Massimo Bontempelli: il padre lombardo del realismo magico
di Marco Stella
Massimo Bontempelli, nato a Como il 12 maggio del 1887, dopo esser passato dall’esperienza futurista ed interventista frequenta gli ambienti artistici della Parigi dei primi anni ’20, dove una sorta di nuova belle époque favorì la nascita delle ultime avanguardie tra le quali il già citato surrealismo del poeta Andrè Breton.
Grazie a Cent’anni di Solitudine di Gabriel Garcia Marquez il realismo magico diventa il filone letterario latinoamericano più conosciuto oltre i confini stessi dell’America Latina. Era il 1967, ma già da una ventina d’anni romanzi che associavano il verosimile ed il fantastico al punto di far della fantasia una realtà erano comuni in tutto il centro e sud America. Miti precolombiani e supersitizioni entravano nelle trame dei romanzi ed i personaggi vi convivevano come in una realtà parallela, una realtà arricchita appunto dalla magia, una realtà surreale.
Ed è proprio grazie alle analogie con il surrealismo letterario francese [Andrè Breton – manifesto del surrealismo 1924] che Massimo Bontempelli conia il termine realismo magico. Massimo Bontempelli, nato a Como il 12 maggio del 1887, dopo esser passato dall’esperienza futurista ed interventista frequenta gli ambienti artistici della Parigi dei primi anni ’20, dove una sorta di nuova belle époque favorì la nascita delle ultime avanguardie tra le quali il già citato surrealismo del poeta Andrè Breton.
Il termine realismo magico nacque dunque in Italia e nella stessa Italia il genere lettario ebbe un certo successo tant’è che, oltre allo stesso Bontempelli, che scrisse secondo le forme del realismo magico tra il 1922 ed il 1940 – La scacchiera davanti allo specchio (1922) Eva ultima (1923) La donna dei miei sogni e altre avventure moderne (1925) – autori come Italo Calvino e Dino Buzzati possono esser inclusi in questo grande filone letterario. Il Segreto del Bosco Vecchio di Dino Buzzati è del 1935, mentre Calvino è con Il visconte dimezzato del 1952 che si immerge nel realismo magico tanto da diventare senza ombra di dubbio il più conosciuto autore italiano del genere.
Il realismo magico, al pari del surrealimo francese, è figlio dell’idea spiritualista di voler rompere con il positivismo imperante di fine ottocento ed in comune con il movimento francese ha appunto una certa visione onirica, l’indagine dell’inconscio ed il legame con l’arcano contenuto nei miti, riprendendo quel realismo magico ante litteram che ha sempre accompagnato la letteratura universale (si pensi ad esempio all’Eneide ed alla Divina Commedia). Per questa ragione il realismo magico non può esser definito una vera e propria corrente letteraria, ma la volontà di contrapporre al realismo e verismo (derivanti dal positivismo) qualcosa di più profondo, che tocchi nuove tematiche o che le presenti secondo nuove forme.
È questa stessa esigenza che può esser considerata il punto in comune più importante tra tutti quegli scrittori che vengono considerati come integranti del realismo magico anche se, lo sottolineo ancora una volta, non si tratta di una vera e propria scuola con maestri ed allievi, ma l’idea comune a moltissimi autori di attingere dal sovrannaturale elementi per arricchire le trame di racconti e romanzi. In America latina è a partire dagli anni quaranta che il realismo magico conquista un certo spazio. Di seguito ne riporto i maggiori letterati latinoamericani accompagnati dal titolo ed anni della prima opera dalle caratteristiche tipiche del realismo magico.
- Jõao Gimaraes Rosa (brasiliano) 1908-1967
- Sagarana – 1946
- Jorge Luiz Borges (argentino) 1889-1986
- L’Aleph 1949
- Alejo Carpentier y Valmont (Cubano) 1904 1980
- Il Regno di Questo Mondo 1949
- Julio Cortazar (argentino) 1914 1984
- Storie di Cronopios e di Famas – 1952-59
- Carlos Fuentes (panamense) 1928 2012
- Racconti Sovrannaturali – anni Cinquanta
- Mario Vargas Llosa (peruviano) 1936
- La Città e i Cani – 1962
- Gabriel Garcia Marquez (colombiano)1927
- Cent’anni di Solitudine – 1967
- Isabel Allende (cilena) 1942
- La Casa degli Spiriti – 1982


