Premio per la Pace 2011 — Lombardi nel Mondo

Premio per la Pace 2011

Continuano a pervenire al mondo associativo dell’emigrazione italiana le manifestazioni di sostegno alla candidatura di Rino Zandonai, tragicamente scomparso l’1 giugno 2009 in una sciagura aerea, al “Premio per la Pace 2011”, istituito dalla Regione Lombardia

Il “Premio per la Pace” è un’iniziativa istituita nel 1997 dalla Giunta della Regione Lombardia per promuovere la cultura della pace e della solidarietà.

Ogni anno viene pubblicato un bando per l’assegnazione del Premio, per il quale possono essere presentate delle proposte di candidatura da parte di diversi soggetti pubblici e privati della Lombardia. Il premio è diventato un tradizionale appuntamento, un’occasione per riconoscere “l’impegno di uomini e donne, svolto con competenza e passione per la costruzione della pace e della solidarietà internazionale”: “proprio quello che Rino Zandonai ha fatto – scrive la Trentini nel Mondo – durante tutta la sua vita e con particolare intensità durante il suo mandato di direttore della Trentini nel mondo”.

In particolare, ad appoggia “con grande convinzione” la candidatura di Zandonai al Premio è Erminio Lorenzini, esponente della comunità trentina, il quale ricorda: “ho avuto la felice opportunità di conoscere ed apprezzare Rino nella mia duplice veste di componente il Direttivo della Trentini nel Mondo (ancora attualmente in carica) che in quella di membro del Consiglio di Reggenza della Fondazione Campana dei Caduti e della Pace di Rovereto.

Posso anzitutto testimoniare la sobrietà e lo stile schivo e riservato di questa indimenticabile persona. Il suo impegno era assoluto, competente, senza soste. Riconosciuta ed apprezzata da tutti era la passione civile con la quale ha sempre affrontato le problematiche dei nostri emigrati. Dall’Europa all’Australia, dalle America del Sud agli Stati Uniti la sua azione era caratterizzata dalla ricerca della giustizia, dell’equità, della pace. Egli era pienamente convinto che la Pace non poteva che avere  come presupposti la giustizia e l’equità. Quella tensione verso la giustizia che come emigrante lui

stesso in Belgio, lo vedeva grintosamente in prima linea nella difesa dei diritti e della dignità dei nostri connazionali emigrati. Il suo mondo era veramente quello dell’altruismo e della solidarietà”.

“È stato anche, sicuramente, – prosegue Lorenzini – operatore di pace. È stato proprio lui a proporre e sostenere con forza un protocollo d’intesa fra la “Trentini nel mondo” e la Fondazione Campana dei Caduti e della Pace di Rovereto grazie anche al quale la Fondazione è stata ammessa come osservatore speciale dell’ONU. Infatti – conclude – i Circoli della Trentini del mondo, sparsi in ogni Paese, sono diventati così dei “terminali” impegnati in modo ancora più forte a diffondere gli ideali di convivenza, di rispetto e di pace”.

 

Fonte: (aise)

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martedì 28 Gennaio, 2020