Alitalia, Penati: “Il nord che conosco chiede libertà e non protezioni” — Lombardi nel Mondo

Alitalia, Penati: “Il nord che conosco chiede libertà e non protezioni”

Il presidente della Provincia di Milano interviene sul caso della compagnia di bandiera sostenendo che chiedere la moratoria è legittimo e condivisibile ma è inaccettabile che a pagarla siano i contribuenti.

“Le dichiarazioni che sto sentendo in questo periodo non sono quelle del nord che conosco. In questi giorni si stanno alzando delle voci  che rappresentano un nord rinunciatario, che invoca protezioni. Chiedere la moratoria è legittimo e condivisibile  ma è inaccettabile che a pagarla siano i contribuenti” Così il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati interviene  a proposito della vicenda Alitalia. “Quando si chiedono 600 milioni di euro  di contributi statali- continua Penati-  da dare ad Air France per mantenere  Alitalia a Malpensa,   (la moratoria significa questo) per coprire 200 milioni all’anno di perdita,  e quei contributi servirebbero anche a  mantenere  Alitalia cargo a Malpensa , una   società improduttiva, che nel 2007 ha fatturato  220 milioni di euro, a fronte di 70 milioni di perdite e che  ha  5 aerei in esercizio  per 135 piloti, si invocano misure stataliste che mal rappresentano lo spirito e la cultura del nord imprenditivo”.

“Io naturalmente- afferma ancora Penati- sono  perché i lavoratori abbiano diritto alle maggiori protezioni sociali possibili ma ciò non può voler dire che lo Stato debba finanziare posti di lavoro improduttivi”.

“Il nord  che conosco- continua Penati- non è neppure quello che a fronte di una liberalizzazione imminente delle rotte intercontinentali  a partire già dal prossimo aprile dal nord America chiede  che l’aeroporto varesino sia un hub per decreto. Il nord non è neppure quello che cambia posizione in pochi giorni e dopo avere chiesto protezioni afferma, invocando il mercato, che in realtà Alitalia può anche fallire.  Se l’obiettivo è quello di far fallire Alitalia lo si dica, ma non si ricorra ad una causa come quella intentata da Sea,  che quand’anche fosse vinta non  porterebbe a Sea  stessa un solo quattrino. Infatti Alitalia, che non è neppure nelle condizioni di pagare il carburante degli aerei, non potrebbe mai risarcire il danno e non farebbe altro che portare i libri in tribunale. Un’Alitalia fallita è la peggior soluzione possibile  sia dal punto di vista del futuro di Malpensa sia per le garanzie occupazionali”.

“Il nord che conosco-conclude Penati- e che ho l’ambizione di rappresentare è il nord che invoca libertà e non protezioni, è il nord imprenditivo che accetta le sfide  di un economia globalizzata  che  internazionalizza le proprie attività economiche e che può assumere la sfida del  rilancio di Malpensa nelle logiche di un mercato libero da vincoli protezionistici. Ed è per queste ragioni che il Governo deve assumere un impegno preciso e irrinunciabile affinchè ad Air France non vengano trasferiti i diritti di volo in esclusiva, oggi in capo ad Alitalia ma si impegni a rinegoziare gli accordi bilaterali. Chiediamo anche ad Air France di  accettare la  competizione impegnandosi ad  offrire al quarto mercato europeo il miglior servizio alle migliori condizioni”.

 

Giovedi 20 Marzo 2008

http://www3.varesenews.it/lombardia/articolo.php?id=94376

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