Pedofilia? No, grazie! — Lombardi nel Mondo

Pedofilia? No, grazie!

Il cancro della pedofilia infantile in America Latina sta arrivando al suo capolinea. Infatti in molti paesi leggi e pene molto severe stanno tutelando lo sfruttamento dei bambini per la prostituzione minorile, specie per quella che in molti paesi europei considerati civilizzati viene venduta come “turismo sessuale”. Di Giovanni Girardi

(San Josè di Costa Rica)

Il cancro della pedofilia infantile in America Latina sta arrivando al suo capolinea. Infatti in molti paesi leggi e pene molto severe stanno tutelando lo sfruttamento dei bambini per la prostituzione minorile, specie per quella che in molti paesi europei considerati civilizzati viene venduta come “turismo sessuale”.

 

È infatti degli ultimi giorni il caso giudiziario del primo straniero condannato per pedofilia in Colombia, guarda caso un italiano, a quindici anni di carcere nonostante i suoi 72 anni d’età. Nei suo confronti è comunque in corso un altro processo, per caso analogo, che però ha visto la morte di un adolescente di quindici anni in casa sua.

 

Molti paesi latino americani hanno adottato la politica della repressione, della tolleranza “zero” e della totale tutela dei minori, con pene severissime per chi viene preso in flagranza di reato, senza importare se si tratta di cittadino residente o turista in vacanza e senza limite di età per l’applicazione delle pene inflitte.

 

Costa Rica, dove già da diversi anni esiste una rigida tutela dei minori a tutti i livelli, era un paese venduto da certe agenzie di turismo, sia americane che europee, come meta privilegiata per il turismo sessuale infantile, alla pari di alcuni paesi asiatici.

 

Le leggi che oggi esistono e che vengono applicate in maniera veramente drastica sono state d’esempio per gli altri paesi dell’area. Purtroppo non tutti i paesi hanno seguito l’esempio della Costa Rica e della Colombia. Infatti alcuni, tra quelli meno sviluppati e più poveri, tra cui in Nicaragua e Honduras, l’applicazione delle leggi vigenti spetta ai vari tribunali locali, dove giudici e funzionari pubblici sono facilmente corrompibili.

Nei casi in cui non esistano prove per atti sessuali consumati fisicamente, ma per quella che oggi viene conosciuta come “pedopornografia” la pena è di carattere economico (una salatissima multa) e la relativa espulsione dal paese, con notifica della sentenza ai paesi limitrofi per evitare che i soggetti giudicati e condannati possano rientrare attraverso posti di frontiera a volte troppo facilmente aggirabili.

 

A volte poi la prostituzione minorile altro non è che uno “specchietto per le allodole” che nasconde un altro problema ben più grave: il traffico di organi di bambini, utilizzati per trapianti o, molto spesso, per riti magici o satanici che vengono tuttora effettuati in molti paesi latino americani. 

Peccato che la parola pedofilia derivi dal greco e significhi letteralmente “bambino, affetto e amicizia” e che si sia trasformata per indicare una vera e propria malattia, un disturbo del desiderio sessuale. Combattere la pedofilia con tolleranza “zero” significa tutelare il nostro futuro, rappresentato dai nostri figli e da tutti i bambini del mondo.

  

Di Giovanni Girardi

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martedì 28 Gennaio, 2020