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Sanzioni, l’Europa cerchi la sponda della Lega araba. Di Paolo Bergamaschi

La Commissione europea nei giorni scorsi ha proposto un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia e un pacchetto di sanzioni contro Israele che per entrare in vigore devono ottenere il voto unanime dei 27 Paesi Membri. Le sanzioni sono uno dei pochi strumenti della Politica Estera Comune europea. Per essere davvero efficaci, però, hanno bisogno del soategno anche di altri attori geopolitici. Questo è il mio articolo uscito su Vita.it e altri quotidiani se vi va di leggerlo.

David O’ Sullivan (in foto) è un diplomatico europeo di lungo corso pressoché sconosciuto al grande pubblico. Eppure occupa una posizione cruciale per quanto riguarda l’attuazione della politica estera dell’Unione. Dal gennaio del 2023, su nomina della Commissione Europea, O’ Sullivan ricopre l’incarico di “Inviato Speciale per l’Implementazione delle Sanzioni dell’Ue”, con il compito di garantire un dialogo costante e di alto livello con i Paesi terzi per evitare l’elusione o l’aggiramento delle misure restrittive che sono state imposte alla Russia dall’inizio della sua guerra contro l’Ucraina.

David O’ Sullivan

 Venerdi scorso Ursula Von Der Leyen ha annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Federazione Russa, il diciannovesimo, che, per entrare in vigore, dovrà essere approvato dal Consiglio, ovvero i 27 Paesi Membri. Oltre a colpire ancora il settore energetico i nuovi provvedimenti hanno l’obiettivo di tappare le falle del settore finanziario che Mosca sfrutta per bucare le disposizioni adottate fino ad oggi da Bruxelles.

Tazio Tenca
Author: Tazio Tenca

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