New South Wales. Un omaggio al nunzio apostolico — Lombardi nel Mondo

New South Wales. Un omaggio al nunzio apostolico

Ormai questi picnic si sono trasformati in un’ottima occasione per la comunità italiana di ritrovarsi in una località ideale per trascorrere una giornata in cui si sente parlare l’italiano e si mangiano salsicce nostrane

Se i trevisani e i friulani di Canberra si fossero messi in lizza per vedere chi attirava il maggior numero di partecipanti al loro picnic annuale, quest’anno avrebbero vinto i friulani. Gli organizzatori del tradizionale picnic della domenica delle Palme, tenutosi il 28 marzo, stimano che abbiano partecipato almeno 350 persone – una trentina più di quelle che si erano godute il picnic dei trevisani il 14 marzo. Ma i circoli regionali della capitale non fanno nessuna  gara. Ormai questi picnic si sono trasformati in un’ottima occasione per la comunità italiana di ritrovarsi in una località ideale -Weston Park, sulle sponde del lago Burley Griffin – per trascorrere una giornata in cui si sente parlare l’italiano (o il veneto, friulano, calabrese…), dove si mangiano salsicce nostrane, dove si rinnovano amicizie o se ne fanno di nuove.

L’autunno è la migliore stagione dell’anno nella capitale quindi favorisce manifestazioni organizzate all’aperto. Tavolate di amici e parenti si sistemano all’ombra di grandi e maestosi eucalipti, ben sparpagliate perchè di spazio ce n’è molto. I bambini si divertono da soli, rincorrendosi attorno ai tavoli. Il comitato organizzativo del Fogolar Furlan, il cui presidente è Lio Galafassi, presta molta attenzione all’intrattenimento per i bambini perchè se questi sono contenti, i genitori si sentono tranquilli e vengono volentieri. Anzitutto era stata prenotata una signora che dipinge i volti dei piccoli trasformandoli in gatti, tigri, pavoni, vampiri… o semplicemente con cuori e fiori (preferiti dalle bambine). La coda per farsi dipingere il viso era così lunga che Galafassi  ha chiesto a questa ‘artista’ di trattenersi più a lungo del previsto per non deludere i piccoli. C’era pure un giovane pagliaccio che, tra l’altro, sapeva torcere palloncini nelle forme preferite dai bambini. Anche questo giovane era molto popolare a giudicare dal nutrito gruppo di bambini che gli stavano attorno.

Un’altra iniziativa particolare per i bambini è di riservare una lotteria (gratuita) per loro, anzi una per le femminucce e una per i maschietti. I gridi di gioia e l’eccitazione dei piccoli attorno a Lio Galafassi, il presidente, che estraeva i numeri vincenti, erano straordinari.

Inoltre, ogni anno i piccoli fino ai cinque anni di età sono mandati in cerca di uova di cioccolato previamente nascoste tra gli alberi, sotto le cortecce, per terra ecc. Una vera gara per vedere chi ne trova il numero maggiore! Per gli adulti c’era un ottimo pranzo a base di tenera carne di manzo e saporite salsicce friulane, cotechino accompagnato dai tradizionali crauti, polenta a piacimento, tante insalate varie e poi anche il frico con la polenta – il frico (formaggio fritto) è una specialità friulana. A tutti erano poi stati offerti dei piatti con fette di colomba pasquale. E c’era pure tanta uva fragola per chi voleva finire il pranzo con la frutta!

La giornata era iniziata con la santa messa celebrata da padre Evans ad un altare eretto su una collinetta antistante il lago. I fedeli (oltre 100 di loro) si erano sistemati all’ombra di alberi dato il sole cuocente della tarda mattinata. Padre Evans è un sacerdote di origine canadese che soleva concelebrare la messa con l’ex missionario italiano padre Canova. Aveva pure celebrato la messa al recente picnic dei trevisani. Con circa 350 persone a cui servire il pranzo, la coda era lunghissima. Ma nessuno se ne è lamentato perché stando in coda con amici o familiari, si continuava a chiacchierare. A colmare i piatti dei commensali c’era una squadra di una decina di persone, tra cui alcuni adolescenti.

Tutti i premi della ricca lotteria erano stati donati da soci del Fogolar Furlan. Ad esempio il primo premio, una cena del valore di $100, era stato donato dal ristorante italiano Tosolini. Al tavolo dove erano esposti i premi c’era sempre una coda – o per comprare i biglietti del pranzo o per i biglietti della lotteria. Linda Tesolin era alla cassa, assistita dal marito australiano, Baz. La cucina ha ora un’aspetto giovanile: Ricky Galafassi, Robert Di Cecca, Tom Pauletto e Robert Boz. Questa nuova generazione di friulani/australiani ha preso responsabilità per i barbecue – chi si occupa della polenta, chi delle salsicce, chi delle bistecche, chi di portare i vassoi della carne cucinata…. E tra i cuochi ci sono pure due australiani (Shannon e Graham, generi dei Giusti) e Simon, l’amico asiatico di Shannon che viene da anni perchè gli piace l’atmosfera della festa friulana.

L’organizzazione del cibo è quasi un’operazione militare di grande precisione, e Lio Galafassi riconosce il ruolo essenziale della moglie Elke in questo campo. Con oltre trent’anni di esperienza nell’organizzazione di questo picnic, Elke ormai affronta il compito con destrezza ed efficacia. Per il picnic di quest’anno Lio Galafassi aveva escogitato una sorpresa: la presentazione di un magnifico omaggio al nunzio apostolico, mons Giuseppe Lazzarotto, da parte dell’Ente Friuli nel Mondo e degli otto Fogolar Furlan d’Australia – Sydney, Melbourne, Brisbane, Adelaide, Perth, Canberra, Dimbulah e Griffith.

Galafassi aveva chiesto all’Ente Friuli nel Mondo di Udine di mandargli un’onorificenza in riconoscimento dell’attività pastorale del Nunzio. L’Ente aveva invece deciso di fargli un omaggio molto più significativo: una riproduzione artigianale in argento di una croce longobarda – un cimelio conservato nel Duomo di Cividale del Friuli. Nella lettera a Galafassi, il presidente dell’Ente, l’on. Giorgio Santuz, aveva scritto: “Credo che sia davvero un’iniziativa meritoria [….] che rinnova non solo la grande vitalità ed i profondi valori che animano la comunità friulana di Canberra, ma anche per il significato che l’iniziativa assume a conferma del profondo, indissolubile legame che ha sempre unito l’identità friulana alla propria dimensione religiosa. […] In ogni comunità friulana, infatti, l’intimo affetto che lega ciascun componente alla dimensione del ‘fogolar’, simbolo domestico del valore della famiglia, si è sempre coniugata con gli insegnamenti ed i valori della Chiesa romana”.

Durante la consegna di questa croce al nunzio apostolico, Galafassi ha fatto riferimento alla grande disponibilità del nunzio nel seno della comunità, che sente fortemente la mancanza di un missionario italiano dopo la partenza di padre Canova nel 2008. Dire messa per i fedeli italiani non fa certo parte dell’incarico di un ambasciatore del Vaticano, ma quando il nunzio lo può fare è molto apprezzato dalla comunità. Come portavoce di questa comunità, Galafassi ha quindi ringraziato Mons Lazzarotto per questa sua disponibilità, dichiarandolo ‘friulano onorario’ prima di offrirgli la croce incorniciata. Mons Lazzarotto – un vicentino – ha accettato l’omaggio con gran piacere, affermando che il titolo di ‘friulano onorario’ è molto “difficile da ottenere” ed era per lui “inimmaginabile”. Ha poi dichiarato che lui, il suo segretario padre Franco Leo e padre Evans sono tutti felici di rendersi disponibili per la comunità, e che sta lavorando sodo per trovare qualcuno che prenda il posto di padre Canova. Spera che le trattative in atto portino frutto. In quanto all’omaggio, mons Lazzarotto ha detto che lo apprezza molto e che lo conserverà come un ricordo piacevole dei suoi anni a Canberra, aggiungendo che sarà con noi per ancora tre anni. 

Finita la festa e riflettendo sul suo andamento, Galafassi ha parlato del maggior numero di bambini presenti quest’anno rispetto al passato. La presenza dei piccoli con i genitori (seconda e terza generazione) auspica bene per la continuazione di feste popolari. Il secondo aspetto che gli fa molto piacere è il fatto che può contare sul valido supporto della seconda generazione per i lavori pesanti come il trasporto e sistemazione di tavoli e sedie, il trasporto delle bevande nonchè dei vari BBQ, il lavoro di cucina ecc. I friulani che avevano iniziato il picnic annuale più di trent’anni fa e che sono ancora vivi (tra cui lui e la moglie, i Giusti, i Solari, Vittorino Pauletto e Roberto Tomadini), non se la sentono più di fare questi lavori pesanti, ma per fortuna i loro figli si sono fatti avanti ed hanno preso il loro posto.

In conclusione, Galafassi si è dichiarato del tutto soddisfatto del picnic di quest’anno. Tramite La Fiamma desidera ringraziare pubblicamente i tanti volontari che hanno contribuito al successo della festa (incluse Carla Raber e Franca Solari che avevano fatto i crostoli messi in vendita a favore del sodalizio, e Maria Magda Damo che aveva portato il bouquet di fiori per l’altare), e tutti quelli che vi hanno allegramente partecipato.

Un ‘mandi’ (arrivederci) quindi all’anno prossimo!

Yvette Devlin 

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martedì 28 Gennaio, 2020