I progetti della Associazione no profit “Peter Pat” — Lombardi nel Mondo

I progetti della Associazione no profit “Peter Pat”

Formare già da bambini gli adulti responsabili di domani: partono i progetti della associazione no profit “Peter Pat” rivolti alle scuole in Italia e all’estero. Una realtà che può determinare una bella e alta immagine per l’Italia anche in relazione all’Expo 2015 con, altresì, buone potenziali nuove opportunità lavorative

Milano: Patrizia Morelli è un medico chirurgo, specialista in Ginecologia e Ostetricia, che lavora nella Ricerca Clinica da oltre quindici anni, un’attività, spiega, che le ha permesso di guardare al mondo “con occhi aperti”.

 

La Morelli ha fondato una Associazione non profit che ha chiamato Peter Pat (www.peterpat.org) il cui scopo è quello di far gemellare in strutture recettive adatte nel Nord/Centro Italia, per una durata di tre, cinque o sette giorni, di volta in volta due classi di bambini di 9/10 anni, provenienti rispettivamente da un Paese sviluppato e da uno in via di sviluppo.

“Da anni – racconta – volevo “restituire” un pezzetto di quanto il percorso di vita mi ha dato finora; così, pensando ai bambini, ho fondato l’associazione”.

Lo scopo di queste giornate, che verranno preparate da docenti di Pedagogia e dagli insegnanti accompagnatori, è quello di far incontrare i bambini, farli dialogare attraverso giochi, balli, visite guidate a musei, semplici lezioni di educazione sanitaria; per farli conoscere reciprocamente e far sì che proseguano la conoscenza reciproca una volta rientrati a casa, col supporto dei loro insegnanti.

“Ci sono già belle e grandi realtà umanitarie che si occupano di portare beni materiali nei Paesi meno fortunati o di aiutarli a distanza; io – spiega la Morelli – ho pensato a qualcosa che possa aiutare a monte, affinché i nostri bambini di oggi possano essere gli adulti di domani in un mondo in cui sia magari un po’ più facile ascoltarsi e capirsi, sia che diventino adulti che scelgano di vivere in Paesi a loro “stranieri”, sia che diventino adulti che vivano nel proprio Paese ma imparando a essere più aperti con chi è lontano. Una realtà che può determinare una bella e alta immagine per l’Italia anche in relazione all’Expo 2015 con, altresì, buone potenziali nuove opportunità lavorative”.

“Il nome Peter Pat nasce dalla simpatia per il personaggio Peter Pan, nome che ho un po’ riadattato inserendo Pat come tanti mi chiamano; è un nome semplice per i bambini, adatto ad essere pronunciato e memorizzato in più lingue”.

La nuova associazione ha ora bisogno di forza e volontà per crescere, dunque di volontari, magari giovani che supportino gli insegnanti nelle giornate di “campus”, e professionisti che possano aiutare la Morelli a seguire le varie attività/relazioni.

Servono docenti per il programma e donatori che coprano i costi dei viaggi e dell’alloggio, sponsor che si uniscano all’Invicta – che già supporta l’associazione – e scuole elementari, sia in Italia che all’estero, interessate a partecipare all’iniziativa.

“Spero di riuscire entro il 2009 a far incontrare le prime due classi, per vedere come procede.

Dai primi contatti, Brasile, Ungheria, Turchia e Yemen potrebbero essere le prime scuole partecipanti. Per noi – sottolinea la Morelli – è importante poter far conoscere la nostra realtà appena nata, ho contattato tutte le Ambasciate italiane nel mondo e tutte stanno rispondendo, il Comune di Milano (al momento senza feedback).

Credo – conclude – nei piccoli passi che portano ai grandi progetti”.

 

Per contattare la Morelli si può inviare una email all’indirizzo morellipatrizia@googlemail.com, o telefonare al 0039 349 8151239.

Fonte: (aise)

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martedì 28 Gennaio, 2020