Perledo : appunti per una storia della sua emigrazione — Lombardi nel Mondo

Perledo : appunti per una storia della sua emigrazione

Perledo è un caratteristico paese del lago di Como la cui storia si affaccia e si tuffa in quella del mondo intero grazie all’avventuroso spirito dei suoi abitanti.

Perledo è un paese caratteristico composto di un migliaio d’abitanti e spalmato su diverse frazioni : Bologna, Regoledo, Gisazio, Gittana, Regolo, Vezio, Tondello, Castaglia ed Olivedo. La vista memorabile e quieta abbraccia l’acqua del lago, il verde smisurato, le montagne lontane.

Nel suo piccolo annovera concittadini illustri come monsignor Franco Festorazzi, vescovo di Ancona-Osimo; la famiglia Ongania emigrata in Argentina, il cui figlio Juan Carlos fu presidente del paese dal 1966 al 1970 ; lo scrittore ed editore Umberto Notari, che vi trovò sia la pace terrena sia quella eterna nel cimitero del Tondello. 

Come tutti i paesi delle comunità montane ha subito durante il tempo una sensibile migrazione sia europea sia extra-europea, sia temporanea sia definitiva, soprattutto tra il 1900 e il 1935.

Le storie dell’emigrazione, vite semplici e sconosciute, sono spesso trascurate o ritenute di nessun valore. Quella storia locale che non balza mai all’onore della cronaca e poco visibile nei libri di testo.

A Perledo mi ha portato la Guerra civile americana. Un cognome lombardo apparso improvvisamente in mezzo alle infinite liste americane. Un cognome per ricostruire una storia, ancora incompleta, ma degna di menzione.

Gio. Batta. Silvestro Festorazzi nacque a Regolo il 2 febbraio 1819 da Angelo e Cartolina Arrigoni e fu battezzato nella chiesa di San Martino. E’ difficile risalire alle motivazioni che lo spinsero a stabilirsi a Mobile in Alabama, città portuale nel golfo del Messico, ma la sua intraprendenza fu certamente grande. Da giovane apprese il mestiere del pasticciere a Milano, si trasferì poi a Marsiglia da dove partivano navi per tutto il mondo. E così finì a New Orleans e poi in Alabama dove il  censimento del 1860 lo colloca infatti  nel 3° distretto di Mobile. Gestisce un’attività di pasticceria assieme al fratello Joseph e ad un nipote, Angelo che lavora con loro assieme ad altri quattro commessi. Festorazzi, che dichiara di essere nato in Lombardia, possiede immobili per un valore di 30.000 dollari ed un patrimonio personale valutato 18.000 dollari. Un’ascesa veramente formidabile. Figura pure, unico italiano, nell’elenco dei proprietari di schiavi : ne possiede addirittura tre..

Allo scoppio della Guerra civile Sylvester Festorazzi si arruola nell’esercito confederato, il 21° reggimento di fanteria dell’Alabama dove funge da capitano della Compagnia “G” delle Southern Star Guards  della contea di Mobile, costituita da un gruppo misto di francesi, italiani e spagnoli, fino al 27 giugno 1962. Il fratello Joseph (Giuseppe) Festorazzi ricoprirà invece il grado di terzo sergente nella compagnia del capitano Charles A. Hart della milizia dell’Alabama. Angelo Festorazzi combattè invece nel 23° reggimento di fanteria dell’Alabama,  poi trasferito al 1° Louisiana.

Sylvester Festorazzi fece diversi viaggi in Italia. Il 9 novembre 1860 Festorazzi giunse a New York da Le Havre a bordo della Vanderbilt di ritorno dal viaggio di nozze con la moglie Marguerite. Sfortunatamente le liste delle navi non forniscono molte indicazioni, ma il viaggio avvenne in cabina non nella terza classe degli emigranti. Il figlio Angelo nasce nel 1864. Festorazzi torna di nuovo in Italia nel 1872. Riparte sempre da Le Havre, questa volta con l’Hammonia. Non ci sono ancora gli italiani della Grande Migrazione di qualche anno dopo. Nel 1882 Festorazzi porta in Italia il figlio Angelo.

Sembra logico un suo soggiorno a Perledo visto che i contatti sono rimasti. Il fratello Joseph è ritornato Giuseppe dopo il suo ritorno a Perledo. Ne diventerà anche il sindaco e morirà nel 1904. Altri membri della famiglia attraverseranno diverse volte l’oceano anche negli Anni trenta. L’ultimo viaggio registrato di Sylvester  Festorazzi è quello a bordo della Gascogne con arrivo a New York il 21 ottobre 1889. Sempre Le Havre, per la maggior frequenza delle navi e soprattutto per il . minor tempo impiegato ad attraversare l’oceano Atlantico. La grande emigrazione è cominciata da poco. Centinaia,. migliaia di persone affollano le banchine dei porti per andare incontro al sogno americano. Intanto alcune famiglie sono tornate a Perledo, mentre altre persone stanno per partire per gli Stati Uniti.

Syilvester Festorazzi, invece, ha  già coronato il suo sogno americano e ed è diventato un notabile. E’ proprietario del Garden Coffee Saloon, ha un ufficio al Gulf City Hotel di Mobile ed è stato investito della carica di console d’Italia. I suoi viaggi denotano un legame con il paese d’origine, anche se nella richiesta  per  ottenere il passaporto americano dichiara di essere nato nella “City of Milan” ( città di Milano) anziché Regolo. Forse un semplice desiderio di ingrandire la propria immagine e quella della città simbolo della sua regione di nascita. Tuttavia il monumento funebre nel cimitero cattolico di Mobile ristabilirà la verità.

Sylvester Festorazzi morì il 29 aprile 1897 a Mobile, Alabama. Al funerale celebrato nella chiesa dell’Immacolata Concezione partecipò una folla immensa. La bara fu accompagnata dai consoli di Russia, Gran Bretagna, Impero Germanico, Haiti, Belgio, Austria, Francia, Argentina, Costarica. Paul Arata e Antonio Dacovich furono alla testa dei soci membri della Società di Benevolenza Italiana  di Mutuo Soccorso  di cui era presidente Frank Rota.   Il comandante E.W. Christian comandò il gruppo Raphael Semmes Camp. N.11 della United Confederate Veterans, l’organizzazione che riuniva i reduci sudisti della Guerra civile.

A Sylvester Festorazzi lo scultore Roderick D. MacKenzie ha dedicato uno splendido busto visibile al Museo della città di Mobile.

La moglie Margherite morì nel 1899.

La vicenda dei Festorazzi in Alabama non termina con Silvestro. Il figlio Angelo nato il 17giugno

1864 divenne un noto medico chirurgo. Sposato con Annie Mahlin ebbe un figlio, Angelo jr ( 1901-

1977). Angelo fu tra i soci fondatori ed unico italo americano dell’Associazione americana dei medici chirurghi militari fondata il 12 febbraio 1903. Le sue carte sono conservate nei Samuel Eichold Papers, University of South Alabama Archives, Mobile, Alabama.

Alla famiglia Festorazzi sono pure legate alcune cause spesso citate nella letteratura  forense come : Festorazzi contro First National Bank oppure Festorazzi contro St. Joseph. Quest’ultima dichiara che il lascito ad una chiesa da spendere per dire messe  per il defunto testatore  è nullo in quanto la chiesa potrebbe utilizzare i fondi per altri usi e quindi annullare l’intenzione del testatore.

Gli appunti per una storia più dettagliata dell’emigrazione da Perledo continuano. Le tracce argentine sono ancora visibili nelle pagine degli atti di nascita che attestano le origini sudamericane di molti rientranti in patria e poi magari emigrati nuovamente negli Stati Uniti. Le presenze americane sono ben marcate e già sottoposte ad analisi : i Dellamano a Collinsville, centro carbonifero in Illinois, vicino a  St. Louis.  Bob Dellamano, nipote di Antonio Dellamano emigratovi nel lontano 1871, mi ha appena telefonato proprio da Collinsville perché  interessato a saperne di più e a raccontare la sua storia

E sempre i Dellamano di Gisazio, a Boston, in Argentina, molti andati molti tornati. Cuochi, gelatai, cuochi ancora, muratori. Ongania di Regolo a New York, Fumeo a Boston, Maresi a New York, Maglia di Bologna qua e là, Vergottini a Boston, Tagliaferro di Regoledo a New York.

Harry Aristide Dellamano nato il 5 maggio 1895 a Gisazio, Lombardia, Italia  ed abitante a Rockland nella contea di Plymouth in Massachusetts, muratore, arruolatosi nell’esercito americano durante la prima guerra mondiale. Per diventare americano più in fretta.

Nomi alla ricerca di fatti, di racconti, di un posto nella storia. Un invito ai perledesi tutti a farsi avanti per dare il loro contributo significativo.

 

Ernesto R Milani

25 agosto 2008

Ernesto.milani@gmail.com

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