Mondo esperantista: la Romania — Lombardi nel Mondo

Mondo esperantista: la Romania

Nasce una nuova rubrica del Portale Lombardi nel Mondo. Graziano Ricagno, collaboratore del Portale Lombardi nel Mondo e referente del gruppo esperantista mantovano, racconta culture e migrazioni. In questa primo articolo di parla di Romania.

I ROMENI, 21 milioni nel loro paese, sono in diminuzione da oltre trent’anni a causa di un tasso di crescita naturale negativo (-0,4%) e di una forte mortalità infantile (1,8%, più di quattro volte superiore a quella italiana).

Dal 1948 è in continuo aumento la popolazione urbana (ora circa il 58% del totale).

 

In Italia: i romeni in Italia ora sono più di 1 milione e rappresentano il 24,5% degli ‘immigrati’. In realtà si devono considerare in mobilità internazionale e non migranti in quanto cittadini dell’Unione Europea.

Alcuni li definiscono ‘migranti per intraprendenza’ (non per disperazione), perché portano con sè:

1.         valori

2.         voglia di lavorare

3.         voglia di scoprire

4.         desiderio di concretizzare piani irrealizzabili nella terra d’origine e di venire a contatto con persone e luoghi, che li aiutino a realizzarli e ad alimentare la creatività.

I romeni in Italia sembrano ben inseriti. Ci sono matrimoni misti: nel 2008 sono stati 2506 su un totale di 18000. I figli di romeni che frequentano la scuola italiana sono 105’000.

 

Etnie: In Romania si trova una ventina di minoranze: ungheresi (6,6% nel 2002) e, in misura minore, rom (2,5%), ucraini, tedeschi, russi ecc.

Per legge ciascuna etnia ha un rappresentante in Parlamento.

 

Italiani: secondo stime attuali, in Romania vivono anche circa 200 mila italiani, quasi tutti arrivati negli ultimi vent’anni: piccoli imprenditori o gestori di bar, pizzerie e ristoranti, ma la prima presenza italiana in Romania risale alla fine dell’Ottocento e all’ inizio del Novecento, quando italiani di alcune regioni allora povere (in particolare, Veneto e Friuli), migrarono in Romania per lavorare nelle miniere, sui cantieri delle ferrovie o nell’edilizia.

Secondo ricerche storiche si tratta di 130.000 italiani, per la maggior parte ritornati in patria dopo 1945.

 

Lingua: La lingua ufficiale è il romeno, lingua neolatina. Il suo lessico, secondo i ricercatori romeni, origina:

il 75% dal latino e da lingue neolatine

il 10,17% da lingue e; in percentuali minori da: tedesco, ungherese, greco moderno, turco, inglese (che è in rapida crescita). Esempi:

casa; pantaloni; benzina; luna; ora; septamana; camasa = camicia; buna = ciao; gara = stazione; cartofi = patate

 

Curiosità: Una manifestazione particolare è la Fiera delle ragazze in cerca di marito. Al di là di ogni possibile commento, positivo-negativo, (gli appuntamenti al buio non sono umilianti?), questa fiera è una cosa molto seria. A questa partecipano centinaia di ragazze a caccia di marito.

C’è poco da scherzare, perché questa fiera è antica, risale almeno al 1816 ed è nata con lo scopo di mettere in contatto le persone che vivevano in isolamento per gran parte dell’anno, in particolare sulle montagne della Transilvania.

È proprio in questa regione, precisamente sul monte Gaina, che ha avuto luogo l’ennesima edizione di questa manifestazione a mezza via tra una fiera, un’occasione sociale e una vecchia tradizione popolare ad uso turistico.

 

Sanità: (Giornale della previdenza n° 6/2010) pochi medici (1,86 ogni 1000 abitanti, con stipendi di qualche centinaio di €. Molti laureati (circa 20%) emigrano; la spesa sanitaria statale è solo circa il 5% del PIL. Il sistema assicurativo sanitario non copre i livelli minimi; è accessibile solo ai cittadini che hanno un lavoro stabile.

 

Orfani: Purtroppo in Romania si trovano 350’000 ‘orfani bianchi’, bambini privi della presenza di uno o entrambi i genitori che si trovano all’ estero per lavoro. I servizi sociali italiani e romeni hanno visto che l’assenza dei genitori è frustrante per i bambini e talvolta fa sorgere idee di autocolpevolizzazione. Perciò cercano di sviluppare l’uso dei mezzi di comunicazione a distanza per mitigare il problema della lontanza fisica.

Purtroppo c’è anche il fenomeno dei “Bambini abbandonati”, spesso fisicamente o mentalmente ritardati, lasciati alla cura della collettività da parte di famiglie in gravi difficoltà oppure in preda all’alcolismo oppure perché, in assenza di sostegno pubblico, certe patologie non sono gestibili dalle famiglie.

Nel 2009 i bambini abbandonati sono stati 1077, per lo più appartenenti alla numerosa minoranza rom. Fino al VI mese di vita, i neonati abbandonati vengono ospedalizzati. Poi, fino ai 18 anni di età, è previsto l’inserimento in strutture pubbliche ora modernizzate.

 

Detti romeni:

1.         L’ape nella bocca tiene il miele più dolce e nella coda tiene il veleno più avvelenato.

2.         Meglio un asino che ti porta che un cavallo che sgroppa.

3.         La fortuna è come se la fa l’uomo.

4.         La risposta dolce allontana l’ira.

(da Wikipediaitaliano e Wikipedioesperanto)

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