viene definito, svela come l’impatto sul PIL nazionale reale degli Stati Uniti, alla fine sarà marginale (tra + 0,1% e + 0,3%). Questo perché il turismo “esplosivo” dei Mondiali tende a soffocare quello tradizionale, meno coinvolto e disponibile a spostarsi in altre aree meno care e più tranquille. I costi occulti: considerano gli investimenti economici sostenuti per l’adeguamento dei trasporti, la sicurezza straordinaria e la gestione degli spazi FIFA. Il Messico in proporzione al suo PIL, con circa 3 miliardi di dollari di indotto avrà una spinta relativa più positiva (tra + 0,3% e + 0,5%) rispetto a Stati Uniti e Canada, soprattutto per via del suo costante flusso turistico internazionale che incide più positivamente sull’economia messicana.

 

Maurizio Pavani
Author: Maurizio Pavani

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