LE POSTE TASSIANE (14) — Lombardi nel Mondo

LE POSTE TASSIANE (14)

Per www.lombardinelmondo.org presentiamo “Le Poste Tassiane”, uno dei primi, e tra i più importanti, interventi dedicati alla famiglia dei Tasso di Camerata – Cornello (Bergamo), all’origine della posta moderna (italiana ed europea). Enrico Melillo, uno dei maggiori storici della Posta, segue passo passo gli sviluppi di questa casata impegnata in Italia e nell’Europa dei secoli XVI – XIX.
LE POSTE TASSIANE (14)

Stemma Tassiano

Dopo la morte dell’imperatore Carlo VII, Francesco I nominava il principe Giuseppe Ernesto Guglielmo dì Für­stenberg-Stülingen a suo Commissario-Principale. Ma questi, dopo tre anni, rinunciò all’ufficio, e l’imperatore, malgrado i diversi concorrenti che lo ambivano, il 25 gennaio 1748 l’assegnò al principe Alessandro Ferdinando di Thurn e Taxis. Il Commissario-Principale dell’impero presso l’Assemblea degli Stati principali in Ratisbona, che da quest’epoca in avanti rimase sempre strettamente legato alla Casa principesca fino alla caduta dell’antico Impero germanico, fu quello che de­cise definitivamente la traslazione della sua residenza da Fran­coforte sul Meno alla città imperiale di Ratisbona.

Il 18 aprile 1748 il principe Alessandro Ferdinando diede ordine agli ufficiali postali superiori di Francoforte, Visburgo, Norimberga di aver somma cura che, pel trasloca­mento della Corte principesca da Francoforte a Ratisbona, sopra le strade postali fosse pronto un numero di cavalli ne­cessario a nove carrozze con tiro di sei. Ogni incaricato po­stale doveva aver cura da ogni stazione di andare incontro, com’era conveniente, a quel corteo, di farlo proseguire nel miglior modo possibile, di prestargli la più premurosa assi­stenza in qualunque bisogno. Il principe Alessandro rimase a Francoforte sino a tutto aprile e si recò poi a Stuttgart, nel suo castello a Trugenhofen nella Svevia che fin dal 1819, porta il nome di Castello Taxis.

Durante il XVIII secolo troviamo in molti punti della Ger­mania e degli altri Stati ora confederati altri accenni alle Poste Tassiane. Infatti verso la metà di quel secolo i Tasso istituirono, tra Stuttgart e Heilbronn, Strasburgo, Sciaffusa, No­rimberga, Francoforte; tra Monaco e Bruxelles per Dinkel­sbühl, nel Württemberg; tra Vienna e Parigi passando per Ulm, Tuttlingen e Hornberg, le carrozze postali con trasporto di viaggiatori e di merci. Ma questo servizio, dopo la creazione della Posta nazionale (a. 1709) nel Württemberg per opera del duca Eberhard-Luigi e dei nuovi cessionari fratelli Fi­scher, venne in quel ducato abbandonato dai Tasso, ai quali però venne di nuovo affidato ai primi del XIX secolo, in se­guito al matrimonio del duca Carlo Alessandro con una prin­cipessa di Casa Tasso. Allora nel Württemberg entravano ed uscivano periodicamente 99 messaggeri a piedi, a cavallo e in carrozza.

In sèguito alla pace di Luneville (a. 1801) la Casa prin­cipesca di Thurn e Taxis dovette cedere le Poste della sponda sinistra del Reno e perdette, appena dopo lo scioglimento del vecchio Impero tedesco, il feudo imperiale del Generalato delle Poste dell’Impero. L’ultimo Thurn e Taxis, maestro generale delle Poste a Ratisbona alla dipendenza dell’Altezza­ – Primate, Massimiliano Barone Karg di Bebenburg, il 22 mag­gio 1810 venne privato del suo ufficio, e il giorno dopo passava con tutto il personale al servizio delle Poste di Ba­viera. La Generale Direzione delle Poste feudali rimaste alla Casa Principesca, verso la fine del 1811, da Ratisbona venne trasportata a Francoforte sul Meno e sottoposta al direttore generale Alessandro Barone di Vrintz-Berberich.

Dopo l’atto della Confederazione tedesca (a. 1815), le Poste Tassiane ebbero un nuovo risveglio; finché l’ultimo resto di esse, che comprendeva ancora 19 Stati e territori della Confederazione Germanica, venne ceduto alla Prussia il 28 gennaio 1867. «Alla Casa Taxis», come giustamente osservò il dottor Di Stephan alla inaugurazione dell’edifizio postale imperiale di Francoforte, «resta pur sempre il merito di aver conservato una mirabile unità in mezzo ad un variopinto mo­saico di Stati per quattro secoli e mezzo, e di aver ben com­preso la necessità di mantenerla ad onta delle spesso difficili relazioni e delle profonde scissure nei rapporti politici e giu­ridici della vecchia Germania. Finché al mondo vi sarà la storia, il nome di Thurn e Taxis rimarrà scritto con glo­riosi ed indelebili caratteri nel campo postale».

Sotto il principe Carlo Alessandro (a. 1805-1827), che era ammogliato con Teresa Matilde duchessa di Mecklem­burgo-Strelitz, sorella della regina Luigia di Prussia, la Casa Principesca, unitamente a un gran numero di Principi Sovrani, con atto del 12 luglio 1806 venne mediatizzata e sottoposta al Primate della Confederazione Renana Carlo di Dalberg e dopo il 1810 assoggettata alla corona di Baviera. La costituzione bavarese del 26 maggio 1818 confermò 1’egualità di prosapia della Casa Principesca Thurn e Taxis con le Case ancora Sovrane (condizione giuridica privilegiata) e conferì al Capo della stessa, cioè al Maestro Primate delle Poste della Co­rona, seggio e voto nella Camera del supremo Consiglio del­l’Impero. Quale compenso del servizio postale nei territori prussiani sulla destra del Reno, nel 1819 venne concesso alla Casa Principesca il principato di Krotoschin come feudo prin­cipesco ereditario nella linea mascolina. In sèguito ai segnalati servigi nella Boemia il principe Carlo Alessandro ricevette nel 1823 il diritto di «Landmannschaf» nel ceto signorile del Regno di Baviera.i

Ad eccezione della Francia,ii ove l’Amministrazione delle Poste era diretta da un funzionario reale speciale, e del Por­togallo, dove, dopo il 1606, la carica di Gran Maestro delle Poste era, per via di compera, passata nelle mani della fa­miglia Matta, al principio del XVIII secolo i membri della fami­glia Tasso possedevano quasi da per tutto l’alta direzione del servizio postale. Anzi nel giugno del 1815, dopo le guerre di secessione, si fondò la prima lega germanica e quasi tutte le Poste tedesche passarono sotto l’amministrazione dei Tasso, i quali, un anno dopo, rinunziarono all’esercizio dei loro pri­vilegi postali negli Stati prussiani.

Ma nel 1849 il territorio postale sottoposto alla giurisdi­zione dei Tasso cominciò a sgretolarsi; man mano si stac­carono le Poste di ducati, granducati e province; la grande influenza di quei secolari pionieri di civiltà, si ridusse, si re­strinse, quasi disparve. In quell’anno staccaronsi pure le Poste dell’Hannover, di Baviera, di Baden, di                            Württemberg: segui­rono nel 1852 quelle di Brunswick, di Oldemburgo, del Lus­semburgo; nel 1856 quelle di Mecklemburg-Schwerin, quelle della città di Bergedorf nel 1861, e nel 1864 quelle di Me­cklenburg-Strelitz. Nel 1865 quindi il territorio postale am­ministrato dai Tasso comprendeva Assia Granducale, Nassau, Sassonia-Coburgo, Sassonia-Meiningen-Hildburghausen, Assia-Omburgo, Schwarzburg-Rudolfstadt, Francoforte sul Meno, Assía Elettorale, Sassonia-Weimar-Eisenach, Sassonia-Gotha, Lippe Detmold, Reuss, Schaumburg-Líppe, Arnstadt con le città di Gehren e Gross-Breitenbach, Amburgo, Brema, Lu­becca.

Attualmente la Casa che, nel 1867 vendette alla Prussia tutti i diritti di Posta che le restavano ancora, possiede beni in Boemia, nel Tirolo, in Baviera, nell’Hohenzollern, nella Posnania e nel Württemberg, e si divide in due rami: a) ramo residente a Ratisbona: capo attuale, Alberto Thurn e Taxis, principe di Buchau e Krotoszyn, conte di Valsàssina, di Mar­chthal e di Neresheim, conte principe di Friedberg-Scheer, cavaliere del Toson d’oro e dell’Ordine di S. Uberto, membro ereditario del supremo Consiglio austriaco e della Camera del Consiglio di Baviera, membro ereditario della Camera dei Si­gnori di Prussia e della Prima Camera di Württemberg, pro­prietario del II Reggimento dei cavalleggeri bavaresi «Taxis», maestro generale ereditario delle Poste e primo maestro delle Poste della Corona di Baviera; b) ramo residente al Castello di Laucin in Boemia: capo attuale, Alessandro, principe della Torre e Tasso.

 

Fine quattordicesima puntata

 

A cura di Luigi Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

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