La regione Lombardia e la ricerca — Lombardi nel Mondo

La regione Lombardia e la ricerca

Riunito a Varenna il “gotha” mondiale della nanomedicina: scambi di conoscenze tra Lombardia e USA

Si è riunito a Varenna, in provincia di Lecco, il “gotha” della nanomedicina mondiale. Suo obiettivo, delineare gli scenari dei prossimi quindici anni in un settore in cui la Lombardia ha grandi possibilità di diventare punto di riferimento a livello globale.

Organizzato proprio da Regione Lombardia, Istituto Regionale di Ricerca, e Fondazione Cariplo, il seminario di studi “Prospettive sul futuro della scienza e della tecnologia” è stato presieduto dal professor Adriano De Maio, Sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega all’Alta Formazione, Ricerca e Innovazione.

“Sigleremo a breve un accordo con il National Institute of Health – ha detto De Maio – che prevede l’assegnazione di borse di studio ai neolaureati lombardi chiamati a svolgere attività di ricerca per tre anni negli USA e, rientrati in Italia, costituiranno il punto di interconnessione con il mondo accademico americano. E’ l’impegno della Regione Lombardia per lo sviluppo delle nanotecnologie, considerato che questo è il campo in cui – ha proseguito il Sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia – possiamo eccellere avvalendoci dei nostri centri di ricerca e della straordinaria flessibilità del sistema delle Piccole e Medie Imprese presente nella nostra regione”.

In Lombardia la formazione universitaria ha preparato una nuova generazione di matematici, fisici, chimici, biologi, medici, ingegneri che possiedono i requisiti necessari per avviare proficui scambi di conoscenze internazionali, indispensabili per sostenere lo sviluppo di nuove sperimentazioni e attività produttive nel settore delle nanotecnologie a livello industriale.

De Maio ha consolidato i già ottimi rapporti con gli Stati Uniti: a Varenna era presente il prof George H. Atkinson, consigliere speciale per scienza e tecnologia del Dipartimento di Stato USA, alle dirette dipendenze di Condoleeza Rice.

Al centro dei colloqui, l’interesse per lo sviluppo delle nanotecnologie a vantaggio di nuove sperimentazioni a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. De Maio ha sottolineato che, a differenza di quanto accade nella farmacologia tradizionale, obbligata a seguire precisi protocolli prima di introdurre sul mercato nuovi farmaci, nel caso della nanomedicina le terapie possono aprire interessanti prospettive di sviluppo. Con le polveri nanoscopiche, ad esempio, si possono ottenere prodotti ceramici da utilizzare per gli impianti e un’altra interessante applicazione in fase di sperimentazione è costituita dalla possibilità del trapianto di retina con capacità adattiva.

 

 

 Adattamento di Ernesto R Milani

 Ernesto.milani@gmail.com

Da  AISE   24 maggio 2006

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