Colombia. I Vescovi consigliano moderazione e prudenza per il dialogo con la guerriglia — Lombardi nel Mondo

Colombia. I Vescovi consigliano moderazione e prudenza per il dialogo con la guerriglia

Secondo l’Arcivescovo, la trattativa dovrebbe prevedere degli aspetti importanti, come il perdono, la riconciliazione e la tolleranza, tre fattori che devono considerare anche il dolore di un paese colpito da sequestri, criminalità, sfollamento della gente per la violenza ed esecuzioni extragiudiziarie

Bogotà – I Vescovi della zona colombiana del “eje Cafetero” (Pereira, Armenia e Manizales), così chiamata per la particolare produzione di caffè, ritengono che la decisione di un possibile dialogo del governo con le FARC (Forze armate rivoluzionarie della Colombia), dovrebbe essere presa con serenità e moderazione, e non essere il risultato dell’euforia per la liberazione degli ostaggi (vedi Fides 03/04/2012), considerata un evento importante ma che, secondo loro, era una risposta ovvia a una richiesta nazionale ed internazionale.

L’Arcivescovo di Manizales, Mons. Gonzalo Restrepo, ha detto che la pace è un diritto e un dovere, che non deve essere imposto come una condizione nelle richieste gestite esclusivamente dallo Stato o dai gruppi armati illegali, come le Farc. “La pace fa parte della condizione umana ed è una questione da vivere ogni giorno nella vita quotidiana dei cittadini” ha detto a radio Caracol.

Secondo l’Arcivescovo, la trattativa dovrebbe prevedere degli aspetti importanti, come il perdono, la riconciliazione e la tolleranza, tre fattori che devono considerare anche il dolore di un paese colpito da sequestri, criminalità, sfollamento della gente per la violenza ed esecuzioni extragiudiziarie, comprese le azioni illegali delle forze della guerriglia o dalle forze militari dello Stato.

Altre fonti locali contattate dall’Agenzia Fides riferiscono l’opinione del Vescovo emerito della diocesi di Florencia ed ex Segretario della Conferenza episcopale colombiana, Sua Ecc. Mons. Fabian Marulanda Lopez, che ha detto: nessuno può parlare di un dialogo o di una trattativa “a caldo”, bisogna attendere che le acque si calmino e si stabilizzi la situazione, in modo di agire con prudenza e fare le cose senza eccessi, da entrambe le parti, “tenendo conto delle realtà sociali e politiche del paese, e delle azioni della rivolta armata”. Il Vescovo ha aggiunto che questo tema sarà certamente affrontato dai sacerdoti nelle omelie della Settimana Santa, ed ha insistito sul fatto che senza la sincerità e la volontà delle parti non si arriverà ad una vera pace. (CE)

Fonte: (Agenzia Fides)

Document Actions

Share |


Lascia un commento

martedì 28 Gennaio, 2020