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Quale mondo italico e italiano ci aspetta in futuro ? Conseguenze e prospettive della nuova Legge sugli Italiani nel Mondo

Vi allego una analisi su quali italiani e italici all’ estero avremo in futuro dopo la cancellazione della legge che consentiva la cittadinanza ius sanguinis e la sua sostituzione con una nuova norma . Una transizione che sarà molto complessa .

Si tratta di una prima parte molto tecnica sul prima e il dopo della nuova legge che però non tiene conto di tutti coloro che non sono cittadini italiani ma che possiamo annoverare come italici in quanto questa analisi sarebbe molto più complessa. Alla fine vi e’ una serie di osservazioni e proposte per un aggiornamento del Manifesto di Svegliamoci Italici di Piero Bassetti 

La “nuova legge” sull’acquisto della cittadinanza italiana a cui fai riferimento (la Legge 23 maggio 2025, n. 74, che converte il Decreto-legge n. 36/2025) ha introdotto significative modifiche, in particolare per quanto riguarda la cittadinanza per diritto di sangue (ius sanguinis) e l’acquisto da parte dei figli minori di genitori naturalizzati.

Ecco i punti principali di differenza rispetto alla normativa precedente e gli effetti che ne conseguono:

Differenze Principali con la Precedente Legge

1. Riconoscimento Iure Sanguinis (Per Discendenza)

La modifica più rilevante riguarda il principio della trasmissione della cittadinanza italiana per discendenza, storicamente illimitata.

* Nuova Legge: Introduce un limite generazionale per i nati all’estero che possiedono anche un’altra cittadinanza.

* La cittadinanza italiana viene riconosciuta automaticamente solo ai figli o nipoti (discendenti entro il secondo grado) di un cittadino italiano per nascita.

* Per i discendenti di generazioni successive (ad esempio, pronipoti) non è più automatico il riconoscimento iure sanguinis se non dimostrano ulteriori requisiti.

* Si richiede che uno dei genitori o nonni dell’interessato abbia avuto l’esclusivo possesso della cittadinanza italiana.

* Viene eliminato il giuramento e la testimonianza come mezzi di prova per le istanze di riconoscimento.

* Legge Precedente (L. 91/1992): Il diritto di sangue era potenzialmente illimitato nel tempo, bastava dimostrare la discendenza da un avo italiano senza limiti di generazione (salvo la limitazione della linea materna prima del 1948).

2. Acquisto da Parte del Figlio Minore di Genitore Naturalizzato

* Nuova Legge: Stabilisce condizioni più stringenti per l’acquisto della cittadinanza da parte del figlio minore il cui genitore acquista o riacquista la cittadinanza italiana dopo la nascita del figlio stesso.

* Il minore acquista la cittadinanza solo se risiede legalmente in Italia da almeno due anni continuativi alla data di acquisto del genitore (o dalla nascita, se ha meno di due anni).

* Si mantiene la condizione di convivenza del minore con il genitore.

* Legge Precedente: Generalmente, i figli minori conviventi con il genitore che acquisisce la cittadinanza (per naturalizzazione o riacquisto) acquistavano la cittadinanza automaticamente, senza il requisito specifico dei due anni di residenza continuativa.

3. Requisiti di Residenza per Naturalizzazione Agevolata

Per lo straniero discendente da cittadino italiano per nascita (fino al secondo grado).

* Nuova Legge: Il periodo di residenza legale richiesto in Italia per la concessione della cittadinanza (naturalizzazione agevolata) è ridotto da tre a due anni.

* Legge Precedente: Erano richiesti tre anni di residenza.

Effetti della Nuova Legge

Gli effetti principali della nuova normativa sono:

* Restrizione dello Ius Sanguinis (Limitazione dei Flussi): L’introduzione del limite generazionale e l’esclusione dell’automatismo per i discendenti nati all’estero con doppia cittadinanza mirano a ridurre drasticamente il numero di richieste di riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza, spesso presentate da persone con un legame debole o nullo con l’Italia.

* Maggiore Rigore Prova: L’onere di provare l’insussistenza delle cause di mancato acquisto o di perdita della cittadinanza (ad esempio, che l’antenato non abbia mai rinunciato alla cittadinanza) ricade ora esplicitamente sul richiedente.

* Incentivo alla Residenza in Italia: I nuovi requisiti di residenza continuativa per i figli minori di genitori naturalizzati spingono le famiglie a stabilire un legame più solido e duraturo con il territorio italiano.

* “Finestra” per il Riacquisto: È prevista una finestra temporale (tra il 1° luglio 2025 e il 31 dicembre 2027) per il riacquisto della cittadinanza da parte di coloro che l’hanno persa per effetto della vecchia Legge n. 555 del 1912 (in particolare, chi acquisiva la cittadinanza di un altro Stato) e che siano nati in Italia o vi risiedano da almeno due anni.

La nuova legge (L. 74/2025) ha sollevato un ampio dibattito e diverse criticità da parte di giuristi, costituzionalisti, associazioni degli italiani all’estero e forze politiche di opposizione. Le principali critiche riguardano l’introduzione di limiti al diritto di sangue (ius sanguinis) e la retroattività di alcune norme.

Ecco un riepilogo delle criticità più rilevanti:

1. Retroattività e Violazione dei Diritti Acquisiti (Art. 22 Cost.)

Questa è la critica più forte e ha portato diversi Tribunali a sollevare dubbi di legittimità costituzionale.

* Effetto di “Perdita Automatica”: La norma (Art. 1-bis) stabilisce che, se si ricade nelle nuove condizioni restrittive (discendenti oltre la seconda generazione, doppi cittadini, senza aver presentato domanda entro una certa data), si è “considerato non avere mai acquisito la Cittadinanza italiana”.

* Contrasto con la Giurisprudenza: La giurisprudenza consolidata (es. Cassazione Sezioni Unite) ha sempre stabilito che il riconoscimento iure sanguinis ha efficacia ex tunc (retroattiva), cioè accerta uno status civitatis posseduto fin dalla nascita. Ribaltare questo principio, cancellando retroattivamente la cittadinanza, è visto come una possibile violazione dell’Articolo 22 della Costituzione, che stabilisce che “Nessuno può essere privato, per motivi politici, della […] cittadinanza”.

* Lesione della Certezza del Diritto: L’applicazione retroattiva a situazioni giuridiche consolidate è criticata perché mina i principi fondamentali di sicurezza giuridica e fiducia legittima nello Stato.

2. Restrizione dello Ius Sanguinis e “Frattura Storica”

* Limite Generazionale: Il limite generazionale (cittadinanza automatica solo fino a figli o nipoti, ossia entro il secondo grado) è visto come un atto che spezza il legame storico e culturale con l’Italia globale e la sua diaspora, composta da milioni di italo-discendenti, in particolare in Paesi come Argentina, Brasile e Stati Uniti.

* Indebolimento della Diaspora: Molti sostengono che si colpisca al cuore la rete delle comunità italiane all’estero, costruita e mantenuta proprio grazie al principio dello ius sanguinis illimitato.

* “Italiani di Serie B”: Alcuni critici sostengono che la legge crei, di fatto, due categorie di cittadini: gli italiani residenti in Italia e gli italiani all’estero, il cui legame con la madrepatria viene ora limitato e subordinato a requisiti più stringenti.

3. Mancanza di Alternative (Vuoto di Cittadinanza)

* Non Introduce Alternative: Il legislatore ha scelto di restringere il principio dello ius sanguinis (diritto di sangue) senza contemporaneamente introdurre un meccanismo alternativo, come un vero e proprio ius soli temperato (diritto di suolo), per coloro che nascono e crescono in Italia ma non sono formalmente italiani.

* Creazione di Apatridi: Il rischio è quello di creare un “vuoto di cittadinanza”, rendendo più difficile l’acquisizione per molte persone che hanno un forte legame effettivo con l’Italia (per nascita o per crescita), ma che non rientrano più nelle maglie dello ius sanguinis ora limitato.

4. Discriminazione e Violazione di Principi Costituzionali

* Doppi Cittadini Discriminati: La legge è criticata per aver introdotto una discriminazione nei confronti dei doppi cittadini nati all’estero, ponendo su di loro l’onere di dimostrare l’assenza di cause di perdita della cittadinanza e applicando loro la restrizione generazionale. Ciò è ritenuto in contrasto con l’Articolo 3 (Principio di uguaglianza) della Costituzione.

* Onere della Prova sulle Famiglie: Il dovere di provare l’insussistenza della perdita di cittadinanza dell’antenato e di rispettare requisiti formali molto stringenti è scaricato interamente sulle famiglie, complicando notevolmente le pratiche consolari e burocratiche.

In sintesi, la critica principale è che la legge, nata per limitare i flussi di richieste di cittadinanza per discendenza ritenute eccessive o non supportate da un legame effettivo, ha finito per incidere su diritti fondamentali con effetti retroattivi e discriminatori, senza risolvere il problema dell’integrazione di chi è nato o cresciuto stabilmente in Italia.

La nuova legge (L. 74/2025) ha introdotto un regime transitorio specifico per gestire le migliaia di pratiche pendenti e per tutelare, in parte, coloro che avevano già avviato il processo di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis prima dell’entrata in vigore della norma.

Queste “eccezioni” o disposizioni transitorie sono contenute principalmente nell’Art. 1-bis (comma 5) del testo normativo.

Disposizioni Transitorie (Eccezioni)

Le nuove restrizioni alla cittadinanza per discendenza non si applicano (e quindi si applica la normativa precedente più favorevole) a chi si trova in una delle seguenti condizioni:

1. Chi ha già Presentato l’Istanza (Domanda Amministrativa)

* Condizione: Hanno presentato la domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana (la cosiddetta “istanza amministrativa”) presso i Consolati all’estero o gli Uffici Anagrafe in Italia, entro la data di entrata in vigore della legge (ovvero, entro il 25 maggio 2025).

* Effetto: Per queste persone, il riconoscimento segue ancora la vecchia regola dello ius sanguinis illimitato, a prescindere dal grado di parentela con l’avo italiano.

2. Chi ha Già Avviato l’Azione Legale (Causa in Tribunale)

* Contesto: Molte cause di riconoscimento sono pendenti presso il Tribunale di Roma per la “linea materna” (avi donne nate prima del 1948) o a causa delle lunghe attese consolari.

* Condizione: Hanno avviato un giudizio civile per l’accertamento dello status di cittadino italiano entro la data di entrata in vigore della legge (25 maggio 2025).

* Effetto: Anche per loro, il giudizio si conclude applicando le regole pre-vigenti, senza i nuovi limiti generazionali o la condizione di unico possesso della cittadinanza italiana da parte del genitore/nonno.

3. Chi ha la “Cittadinanza Riconosciuta” (Stato Consolidato)

* Condizione: Coloro che hanno già ottenuto il provvedimento formale di riconoscimento della cittadinanza italiana da parte del Consolato o del Comune (trascrizione degli atti).

* Effetto: I loro diritti sono salvi e non vengono toccati dalla nuova normativa retroattiva.

⚠️ Nota Cruciale per Chi Non Rientra nelle Eccezioni

Se un discendente non ha presentato alcuna istanza o avviato alcuna causa entro il 25 maggio 2025, ricade sotto l’applicazione della nuova legge, con la conseguenza che:

* Se è un discendente oltre il secondo grado (pronipote o successive generazioni) e possiede anche un’altra cittadinanza, potrebbe non essere più in grado di ottenere il riconoscimento iure sanguinis automatico.

* Dovrà fare riferimento ai nuovi requisiti, tra cui la possibilità di acquisire la cittadinanza per naturalizzazione agevolata (con soli due anni di residenza in Italia) se il suo avo è cittadino italiano per nascita.

Poiché le istanze di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis sono ora soggette alla nuova legge (L. 74/2025), ti fornirò l’elenco dei documenti che generalmente sono richiesti, con particolare attenzione ai requisiti rafforzati introdotti dalla nuova normativa.

Nota Importante: La documentazione deve essere presentata al Consolato Italiano competente per la tua circoscrizione di residenza all’estero, oppure al Comune italiano se risiedi legalmente in Italia. Tutti i documenti stranieri devono essere legalizzati (con Apostille o legalizzazione consolare) e tradotti in italiano da un traduttore giurato.

Documentazione Necessaria per il Riconoscimento Iure Sanguinis

La documentazione richiesta copre l’intera linea di discendenza, dal tuo avo italiano (AIE) fino a te.

I. Documenti Relativi all’Avo Italiano Emigrato (AIE)

Questo è il capostipite nato in Italia e la persona da cui deriva il tuo diritto.

* 1. Estratto dell’atto di nascita (originale): Rilasciato dal Comune italiano dove l’avo è nato.

* 2. Certificato di Non-Naturalizzazione (CNI): Rilasciato dalle Autorità dello Stato Estero (es. U.S. Citizenship and Immigration Services, ecc.) e tradotto in italiano.

* Obiettivo (Rafforzato dalla Nuova Legge): Questo certificato deve dimostrare in modo inequivocabile che l’Avo non si è mai naturalizzato cittadino dello Stato Estero prima della nascita del suo discendente (il figlio che ha dato origine alla linea).

* 3. Atto di matrimonio (se sposato): Originale o copia autenticata.

* 4. Atto di morte (se deceduto): Originale o copia autenticata.

II. Documenti Relativi a Ogni Generazione Intermedia

Per ogni persona nella linea di discendenza (dal figlio dell’avo fino al tuo genitore):

* 1. Atto di Nascita: Deve riportare chiaramente che l’atto è stato formato prima del raggiungimento della maggiore età della persona.

* 2. Atto di Matrimonio (se sposati).

* 3. Atto di Morte (se deceduti).

III. Documenti Relativi al Richiedente

* 1. Atto di Nascita: Tuo personale.

* 2. Atto di Matrimonio (se sposato) e Atti di Nascita di eventuali figli minori: Questo permette di estendere il riconoscimento anche al tuo nucleo familiare.

* 3. Modulo di Richiesta (Domanda Consolare/Comunale): Compilato e firmato.

* 4. Prova di Residenza: Documentazione che attesti la tua residenza legale nella circoscrizione consolare o nel Comune italiano (es. utenze, contratto di affitto, iscrizione AIRE per chi è all’estero).

Requisiti Rafforzati per i Doppi Cittadini (Nuova Legge)

La nuova legge richiede maggiore rigore nella prova, in particolare per i discendenti che sono anche cittadini di un altro Stato.

* 1. Prova di Non-Perdita del Discendente: Per i discendenti di secondo grado e oltre (dal nipote in poi), è necessario dimostrare che i tuoi antenati intermedi (figlio dell’avo, nipote, ecc.) non hanno mai perduto la cittadinanza italiana per naturalizzazione in uno Stato estero prima del 1° gennaio 1948 (data di entrata in vigore della Costituzione).

* 2. Dichiarazione di Possesso Esclusivo (Solo per Ius Sanguinis Illimitato): Se rientri nelle eccezioni (hai presentato domanda prima del 25/05/2025), dovrai comunque produrre documentazione che dimostri il possesso ininterrotto della cittadinanza italiana nella tua linea, in particolare riguardo all’avo e al suo figlio nato all’estero.

In sintesi: La documentazione deve creare una catena ininterrotta di nascite e matrimoni e deve provare che nessuno degli anelli della catena abbia interrotto la trasmissione della cittadinanza prima della nascita del discendente successivo (soprattutto l’Avo, che non deve essersi naturalizzato prima della nascita di suo figlio).

Il punto cruciale che è stato il catalizzatore della riforma legislativa: la pressione sul sistema italiano generata dal grande numero di richieste di cittadinanza iure sanguinis.

Le migliaia di richieste ai Comuni e le controversie in Tribunale avevano creato diversi problemi, che possono essere riassunti in tre aree principali: sovraccarico amministrativo, frodi e ingolfamento giudiziario.

1. Sovraccarico Amministrativo nei Comuni

Il problema maggiore era il blocco funzionale dei piccoli e medi Comuni, che sono i destinatari finali della domanda se il richiedente stabilisce la residenza in Italia.

* Personale Insufficiente: Molti Comuni italiani, soprattutto quelli da cui provenivano gli avi emigrati (spesso piccoli centri), non avevano il personale degli Uffici di Stato Civile e Anagrafe numericamente o professionalmente preparato per gestire l’enorme mole di pratiche. La legge prevede un termine di 180 giorni per la conclusione del procedimento amministrativo, termine che spesso non poteva essere rispettato.

* “Comuni in Tilt”: Diversi Comuni in regioni con una forte emigrazione storica (come in Veneto, Abruzzo, o in generale nel Nord-Est e nel Sud Italia) hanno segnalato di essere letteralmente “sommersi dalle pratiche” (come segnalato da Comuni nel Bellunese) con fascicoli che si accumulavano.

* La Scappatoia della Residenza: Poiché i Consolati all’estero, specialmente in Paesi come il Brasile, avevano liste d’attesa che superavano i 10 anni (un lasso di tempo considerato un “eccesso di potere” dalle Corti), molti italo-discendenti sceglievano di venire in Italia, stabilire una residenza fittizia per pochi mesi e presentare la domanda direttamente al Comune, creando il sovraccarico.

2. Casi Clamorosi di Frodi e Corruzione

L’alto valore del passaporto italiano (che consente l’accesso all’area Schengen e all’UE) ha generato un vero e proprio “business della cittadinanza”, con fenomeni di frode, corruzione e criminalità organizzata.

* Residenze Fittizie: Il caso più frequente era la fornitura di residenze fittizie in Italia da parte di agenzie o “faccendieri” (come denunciato dall’UNAIE). I richiedenti stabilivano la residenza in case vuote, Bed & Breakfast compiacenti, o proprietà di membri delle organizzazioni criminali, al solo scopo di presentare la domanda in Comune e aggirare l’attesa consolare.

* Corruzione nei Comuni: Ci sono stati diversi casi giudiziari di corruzione che hanno coinvolto funzionari e talvolta anche Sindaci di piccoli Comuni (ad esempio in Abruzzo, ma anche in altre regioni), accusati di accettare tangenti, favori sessuali o voti in cambio del riconoscimento accelerato o irregolare della cittadinanza.

* Documenti Falsi: Un’altra piaga era la presentazione di certificati falsi o contraffatti, soprattutto per dimostrare la discendenza ininterrotta o la mancata naturalizzazione dell’avo prima della nascita del figlio.

3. ⚖️ Ingolfamento e Ripartizione Giudiziaria

Quando il riconoscimento amministrativo (in Consolato o Comune) falliva o era troppo lento, i richiedenti si rivolgevano ai Tribunali, creando un carico di lavoro eccezionale.

* Controversie per Via Giudiziale: Le due categorie principali di controversie erano:

* Le cause per la “Linea Materna” (figli nati prima del 1948 da donna italiana).

* Le cause contro il “lungo tempo di attesa” dei Consolati (soprattutto in Sud America), che per anni erano tutte accentrate presso il Tribunale di Roma.

* Dati Numerici sui Contenziosi (Tribunale di Roma/Venezia):

* Fino al 2022, il Tribunale di Roma gestiva la quasi totalità delle controversie iure sanguinis.

* A partire dal 22 giugno 2022, la competenza è stata ridistribuita alle 26 Sezioni Specializzate in materia di Immigrazione nel distretto del luogo di nascita dell’avo (o del Console competente se l’avo è nato all’estero).

* Impatto sul Tribunale di Venezia (un esempio significativo): La relazione per l’anno giudiziario 2025 (riferita ai dati 2024) ha mostrato un carico enorme. In un anno, i procedimenti in materia di cittadinanza (circa 13.796 sopravvenienze) rappresentavano circa il 69% del contenzioso civile ordinario totale della Sezione specializzata.

* Al 30 marzo 2025, i procedimenti pendenti (iscritti dal 2022) erano circa 29.045 nelle sole nuove Sezioni Specializzate.

Dati Numerici sulle Cittadinanze Acquisite in Italia

I dati aggregati dell’ISTAT e di Eurostat mostrano come l’Italia sia uno dei Paesi europei che concede il maggior numero assoluto di nuove cittadinanze, gran parte delle quali deriva da ius sanguinis (principalmente per i discendenti di Argentina e Brasile) e per residenza.

* Acquisizioni Totali (Tutte le Modalità):

* Nel 2022, l’Italia ha concesso 213.716 nuove cittadinanze.

* Nel 2024 (dato in crescita rispetto al 2023) si stima che siano state circa 217.000.

* Provenienze legate allo Ius Sanguinis:

* Nel 2022, il Brasile era al quarto posto per acquisizioni (circa 11.000), con aumenti significativi rispetto all’anno precedente. Anche gli Argentini hanno registrato aumenti notevoli, rientrando tra le nazionalità con acquisizioni più che raddoppiate.

Questi numeri, soprattutto se concentrati in flussi specifici e problematici (residenza fittizia o contenzioso giudiziario), hanno reso la gestione del processo iure sanguinis insostenibile per il sistema amministrativo e giudiziario italiano, portando alla necessità della recente riforma.

Prima dell’introduzione della Legge 74/2025 (che ha ristretto lo ius sanguinis), il dibattito sulla cittadinanza italiana era dominato dalla necessità di riformare il sistema per allinearlo meglio con la realtà sociale del Paese. Le proposte alternative miravano a bilanciare la trasmissione jure sanguinis con l’integrazione di coloro che nascono o crescono in Italia, introducendo forme di ius soli temperato.

Ecco le principali soluzioni alternative che sono state proposte e discusse per anni in Parlamento:

1. Ius Soli Temperato (o Limitato)

Questa era la proposta più discussa e mirava a concedere la cittadinanza ai minori nati in Italia da genitori stranieri.

* Principio Base: Il bambino nato in Italia acquisisce la cittadinanza italiana alla nascita, purché i genitori soddisfino determinati requisiti di stabilità e integrazione.

* Requisiti Proposti:

* Residenza dei Genitori: Almeno uno dei due genitori deve risiedere legalmente in Italia per un periodo continuativo non inferiore a cinque anni (questa era la condizione più comune nei vari disegni di legge).

* Acquisizione Automatica: In presenza di tale requisito, la cittadinanza sarebbe stata acquisita automaticamente alla nascita, senza attendere la maggiore età.

2. Ius Culturae (Diritto di Cultura o di Scuola)

Questa soluzione si concentrava sui minori nati all’estero, ma cresciuti e formati in Italia, ed era spesso presentata come un’alternativa allo ius soli per chi nasceva prima della riforma.

* Principio Base: Il minore straniero deve aver completato un ciclo di studi significativo in Italia.

* Requisiti Proposti:

* Il minore deve aver completato in Italia almeno cinque anni di scuola (primaria, secondaria di primo grado, o formazione professionale riconosciuta).

* Il minore può richiedere la cittadinanza tra i 18 e i 20 anni, dopo aver soddisfatto il requisito scolastico.

* Questo modello riconosce che l’integrazione non dipende solo dal luogo di nascita, ma anche dall’educazione e dalla partecipazione alla vita sociale del Paese.

3. ⏱️ Naturalizzazione Accelerata per i Nati in Italia

Un approccio meno radicale dello ius soli pieno, che mirava a ridurre drasticamente i tempi di attesa per i minori nati in Italia.

* Proposta: Il minore nato in Italia non acquisisce la cittadinanza alla nascita, ma può richiederla al raggiungimento della maggiore età (18 anni) con requisiti di residenza molto ridotti rispetto agli stranieri nati all’estero.

* Requisito Proposto: La richiesta poteva essere presentata se il ragazzo aveva risieduto legalmente e senza interruzioni dalla nascita fino al compimento dei 18 anni.

Il Fallimento delle Riforme Ius Soli/Culturae

Nonostante le proposte di riforma ius soli fossero state approvate da un ramo del Parlamento (Camera dei Deputati) in diverse legislature (in particolare nel 2017), non sono mai riuscite a superare l’ostacolo del Senato a causa di forti divisioni politiche.

Di conseguenza, il legislatore, di fronte al crescente sovraccarico del sistema e senza riuscire a introdurre lo ius soli come valvola di sfogo per i nuovi nati, ha optato per la soluzione opposta: restringere il canale dello ius sanguinis per ridurre l’afflusso di richieste dall’estero e alleggerire il carico su Comuni e Tribunali.

La contrapposizione tra i nuovi limiti allo ius sanguinis e le attuali regole per l’acquisizione della cittadinanza da parte dei figli di immigrati in Italia è fondamentale per comprendere il panorama normativo.

La tabella seguente riassume le due principali vie di acquisizione della cittadinanza e le modifiche introdotte dalla Legge 74/2025.

Confronto: Figli di Immigrati vs. Discendenti all’Estero

| Criterio | Via 1: Naturalizzazione Figli di Immigrati (L. 91/92) | Via 2: Riconoscimento Discendenti all’Estero (Nuova L. 74/2025) |

 

| Principio di Base | Ius Coniunctionis / Ius Residenze (Diritto legato alla residenza e alla maggiore età) | Ius Sanguinis Limitato (Diritto legato alla discendenza) |

| Soggetti Coinvolti | Figli di genitori stranieri nati in Italia o arrivati in Italia da minori. | Discendenti italiani nati all’estero (italo-discendenti). |

| Condizione di Acquisto | Residenza legale ininterrotta dalla nascita fino al compimento dei 18 anni. | Avere un antenato italiano nella linea di discendenza. |

| Momento dell’Acquisizione | Richiesta da 18 a 19 anni (se i requisiti sono soddisfatti). Non è automatica alla nascita. | Automatico dalla nascita, se i requisiti iure sanguinis sono soddisfatti (se entro il 2° grado). |

| Requisiti Chiave (Nuove Regole) | A. Essere nati in Italia. B. Residenza legale ininterrotta (18 anni). | A. Discendenza entro il 2° grado (nipoti di cittadino italiano per nascita). B. Avo/Antenati devono aver mantenuto l’esclusivo possesso della cittadinanza italiana. |

| Impatto della Nuova Legge (L. 74/2025) | Nessun impatto diretto sul meccanismo di acquisizione al compimento della maggiore età (rimane 18 anni di residenza ininterrotta). | Restrizione Massima: Ha posto un limite generazionale (fino al 2° grado) e ha introdotto l’onere di provare il non-possesso di altra cittadinanza da parte degli antenati. |

| Alternative/Vie Brevi | Ius Culturae (proposto): Fallito. Attualmente non esistono alternative per i minori che nascono o crescono in Italia (se non la naturalizzazione per residenza dopo 10 anni). | Naturalizzazione Agevolata: Richiesta per residenza ridotta a 2 anni per i discendenti di cittadino italiano per nascita (fino al 2° grado). |

Conclusioni del Confronto

* Priorità dello Ius Sanguinis (Anche se Limitato): Nonostante la riforma, l’ordinamento italiano mantiene una netta priorità per lo ius sanguinis. Un discendente di seconda generazione (nipote) nato all’estero, se rispetta le nuove regole, è considerato cittadino italiano automaticamente dalla nascita e ha un percorso di acquisizione (anche per naturalizzazione agevolata) molto più breve (2 anni di residenza) rispetto a un ragazzo nato e cresciuto in Italia.

* Rigidità per i Nati in Italia: Per il figlio di immigrati nato e cresciuto in Italia, la legge non è cambiata: deve attendere la maggiore età (18 anni) e dimostrare la residenza legale ininterrotta. Questo è il punto che le proposte di ius soli e ius culturae miravano a superare.

* La Nuova Logica: La Legge 74/2025 tenta di “ripulire” la filiera dello ius sanguinis eliminando le discendenze troppo remote che non avevano mai messo piede in Italia, ma non ha in alcun modo facilitato l’integrazione di chi vive quotidianamente sul territorio italiano.

In sostanza, il sistema attuale è un “doppio binario” in cui la cittadinanza per legame etnico è ancora favorita (sebbene limitata), mentre quella per legame territoriale e culturale (per chi nasce in Italia) rimane fortemente subordinata a lunghi tempi di attesa.

Vediamo cosa accade a un pronipote di un avo italiano (cioè un discendente di terzo grado e oltre) che non rientra più nel riconoscimento automatico iure sanguinis a causa della Legge 74/2025.

Per definizione, la Legge 74/2025 riconosce la cittadinanza automaticamente solo entro il secondo grado (figli o nipoti) di un cittadino italiano per nascita.

Il pronipote (terzo grado) e le generazioni successive hanno due principali percorsi per acquisire la cittadinanza:

1. ?￰゚ヌᄍ Percorso di Naturalizzazione Agevolata (Il Nuovo Vantaggio)

Questo è il percorso più rapido offerto dalla nuova legge a coloro che perdono l’automaticità.

Soggetto Interessato

* Il Pronipote o Discendente di Grado Successivo (T > 2).

Requisiti

Il pronipote deve trasferire la sua residenza legale in Italia e richiedere la naturalizzazione (Art. 9, comma 1, lettera a).

* Residenza Legale: Deve risiedere legalmente e in modo ininterrotto in Italia per un periodo di soli due anni.

* Discendenza: Deve dimostrare di essere discendente in linea retta da un cittadino italiano per nascita.

Effetto

* Acquisizione della cittadinanza italiana per naturalizzazione (non per riconoscimento iure sanguinis).

* Vantaggio: Il tempo di residenza richiesto è notevolmente ridotto rispetto agli stranieri ordinari (che necessitano di 10 anni di residenza) e rispetto alla vecchia naturalizzazione agevolata (che ne richiedeva 3).

– Documentazione Aggiuntiva

Oltre ai normali atti di nascita, il pronipote dovrà produrre:

* Documentazione che attesti la discendenza in linea retta fino all’avo italiano per nascita.

* Documentazione relativa ai requisiti reddituali (se richiesti dal procedimento di naturalizzazione) e l’assenza di precedenti penali.

2. La Prova del “Non Possesso” (Il Caso Più Complesso)

Il pronipote può ancora ottenere il riconoscimento iure sanguinis se riesce a provare una condizione specifica relativa ai suoi antenati.

Soggetto Interessato

* Il Pronipote o Discentente di Grado Successivo (T > 2).

Requisiti

Il pronipote deve dimostrare che il genitore o il nonno che ha trasmesso la linea (cioè l’antenato di secondo grado) non possedeva anche una cittadinanza straniera al momento della nascita del suo discendente.

* Difficoltà: Questa prova è estremamente difficile da ottenere perché implica dimostrare un “fatto negativo” in un Paese straniero per un periodo di tempo lontano.

Effetto

Se la prova viene fornita, la cittadinanza viene riconosciuta retroattivamente (ex tunc). Tuttavia, a causa della difficoltà probatoria, questo percorso sarà molto meno utilizzato.

Riassunto della Nuova Logica

In pratica, la nuova legge spinge il pronipote, che è di fatto il target principale delle nuove restrizioni, verso la naturalizzazione agevolata in Italia con soli due anni di residenza, anziché consentire il riconoscimento automatico iure sanguinis senza alcuna residenza in Italia.

Questo cambiamento mira a garantire che l’ottenimento della cittadinanza da parte delle generazioni più distanti sia legato a un effettivo e recente legame territoriale con l’Italia.

La Legge 74/2025 che ha modificato i criteri per lo ius sanguinis ha anche introdotto una cruciale disposizione transitoria per consentire il riacquisto della cittadinanza a coloro che l’avevano persa in base alla vecchia normativa.

Questa disposizione opera come una “finestra di sanatoria” straordinaria.

La Finestra Straordinaria di Riacquisto (2025-2027)

Questa misura è specificamente rivolta a sanare le conseguenze della Legge n. 555 del 1912, che prevedeva la perdita automatica della cittadinanza italiana in diverse circostanze, principalmente quando l’italiano acquisiva volontariamente una cittadinanza straniera (prima del 15 agosto 1992, data di entrata in vigore della L. 91/1992 che ammette la doppia cittadinanza).

1. Soggetti Interessati

Possono beneficiare di questa sanatoria coloro che, pur avendo acquisito la cittadinanza straniera prima del 15 agosto 1992:

* Hanno Perso la Cittadinanza: Sono stati considerati non più cittadini italiani per effetto della Legge n. 555 del 1912.

* Sono Nati in Italia o Riacquisiscono il Legame Territoriale: Rientrano in una delle due seguenti condizioni:

* Sono nati nel territorio italiano;

* Oppure, risiedono legalmente in Italia da almeno due anni (il requisito di residenza è stato ridotto per questa sanatoria).

2. Termini di Applicazione

La possibilità di riacquisto tramite questa procedura semplificata è limitata nel tempo:

* Inizio: 1° luglio 2025

* Termine Ultimo: 31 dicembre 2027

3. Modalità del Riacquisto

Per riacquistare la cittadinanza in questa finestra temporale, l’interessato deve:

* Dichiarazione_Rendere un’apposita dichiarazione di riacquisto presso l’Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza.

* Dimostrazione: Allegare alla dichiarazione la documentazione che prova la precedente cittadinanza italiana e il fatto di rientrare in una delle due categorie (nato in Italia o 2 anni di residenza legale).

* Effetto: Il riacquisto produce effetti immediati il giorno successivo alla dichiarazione (a differenza del riacquisto ordinario che richiede l’anno di residenza).

 

Finalità e Importanza della Misura

Questa finestra ha un duplice scopo: * Riparazione Storica: Offrire un’ultima possibilità a coloro che hanno perso la cittadinanza a causa di una legge ormai superata (la L. 555/1912) di ristabilire il legame giuridico, soprattutto se sono nati in Italia o hanno manifestato il desiderio di tornare.

* Ordine Amministrativo: Chiudere definitivamente un capitolo legale del passato, eliminando i contenziosi residui che si basavano sull’interpretazione delle vecchie leggi di perdita della cittadinanza.

In sintesi, se tu o un tuo familiare avevate perso la cittadinanza per naturalizzazione straniera prima del 15 agosto 1992, e siete nati in Italia o potete stabilire 2 anni di residenza legale prima del 31 dicembre 2027, potete accedere a questo percorso accelerato.

Hai bisogno di sapere dove presentare questa dichiarazione di riacquisto (Comune o Consolato)?

Riepilogo delle conseguenze generali della riforma (Legge 74/2025) e un’analisi dei tempi di attesa previsti per il processo di naturalizzazione.

Ecco una sintesi chiara e aggiornata, tenendo conto delle modifiche normative.

1. Conseguenze Principali della Riforma (L. 74/2025)

La riforma produce effetti immediati e a lungo termine su tre livelli: la diaspora, l’amministrazione italiana e il contenzioso giudiziario.

A. Sulla Diaspora e gli Italo-Discendenti

* Riduzione Drastica del Ius Sanguinis: La conseguenza più importante è la fine del riconoscimento automatico della cittadinanza per i discendenti oltre il secondo grado (pronipoti e oltre). Questi non sono più considerati cittadini de jure dalla nascita.

* Focalizzazione sul Legame Territoriale: La legge scoraggia le richieste di chi non ha legami attuali con l’Italia. Il pronipote ora deve fare affidamento sul nuovo percorso di naturalizzazione agevolata (solo 2 anni di residenza in Italia), incentivando il trasferimento.

* Vigilanza sulla Doppia Cittadinanza: È aumentato l’onere della prova sui discendenti nati all’estero che possiedono anche un’altra cittadinanza, i quali devono dimostrare che i loro antenati italiani non abbiano mai perso la cittadinanza prima della nascita del discendente successivo.

B. Sull’Amministrazione Italiana (Comuni e Consolati)

* Alleggerimento del Carico: La conseguenza diretta attesa dal governo è la riduzione massiccia delle nuove istanze di riconoscimento iure sanguinis (soprattutto dall’America Latina), eliminando la causa principale del sovraccarico amministrativo nei piccoli Comuni e nei Consolati.

* Tempi di Attesa Consolari: Si prevede che i tempi di attesa per le richieste pendenti (iure sanguinis presentate prima del 25/05/2025) e per altri servizi consolari possano gradualmente migliorare, liberando risorse amministrative.

C. Sul Sistema Giudiziario

* Diminuzione del Contenzioso: Poiché la maggior parte delle controversie riguardava il “eccessivo tempo di attesa consolare” e la linea materna, e poiché la legge ha ristretto la platea dei potenziali richiedenti, si prevede un calo del contenzioso presso le Sezioni Specializzate in materia di Immigrazione.

2. ⏳ Tempi di Attesa per la Naturalizzazione

I tempi di attesa per la naturalizzazione (Art. 9) sono disciplinati dalla legge e sono in genere più brevi rispetto ai lunghissimi tempi consolari per lo ius sanguinis pre-riforma.

A. Termini di Legge (Massimi)

I tempi massimi di conclusione del procedimento di naturalizzazione sono stati fissati per legge per garantire la certezza del diritto:

| Tipo di Naturalizzazione | Base Giuridica | Residenza Richiesta | Tempo Massimo di Istruttoria |

 

| Naturalizzazione per Matrimonio (Art. 5) | Matrimonio con cittadino/a italiano/a. | 1 anno (con figli) / 2 anni (senza figli). | 2 Anni (24 mesi) dalla presentazione della domanda. |

| Naturalizzazione per Residenza Ordinaria (Art. 9) | Stranieri generici (10 anni) o UE (4 anni). | 4 o 10 anni (a seconda della categoria). | 3 Anni (36 mesi) dalla presentazione della domanda. |

| Naturalizzazione Agevolata (Nuova L. 74/2025) | Discendenti di cittadino italiano (fino al 2° grado). | 2 Anni (il requisito è stato ridotto da 3 a 2 anni). | 3 Anni (36 mesi) dalla presentazione della domanda. |

B. Tempi Effettivi di Attesa

* Matrimonio: Spesso, la naturalizzazione per matrimonio (Ministero dell’Interno) è la più rapida e tende ad avvicinarsi al termine massimo di 2 anni, anche se i tempi possono variare a seconda della Prefettura e del carico di lavoro del Ministero.

* Naturalizzazione per Residenza: Storicamente, i procedimenti di naturalizzazione per residenza tendono a richiedere fino a 3 anni (il termine massimo previsto). È raro che la concessione avvenga in tempi molto più brevi, poiché il procedimento richiede complessi accertamenti (reddituali, anagrafici e di sicurezza).

* Nuova Naturalizzazione Agevolata (2 Anni di Residenza):

* Istruttoria (2 Anni): L’individuo deve prima risiedere legalmente in Italia per i 2 anni richiesti dalla nuova norma.

* Procedimento (3 Anni): Solo dopo aver completato i 2 anni di residenza può presentare la domanda, e la durata del procedimento sarà al massimo di 3 anni.

* Totale Stimato (dall’arrivo): Circa 5 anni (2 anni di residenza + max 3 anni di istruttoria).

In sintesi, la riforma non ha abbreviato i tempi di istruttoria per la naturalizzazione, ma ha offerto ai discendenti oltre il secondo grado (come i pronipoti) un percorso chiaro, basato sulla residenza e con un requisito temporale notevolmente ridotto (2 anni di residenza) rispetto al resto della popolazione straniera.

La procedura per la Naturalizzazione Agevolata per i discendenti di cittadino italiano (ora con requisito ridotto a 2 anni di residenza, grazie alla L. 74/2025) è un procedimento di concessione e non di mero riconoscimento.

Essa si svolge per via amministrativa, è di competenza della Prefettura e si conclude con un Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.).

Ecco i passaggi chiave e i documenti necessari:

? Procedura per la Naturalizzazione Agevolata (Art. 9, c. 1, lett. a)

1. Requisito Preliminare: Residenza

Il primo passo indispensabile è l’ottenimento della residenza legale.

* Periodo Richiesto: È necessario risiedere legalmente in Italia per almeno due anni (il requisito era tre anni, ora ridotto dalla Legge 74/2025).

* Abitazione: Stabilire una dimora abituale e iscriversi all’Anagrafe della Popolazione Residente (APR) del Comune prescelto, ottenendo la carta d’identità italiana.

2. Preparazione dei Documenti Base

Dopo aver completato i due anni di residenza, si può iniziare a raccogliere i documenti per la domanda telematica.

| Documento | Descrizione |

|—|—|

| Estratto dell’Atto di Nascita | Completo di tutte le generalità, legalizzato e tradotto. |

| Certificato Penale del Paese di Origine | Certificato di precedenti penali rilasciato dalle autorità del Paese di origine (e di eventuali altri Paesi terzi di residenza), legalizzato e tradotto. |

| Documenti di Discendenza | Tutti gli atti di nascita e matrimonio della linea di ascendenza che provino la discendenza in linea retta dal cittadino italiano per nascita. |

| Documenti Reddituali | Modelli fiscali (CUD, 730, Unico) che attestino un reddito minimo triennale (attualmente circa 8.263,31 euro per il richiedente non a carico). |

| Ricevuta di Versamento | Contributo dovuto per la domanda di naturalizzazione (attualmente 250 euro). |

| Marca da Bollo | Marca da bollo telematica da 16 euro. |

3. Presentazione della Domanda

La domanda deve essere presentata esclusivamente per via telematica.

* Accesso alla Piattaforma: Accedere al Portale Servizi di Cittadinanza del Ministero dell’Interno (tramite SPID).

* Compilazione: Compilare il modulo di richiesta telematico (Modello B per la naturalizzazione per residenza).

* Caricamento: Caricare in formato digitale (PDF) tutti i documenti richiesti.

* Invio: Inviare la domanda in via telematica. La data di invio costituisce il momento di avvio ufficiale del procedimento.

4. Istruttoria e Controlli

Dopo l’invio, inizia il periodo di istruttoria (tempo massimo di 36 mesi).

* Prefettura: La Prefettura di competenza esamina la completezza della documentazione e verifica la sussistenza del requisito di residenza (2 anni).

* Questura: Vengono effettuati i controlli di sicurezza (assenza di precedenti penali gravi).

* Ministero dell’Interno: Il Ministero valuta l’intera pratica, inclusi i requisiti reddituali e di sicurezza.

5. Esito e Giuramento

* Esito Positivo: In caso di esito positivo, viene notificato il Decreto di Concessione del Presidente della Repubblica.

* Giuramento: Il richiedente ha sei mesi di tempo dalla notifica per prestare il giuramento di fedeltà alla Repubblica davanti all’Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza.

* Acquisizione: La cittadinanza italiana si acquisisce formalmente il giorno successivo al giuramento.

Cosa Significa per il Pronipote

Per il pronipote che non rientra più nello ius sanguinis automatico:

* Rischio Eliminato: Si elimina l’incertezza sul riconoscimento e si opta per un percorso con tempi certi (2 anni di residenza + max 3 anni di istruttoria).

* Nessun Rischio di Retroattività: Poiché è un procedimento di concessione, non si applicano le nuove e controverse norme sulla perdita retroattiva della cittadinanza.

Aiuto pratico e aggiornato per la presentazione della domanda di Naturalizzazione Agevolata (o qualsiasi altra naturalizzazione) ti fornirò i dati reddituali e il link al portale.

– Dati Reddituali Minimi

I redditi minimi annui (imponibili IRPEF) da dimostrare per i tre anni precedenti la presentazione della domanda sono stabiliti dalla normativa e sono i seguenti:

* Richiedente singolo: 8.263,31 euro

* Richiedente con coniuge e senza figli a carico: 11.362,05 euro

* Per ogni eventuale ulteriore familiare a carico (oltre i due): aggiungere 516,46 euro

Fonte: Il reddito è calcolato sull’indice ISTAT e sul massimale dell’assegno sociale. Questi valori sono stati confermati e utilizzati come riferimento stabile dal Ministero dell’Interno.

– Portale Telematico del Ministero dell’Interno

La domanda di Naturalizzazione (sia per residenza agevolata Art. 9 che per matrimonio Art. 5) deve essere presentata esclusivamente online.

* Piattaforma: Il servizio è disponibile sul Portale Servizi di Cittadinanza del Ministero dell’Interno.

> Accesso al Portale:

> Per accedere alla piattaforma e compilare la domanda (Modello B), è necessario utilizzare le credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o la Carta d’Identità Elettronica (CIE).

* Importante: Se non hai ancora lo SPID, devi richiederlo presso uno dei gestori accreditati (Poste Italiane, InfoCert, Lepida, ecc.). L’ottenimento dello SPID è un requisito fondamentale per interagire con la Pubblica Amministrazione italiana.

Il Manifesto Svegliamoci Italici di Piero Bassetti : osservazioni e proposte

Cosa dice il Manifesto

– Risveglio della Comunità Globale Italica: Un Manifesto “Glocal”

“Svegliamoci italici!

Manifesto per un futuro glocal” di Piero Bassetti è un appello rivolto a tutti coloro che si riconoscono nell'”italicità”, un’identità culturale e valoriale che trascende i confini nazionali e la mera cittadinanza italiana.

Concetti Chiave

* Gli Italici: Bassetti identifica oltre 250 milioni di persone nel mondo — non solo cittadini italiani e loro discendenti, ma anche tutti coloro che condividono, apprezzano e adottano i valori, lo stile di vita, la cultura (arte, design, gusto, enogastronomia) che contraddistinguono la civiltà italica.

* L’Italicità: È la base di una “world community” fondata sulla condivisione di valori, interessi ed esperienze. L’autore esorta questa vasta comunità a prendere coscienza della propria esistenza e delle proprie potenzialità globali.

* “Glocal” (Globale + Locale): Il libro sottolinea come il futuro del mondo sarà sempre più definito dal rapporto tra la dimensione globale e quella locale degli eventi. L’italicità rappresenta una presenza culturale e valoriale essenziale per navigare in questo contesto “glocal”.

L’Obiettivo

Il manifesto invita gli italici a:

* Prendere coscienza di essere parte di una vasta comunità globale.

* Aggregarsi e fare rete (spesso intesa come piattaforma online e infrastruttura).

* Trasformare questa identità e comunanza di valori in un soggetto politico e culturale capace di influenzare i processi decisionali globali, partendo spesso dal mondo del business e dalla società civile.

In sintesi, il libro è una chiamata a raccolta per trasformare l’attrazione e il riconoscimento diffuso della cultura italiana (il soft power del Paese) in un’azione consapevole e organizzata a livello mondiale, superando l’obsoleto concetto di Stato-nazione per costruire una nuova forma di “Commonwealth Italico”.

Una domanda di grande rilevanza strategica e’ quella  che riguarda quale comunità Italica potremo avere in futuro poiché la Legge 74/2025 non solo chiude un canale di acquisizione della cittadinanza, ma ridefinisce anche la natura stessa del legame tra lo Stato italiano e la sua immensa diaspora.

Il Manifesto “Svegliamoci Italici!” di Piero Bassetti è centrato sull’idea di una “World Community” basata sull'”Italicità” (valori, cultura, way of life) che trascende i confini nazionali e la cittadinanza formale. La nuova legge, focalizzata sulla burocrazia del passaporto, rappresenta una sfida diretta a questa visione glocal.

Ecco come il Manifesto potrebbe essere aggiornato e quali interventi sarebbero necessari:

1. Aggiornamento del Manifesto “Svegliamoci Italici!”

L’aggiornamento del Manifesto di Bassetti dovrebbe partire dalla constatazione che lo strumento giuridico è venuto meno, ma la comunità culturale è sopravvissuta, rendendo l’italicità ancora più importante del Passaporto.

A. Tesi Centrale Aggiornata

* Dal Passaporto alla World Community: Affermare che, se lo Stato italiano ha scelto di definire i suoi confini giuridici in modo più stretto (limitando lo ius sanguinis), la Comunità Italica Globale deve rispondere rafforzando il legame sui piani culturale, economico e valoriale.

* Non Più un Diritto, ma una Scelta: L’italicità non è più un diritto automatico garantito ex tunc dalla nascita, ma diventa una scelta consapevole che le nuove generazioni di discendenti devono compiere attivamente, investendo tempo e impegno (es. i 2 anni di residenza per la naturalizzazione agevolata).

B. Nuovi Punti del Manifesto

1) Vecchio Focus (Diritto) sostituito

dal nuovo  Focus (World Community Attiva) |

2) Il Riconoscimento Giuridico sostituito dal  Riconoscimento Culturale/Economico creando  un “Registro degli Italici” basato sull’interesse e la partecipazione (cultura, business, lingua), non sulla cittadinanza. 

3) Passività della Linea di Sangue sostituita con un Attività di Riconnessione, incentivando  i “Viaggi di Ritorno” per studio, lavoro o formazione, trasformando la necessità dei 2 anni di residenza in un’opportunità di immersione culturale. 

4) Il “Glocal” come Visione | Il “Glocal” come Strumento: Utilizzare piattaforme digitali e l’AI per connettere la rete globale di business italico con le piccole e medie imprese locali italiane. 

5) . ?￯ᄌマ Interventi Legislativi e Attrattivi Necessari

La nuova legge richiede allo Stato italiano di bilanciare la restrizione del ius sanguinis con strumenti che mantengano l’interesse della diaspora a rimanere connessa.

Interventi Legislativi (Focus sul Diritto)

– Ius Culturae per i Nati in Italia: | Introdurre immediatamente lo ius culturae (o ius soli temperato) per i minori nati e cresciuti in Italia, superando i 18 anni di attesa. Questo riequilibra l’ordinamento, dimostrando che il legame territoriale è riconosciuto come base di cittadinanza quanto (o più di) quello etnico limitato. 

– Stato Giuridico Speciale Italico

Creazione di una “Carta di Legame Italico” o status speciale per i discendenti oltre il 2° grado che non vogliono la cittadinanza ma vogliono rimanere collegati. Questa Carta potrebbe offrire agevolazioni specifiche (visti per studio/lavoro più semplici, sconti sui servizi culturali).

– Visti di Ritorno Focalizzati

Visti di lunga durata (fino a 24 mesi) riservati ai discendenti di oltre il 2° grado che intendono trasferirsi per completare i 2 anni di residenza per la naturalizzazione agevolata, semplificando la burocrazia per l’ottenimento del permesso di soggiorno iniziale. 

Interventi Attrattivi (Focus sull’Economia e la Cultura)

“Borse di Ritorno” (Studio/Ricerca): | Programmi di borse di studio e ricerca (es. dottorati, alta formazione) riservate specificamente ai discendenti italici, finanziate da fondi pubblici e privati. 

Network Economico Digitale: | Potenziamento di piattaforme come Unioncamere e ICE per mappare e connettere le imprese gestite da italici all’estero con la filiera produttiva italiana, sfruttando il business come primo elemento di aggregazione (come suggerito da Bassetti). 

Agevolazioni Fiscali e Immobiliari: | Prevedere esenzioni o agevolazioni fiscali mirate per i discendenti che decidono di rientrare in Italia per investire, comprare casa o avviare attività, incentivando l’uso produttivo della residenza di 2 anni.

Il Futuro del Mondo Italico

Il nuovo mondo italico sarà un ecosistema più consapevole, selettivo e duale.

A. Il “Nuovo Italico” Consapevole

Il Passaporto italiano non sarà più percepito come un “premio della lotteria” ereditato da un lontano antenato, ma come il risultato di un investimento attivo (tempo, residenza, studio).

* Focus sulla Qualità: La comunità sarà formata da coloro che hanno dimostrato una volontà effettiva di legame, o attraverso i 2 anni di residenza in Italia, o attraverso una partecipazione attiva alla cultura e all’economia italiana all’estero.

* Decentralizzazione: Il legame non sarà più mediato unicamente dai Consolati (che si occupavano della pratica di ius sanguinis), ma passerà attraverso università, camere di commercio, associazioni culturali e piattaforme digitali.

B. Il Dualismo (Cittadino vs. Italico)

* “Hard Power” (Stato): Lo Stato italiano gestirà la cittadinanza (il passaporto) con maggiore rigidità (legame di sangue limitato o legame di residenza).

* “Soft Power” (Italicità): La World Community degli Italici, guidata da associazioni e figure come Bassetti, dovrà prendere in mano la bandiera del legame culturale e valoriale per aggregare i milioni di persone che perdono il diritto al passaporto ma non l’identità.

Il futuro vedrà l’Italia costretta a sviluppare strumenti di soft power più efficaci per tenere legato un mondo che sta per essere tagliato fuori dalla porta d’accesso formale della cittadinanza.

Tra gli interventi proposti, quello che ritengo essere il più urgente e strategicamente cruciale per affrontare l’impatto della Legge 74/2025 è:

?￯ᄌマ Intervento Legislativo: Ius Culturae per i Nati in Italia

L’urgenza di questo intervento è duplice e risponde direttamente alle critiche mosse alla riforma:

1. Equilibrio Normativo e Credibilità

La Legge 74/2025 ha introdotto una restrizione al legame etnico (ius sanguinis), aumentando la pressione affinché lo Stato italiano riconosca, in cambio, il legame territoriale e culturale per chi vive stabilmente in Italia.

* Il Paradosso: Non è sostenibile mantenere un sistema che impone a un pronipote nato all’estero di risiedere solo 2 anni per naturalizzarsi, mentre a un ragazzo nato e cresciuto in Italia da genitori stranieri (il cosiddetto “italiano di seconda generazione”) si chiedono 18 anni ininterrotti di residenza e una complessa procedura burocratica al compimento della maggiore età.

* Azione: L’introduzione dello ius culturae (o ius soli temperato) dimostrerebbe che il sistema italiano non è solo difensivo sulla cittadinanza, ma è anche aperto e inclusivo per chi ha un legame effettivo con il territorio e la scuola italiana.

2. Risposta al Problema Sociale

Il mancato riconoscimento dei “nuovi italiani” (i figli di immigrati) crea una frattura sociale, giuridica e di integrazione.

* Riconoscimento Culturale: Con lo ius culturae, il completamento di un ciclo formativo in Italia (es. 5 anni di scuola) diventerebbe la prova tangibile e oggettiva dell’integrazione, eliminando il paradosso dei ragazzi che parlano solo italiano ma sono formalmente stranieri.

Se lo Stato ha deciso di definire in modo più netto “chi è italiano all’estero” (solo fino al 2° grado), deve prioritariamente definire e riconoscere “chi è italiano sul suo territorio” (i ragazzi cresciuti qui). Questo è l’atto legislativo più urgente per ridare coerenza all’intero sistema di cittadinanza.

Confronto con le legislazioni di altri paesi 

Il tema del riacquisto della cittadinanza (ovvero la possibilità, per chi l’ha persa, di riottenerla) è gestito in modo molto vario a livello internazionale.

Se in Italia il riacquisto è disciplinato dall’Art. 13 della L. 91/1992 e ora integrato con la sanatoria 2025-2027 per i casi di perdita ante-1992, altri Paesi adottano meccanismi che si distinguono per tempi, requisiti di residenza e motivazioni.

Ecco un quadro sintetico delle principali tendenze internazionali:

? Quadro Sintetico Internazionale sul Riacquisto della Cittadinanza

Il riacquisto si applica solitamente a due categorie: chi ha rinunciato volontariamente e chi l’ha persa automaticamente (es. per naturalizzazione in un altro Paese prima delle leggi sulla doppia cittadinanza).

Paese / Blocco | Meccanismo di Riacquisto Prevalente | Requisiti Principali | Focus Legislativo |

| Germania (Recente Riforma 2024) | Naturalizzazione Semplificata o Dichiarazione. | Prima della riforma, il riacquisto per i discendenti di vittime della persecuzione nazista era automatico. Ora è parte di un sistema che accetta la doppia cittadinanza senza rinuncia (prima non era possibile). | Inclusività e Riparazione Storica: Forte enfasi sull’accettazione della doppia cittadinanza e sulla riparazione delle ingiustizie storiche (persecuzioni naziste). 

| Svizzera | Riacquisto per Semplificazione (entro 10 anni) o Naturalizzazione (dopo 10 anni). | Entro 10 anni dalla perdita: Semplice dichiarazione, indipendentemente dalla residenza. Dopo 10 anni: Obbligo di vivere continuativamente in Svizzera per almeno 3 anni con intento di permanenza. | Tempistica e Residenza: Fortemente legato al tempo trascorso dalla perdita; mantiene un requisito di residenza molto chiaro se la perdita è avvenuta da molto tempo. |

| Polonia | Restauro della Cittadinanza. | Applicabile solo agli ex cittadini che l’hanno persa prima del 1° gennaio 1999 a causa di leggi passate. Richiede domanda al Ministro competente. | Temporalità e Leggi Storiche: La possibilità di riacquisto dipende dalla specifica legge storica in base alla quale la cittadinanza è stata persa. |

| Lettonia | Restauro della Cittadinanza. | Viene restaurata la cittadinanza a chi l’ha persa. Il Restauro non è consentito se la persona ha acquisito la cittadinanza di un Paese non permesso dalla legge (salvo alcune eccezioni come UE, NATO, Australia, Brasile, ecc.). | Eccezioni Geopolitiche: La possibilità di riacquisto è influenzata dalla nazionalità secondaria posseduta, con un’apertura verso i partner strategici (UE/NATO/paesi selezionati). |

| Italia (Art. 13 L. 91/92) | Dichiarazione (con o senza residenza). | Caso Ordinario: Dichiarazione presso il Consolato/Comune e stabilire la residenza in Italia entro un anno dalla dichiarazione, oppure dopo un anno di residenza legale e ininterrotta in Italia. | Residenza come Requisito Principale: Tradizionalmente legata alla volontà di ristabilire un legame territoriale. |

Conclusioni Sintetiche

* Enfasi sulla Residenza vs. Dichiarazione: Molti Paesi, inclusa l’Italia (nella procedura ordinaria), richiedono un legame territoriale effettivo (residenza) per il riacquisto, spesso per un periodo ridotto (es. 1 anno in Italia, 3 anni in Svizzera dopo 10 anni dalla perdita).

* Apertura alla Doppia Cittadinanza: Le riforme più recenti, come quella tedesca, mirano a eliminare gli ostacoli al riacquisto che erano creati dalle vecchie leggi sul divieto di doppia cittadinanza, riconoscendo l’importanza del legame con l’emigrato.

* Riparazione Storica: Alcuni Paesi (es. Germania, Polonia, e l’Italia con la finestra 2025-2027) prevedono meccanismi speciali o semplificati per i casi di perdita dovuta a leggi obsolete o discriminazioni storiche.

In sintesi, mentre i meccanismi variano, il riacquisto è quasi sempre un procedimento semplificato che richiede la dimostrazione del precedente status di cittadino e, spesso, un atto di volontà formale (dichiarazione) e un rinnovato legame con il territorio (residenti o investimento).

Cordialmente

Daniele Marconcini

cell.whatsapp +39 335417765

www.lombardinelmondo.org

Tazio Tenca
Author: Tazio Tenca

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