Mensalão – La Suprema Corte contro la corruzione — Lombardi nel Mondo

Mensalão – La Suprema Corte contro la corruzione

Uno scandalo ben più grave della nostra vecchia mani pulite sta da tempo impegnando il Supremo Tribunale Federale. Si tratta del mensalão, termine col quale è stata definita la pratica, da parte del PT dell’acquisto della fedeltà programmatica di poltici alleati o d’opposizione con fondi pubblici. Di Marco Stella

Uno scandalo ben più grave della nostra vecchia mani pulite sta da tempo impegnando il Supremo Tribunale Federale (massima corte del giudiziario brasiliano). Si tratta del mensalão, termine col quale è stata definita la pratica, da parte del PT (partito dell’ex presidente Lula e dell’attaule presidentessa Dilma) dell’acquisto della fedeltà programmatica di poltici alleati o d’opposizione con fondi pubblici. La grave offesa allo stato democratico, e dunque al cittadino che elegge un suo rappresentante per esser pro o contro il governo, è stata più volte messa in evidenza dai Ministri della corte suprema, così come altri reati veramente infamanti per coloro che, come gli integranti i vertici del PT, tanto si son battuti contro le angherie della giunta militare o contro la corruzione dei governi pre Lula. Associazione a delinquere, corruzione, riciclaggio di danaro sporco sono tra i più gravi reati per i quali 25 politici sono già stati condannati.

Il verdetto con relativa pena non è ancora stato pronunciato, ma il solo fatto che la colpevolezza sia stata riconosciuta rassicura il cittadino, confermando che in Brasile il giudiziario mantiene una certa indipendenza nei contronti dell’esecutivo, a differenza di altri paesi social-populisti  dell’America Latina.

Lo scandalo denominato del mensalão, fa riferimento a fatti del primo governo Lula (2003-2006) e nonostante fosse stato messo in evidenza dal Pubblico Ministero sin dal 2005, l’elettore, entusiasta del governo populista del presidente Lula, non aveva punito alle urne tale atteggiamento criminale. L’appoggio popolare alla linea del PT ed il disinteresse con la dilagante corruzione sono stati deleterei perché non hanno permesso allo stesso partito dei lavoratori di rigenerarsi ed all’intera classe politica di ripulirsi da quegli elementi dannosi che da  un decennio gravitano tra esecutivo e legislativo sperperando danaro pubblico ed arrichendosi a dismisura.

La decisone del Supremo Tribunale Federale, a oltre un lustro dai fatti, è comunque un segnale forte del fatto che un nuovo Brasile si sta formando, nella decisione dei Ministri della suprema corte si riconoscono quei cittadini (sempre più numerosi) che hanno ormai abbandonato la retorica del Leader Maximo (quelli stanchi del lulismo) e quei cittadini che non si accontentano dell’assistenzialismo, ma esigono che il potere pubblico sia integrato da esponenti limpidi e dei quali ci si possa fidare.

 

Di Marco Stella, Rio de Janeiro

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martedì 28 Gennaio, 2020