Concluso il XXVI Festival del Cinema Latino Americano — Lombardi nel Mondo

Concluso il XXVI Festival del Cinema Latino Americano

Si è concluso ieri a Trieste il XXVI Festival del Cinema Latino Americano, che, promosso dall’APCLAI – Associazione per la Promozione della Cultura Latino Americana in Italia, ha assegnato sabato, 29 ottobre, tutti i premi ai film vincitori

TRIESTE – Si è concluso ieri a Trieste il XXVI Festival del Cinema Latino Americano, che, promosso dall’APCLAI – Associazione per la Promozione della Cultura Latino Americana in Italia, ha assegnato sabato, 29 ottobre, tutti i premi ai film vincitori.

Aldo Garay si è aggiudicato il premio per il Miglior film con “El casamiento” (Uruguay-Argentina, 2011). “Con un sapiente esercizio di lettura psicologia dei personaggi, trattati con particolare pudore”, si legge nella motivazione della giuria, “il film racconta relazioni affettive che hanno subito forme di insopportabile intolleranza. Un film-verità molto ben dominato per la qualità delle sequenze, l’eccellente lavoro di macchina da presa e l’intelligenza della musica. Per tutto ciò si tratta di un forte e splendido contributo contro i pregiudizi di una società che anche a questo livello tenta la strada della liberazione”.

Il Premio Speciale della Giuria è andato a “Entre la noche y el dia” di Bernardo Arellano (Messico, 2011), “per la grazia rispettosa e l’attenzione con cui il film entra nella dolorosa tematica dell’emarginazione liberando questa condizione in una prospettiva finale di libertà, felicità e autonomia per lo straordinario protagonista. Il film emoziona, coinvolge e guida lo spettatore senza mai cadere in scelte strumentali o retoriche”.

Per la stessa pellicola Arellano ha ottenuto anche il premio alla Migliore Regia, “per la scelta narrativa di rendere quasi invisibile la macchina da presa annullando apparentemente la soggettività del raccontatore e rappresentando costantemente il punto di vista del personaggio principale. L’aspro confronto tra l’oscurità e la luce è la metafora della condizione umana rappresentata dilaniata tra un’oppressione che sembra invincibile e un’agognata libertà”.

“Per la professionalità con la quale viene esposta una situazione socio-politica molto complessa come quella recente colombiana affidando ai diversi personaggi ruoli e dialoghi in grado di esprimerne gli aspetti”, il premio alla miglior sceneggiatura è stato invece attribuito a Ricardo Coral Dorado per “Postales colombianas” (Colombia, 2010), di cui è anche regista. Dal film emerge “la follia di un sistema di potere che usa il terrore diffuso per giustificare la propria permanenza come negazione del terrore”. Il film ha ottenuto anche il premio del Pubblico.

Adriana Aizenberg ha conquistato il premio per la Miglior Interpretazione in “La vieja de atrás” di Pablo José Meza (Argentina-Brasile, 2010) “per l’efficacia della resa di un personaggio complesso nel suo riunire solitudine, irruento desiderio di contatto e la vecchiaia con tutte le sue ombre. Dominando nel dettaglio le sfumature di tale variegata natura, l’attrice dimostra una profonda capacita empatica di trasposizione nel personaggio e l’autenticità di un talento che nel senso della misura sprigiona la propria forza”.

Ed ancora premio all’Opera Prima a “Perro muerto” di Camilo Becerra (Cile, 2010), “per aver rappresentato nella condizione di una giovane madre stretta tra l’amore e la responsabilità verso il figlio e l’attrazione di una vita ancora senza vincoli, la condizione stessa della società cilena uscita da un travaglio violento e faticosamente avviata ad assumere le proprie responsabilità. La maturità stilistica e narrativa si unisce a un già valido mestiere nella guida degli attori e nel racconto cinematografico in generale”.

Altri premi sono stati inoltre assegnati a Daniel Yafalián, autore delle musiche per il film “La vigilia” di Augusto Tamayo (Perù, 2011), per la Miglior Colonna Sonora e al film “El fin del Potemkin” di Misael Bustos (Argentina, 2011) per la sezione “Contemporanea” in concoro.

Menzioni Speciali della Giuria a “Teclópolis” di Javier Mrad (Argentina, 2009), “Paraíso terrenal” di Tomás Welss (Cile, 2010) e “Tren Paraguay” di Mauricio Rial Banti (Paraguay-Argentina, 2011), “per l’innovazione formale e la creatività nel coniugare il trattamento dell’immagine e del suono”; ma anche a “Postales colombianas” di Ricardo Coral Dorado (Colombia, 2010), “per rendere manifesta la violenza che genera il timore civile e personale nei centri urbani e periferici”, ed “El casamiento” de Aldo Garay (Uruguay, Argentina, 2011), “per mettere in rilievo, con sensibilità e delicatezza, la dignità e la dimensione umana nei rapporti interpersonali”.

Il premio Malvinas è poi stato assegnato a “Nazion” di Ernesto Ardito (Argentina, 2011). Così la giuria ha inteso ” trasmettere un messaggio che va al di là dei limiti geografici e storici” e “richiamare l’attenzione su un’ideologia che contamina la convivenza sociale e che in modo mascherato continua ad essere attuale”.

Quanto al Premio Unione Latina per la miglior opera a carattere storico, questo è andato a “Laberinto verde” di Abel Kavanagh (Bolivia, Perù, Canada, 2011) “per la sua capacità di trattare una tematica storica, la coltivazione della foglia di coca, che resta attuale ancora oggi e per la sua obiettività nel parlare di questo argomento. Inoltre questo documentario riflette efficacemente l’importanza della cultura della coca in Bolivia come tradizione e sostegno dell’economia nazionale”.

Menzione Speciale della giuria del Premio Unione Latina anche al film “Homero Manzi, un poeta en la tormenta” di Eduardo Spagnuolo (Argentina, 2011) “per la contestualizzazione politica e sociale della storia, per la narrazione in prima persona del protagonista e per la presenza del suo lavoro, poesia e narrativa, durante tutto il film. Infine per la dinamicità della narrazione e la capacità di ricostruire anche la storia dell’Argentina”.

Oltre al premio alla Carriera a Jaime Humberto Hermosillo (Messico) ed al premio “Oriundi” al presidente della giuria Daniel Viglietti (Uruguay), il festival ha assegnato infine il Premio “Salvador Allende” agli ambasciatori italiani Piero de Masi e Roberto Toscano, per il loro coraggioso operato a tutela dei diritti umani e della democrazia, nel loro servizio all’Ambasciata italiana di Santiago del Cile durante il colpo di Stato di Pinochet del 1973.

Fonte: (aise)

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martedì 28 Gennaio, 2020